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F1: la Ferrari elogia il lavoro di Jean Todt

Pubblicato: 12 nov 2009 da Gregorio Riso



Guardando la storia della Ferrari in Formula Uno, si nota che gli anni a cavallo del secondo millennio sono stati i più ricchi in termini di risultati e di successi.

La miscela esplosiva che ha portato a queste prestazioni è stata l’unione delle capacità di tre uomini, tutti diversi ma con un desiderio in comune: conquistare il mondo delle corse.

Il primo è Luca di Montezemolo, un uomo estroverso che trasuda fascino per il suo modo di affrontare i problemi; il secondo è Michael Schumacher, pressoché ossessivo nella sua ricerca della perfezione; e il terzo è Jean Todt, severo con se stesso e ostinato nel seguire i suoi metodi, un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro.

Il risultato dell’opera di questo terzetto trionfale? Dal 1996 al 2006 la Ferrari ha conquistato: ottantanove vittorie nei Gran Premi, settantasei pole position, settanta giri più veloci e 1.649 punti validi per la classifica del Campionato del Mondo, raccolti per vincere sei Titoli Costruttori e cinque Mondiali Piloti.

Al termine del mese di marzo 2009 Jean Todt, Direttore Sportivo della Scuderia Ferrari e in seguito Amministratore Delegato e membro del Consiglio d’Amministrazione, ha lasciato l’azienda. Riflettiamo ora sulla straordinaria epopea degli ultimi sedici anni.
Jean Todt approdò in Ferrari quando la parola “vittoria” sembrava quasi dimenticata.

Quando nel 1991 Montezemolo ritornò nelle vesti di Presidente, dopo quindici anni di assenza, trovò un’azienda in difficoltà nel focalizzare le criticità che la affliggevano.
Le monoposto non vincevano più le corse, le vetture di produzione erano piuttosto obsolete e l’organizzazione di vendita non era organizzata in modo ottimale.

Il nuovo Presidente prese la situazione in pugno: iniziò dalla produzione e cambiò radicalmente la Gestione Sportiva. Scelse un uomo con una grande passione per l’automobile ma senza una precedente esperienza in Formula Uno, un uomo con una grande capacità organizzativa e determinato a riuscire.

Le caratteristiche di Todt non erano comuni. Era pragmatico: “Todt era attentissimo ai dettagli”, ricorda un collega. “La sua forza stava nell’applicare la medesima attenzione sia alle cose piccole sia a quelle grandi: dopo tutto, in Formula Uno qualunque dettaglio ti può fermare”.

Dedicava al lavoro tutte le sue energie: era sempre l’ultimo a lasciare l’ufficio. “Chiedeva a varie persone la medesima cosa, per verificare che tutti fossero informati”. Ed esigeva dai suoi collaboratori una fiducia totale e una concentrazione estrema. “Sapeva riconoscere chi faceva la differenza. Conosceva tutti, e sapeva come motivare dimostrando di essere sempre informato su tutto”.

Il metodo di lavoro di Todt era un altro elemento che lo rendeva unico. Combinava la tenacia con il rigore, e tutti erano sempre sotto pressione. “Venne da me quando era quasi mezzanotte e mi disse, molto seriamente, di allestire un letto da campo per dormire in ufficio”. Todt era anche determinato ad assumersi le sue responsabilità e quelle dei suoi collaboratori: “Todt era uno scudo per tutti noi”.

Con la forza di Todt e della sua squadra, trasformatasi in arma letale nel 1997 grazie all’arrivo di Ross Brawn e Rory Byrne, i risultati non tardarono a giungere, rapidi e copiosi. Macchina da combattimento costruita sulle capacità di tutti e ispirata dalla passione del Presidente, la gestione di Todt sarà difficile da ricreare in futuro. “Todt era formidabile nelle relazioni istituzionali, nella politica e nelle importanti negoziazioni che coinvolgevano gli sponsor”- afferma Stefano Domenicali, l’uomo che ha raccolto il lascito di Todt.

“A lui desidero augurare il meglio per un futuro ancora ricco di soddisfazioni professionali e personali”, ha dichiarato Montezemolo alla partenza di Todt. “Gli anni passati insieme, le vittorie ma anche i momenti difficili hanno creato un forte legame tra Jean Todt e la Ferrari. Un legame che durerà per sempre”.

