
Ari Vatanen, battuto da Jean Todt nella sfida per la poltrona di comando della Fia, torna a criticare la gestione di Max Mosley. Secondo l’ex campione del mondo rally, il presidente uscente della federazione avrebbe delle significative responsabilità sul ritiro dal Circus di gruppi forti come Honda, Bmw, Bridgestone e Toyota.
L’asso finlandese crede che all’origine delle più recenti uscite di scena non ci sia soltanto la crisi economica. Anzi, la congiuntura internazionale avrebbe avuto, a suo dire, un peso molto relativo sulla decisione di staccare la spina. Questo perché le grandi imprese, anche nei momenti difficili, non rinunciano alle azioni di marketing, specie in un palcoscenico mondiale come il Circus.
Il problema è invece nella governance della disciplina, che non ha saputo esprimersi con scelte convincenti, ma ha fatto saltare la pazienza di molti per la gestione degli affari, i conflitti e gli scandali. E’ mancata, in altre parole, quella chiarezza richiesta da molti. Alla base di tutto, ovviamente, la cattiva gestione dell’organo, quindi di Mosley. Così la pensa Vatanen, convinto che rinunciando alla sua elezione, la platea dei votanti si è privata di una reale prospettiva di cambiamento.
Via | Paddock.it
fast-and-furious
07 nov 2009 - 15:17 - #1Beh, adesso si vedrà con Todt!
www_mad4wheels_com
08 nov 2009 - 02:17 - #2Quando le Case ufficiali si iscrivono a certe competizioni, lo fanno dopo aver approvato budget, piano di ammortamento degli investimenti, piano di sviluppo del prodotto, … e così via.
Lo fanno per acquisire visibilità e prestigio.
Certo che, se la Federazione cambia i regolamenti in continuazione, senza neppure azzeccarne gli effetti voluti …
Certo che se si coinvolge Ross Brawn nella stesura del regolamento tecnico, poi lo si lascia libero di sviluppare una monoposto che, sfruttando un buco regolamentare ( lasciato da chi ? ) riesce ad ottenere un vantaggio competitivo consistente …
Certo che se il Presidente della Federazione si fa beccare in situazioni compromettenti sado-naziste …
In questi casi le Case non è che traggano grossi benefici di visibilità e prestigio … anzi …
architetti
08 nov 2009 - 13:07 - #3Quoto #2.
Quelli citati sono i motivi reali degli abbandoni.
Aggiungerei che in un momento in cui le grandi case hanno bisogno di darsi un’immagine seria e sostenibile, non possono investire in attività che hanno ormai un’immagine compromessa e poco seria grazie all’immenso danno fatto da Mosley e Ecclestone e compagnia bella.
Anche su Ross Brawn hai perfettamente ragione. Sono i fatti. Indiscutibili.
Anche questo fatto dei regolamenti col trucco non aumenta la credibilità.
(E nemmeno le sanzioni draconiane contro Briatore)