Amedeo Felisa, che ora ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato appartenuto a Todt, ha affermato: “Per la ricostruzione della Gestione Sportiva, per i risultati che ha ottenuto e per le doti manageriali che ha dimostrato, Todt ha dato un contributo straordinario alla Ferrari”.

Via | Ferrari Press

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • ...tibursuperbum

    12 nov 2009 - 23:33 - #1
    1 punto
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    Questo comunicato è l’anticamera della rimozione di Domenicali e company!

  • Profilo di raku_

    raku_

    13 nov 2009 - 07:59 - #2
    -3 punti
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    No, in realtà è un reminder per il nano, serve a rammentargli da chi dovrà prendere ordini in futuro.

  • mahhhh

    13 nov 2009 - 08:40 - #3
    0 punti
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    bella leccata di c.u.l.o, si vede che a ferrari serve qualcosa dalla FIA…..

  • Profilo di dario911

    dario911

    13 nov 2009 - 08:50 - #4
    1 punto
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    Criticavano Mosley……. ed ora apprezzano il lavoro svolto, all’insegna della massima continuità con l’inglese, di Todt?!?!?!?!?!
    Ecco, forse sarebbe più corretto dire che la Ferrari ha rimosso Mosley perché ormai non si fidava più di lui….. e che aveva bisogno di una persona più “manovrabile”…..
    Era meglio e strameglio VATANEN!

  • Profilo di thade

    thade

    13 nov 2009 - 08:58 - #5
    0 punti
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    Dario, ti darei anche dieci più per quello che hai scritto, purtroppo non mi è consentito…

    @la redazione: “trasuda fascino”… Gregorio, ma che ti sei fumato? :P

  • app

    13 nov 2009 - 09:11 - #6
    0 punti
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    In realtà gli artefici dei successi Ferrari non sono solo i 3 di cui si parla, in realtà ce n’e’ un 4′ … vale a dire Ross Brawn …

  • Profilo di doppia-frizione

    doppia-frizione

    13 nov 2009 - 09:24 - #7
    0 punti
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    “Gli anni passati insieme, le vittorie ma anche i momenti difficili hanno creato un forte legame tra Jean Todt e la Ferrari. Un legame che durerà PER SEMPRE”.

    Ed ecco la garanzia di imparzialità del nuovo presidente FIA, prevedo molte vittorie alla… Baldisserri SPA 2008.

  • ...tibursuperbum

    13 nov 2009 - 11:14 - #8
    0 punti
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    @2
    L’aver evidenziato quali erano i ritmi di lavoro e la dedizione completa,
    nonchè il rilievo dato all’attenzione di Todt ai particolari nell’adempimento
    delle sue funzioni è una critica forte agli attuali dirigenti che evidentemente,
    e i fatti lo suffragano con la grande superficialità dimostrata nella gestione
    delle stragegie etc., non hanno soddisfatto pienamente le aspettative.
    Come dire il metodo doveva essere quello passato,l’attuale o si adegua
    o si cambia.Questo io leggo sottinteso nella dichiarazione.
    Al di là della sviolinata all’attuale presidente FIA è un altolà a Domenicali e company,
    e più probabilmente una anticipazione di cambiamenti che saranno messi in atto
    e che dovranno passare necessariamente anche nel cambiamento delle persone.
    Non credo che il “nano” prenderà ordini dalla Ferrari,non ne ha più bisogno,piuttosto
    come dice Doppia Frizione lo stretto legame che vi è stato toglierà credibilità
    al francese nel momento in cui dovrà prendere decisioni scomode che dovessero
    coinvolgere Maranello.

  • Profilo di andreac

    andreac

    13 nov 2009 - 16:08 - #9
    0 punti
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    Sono due-anni-due che vado dicendo che il primario problema Ferrari e’ (o era?) quello del team principal. Domenicali e’ un burocrate, forse bravo, ma sempre un burocrate. E’ chiaro che il team principal da solo puo’ far poco, ma uno ”con gli attributi” sara’ capace di coagulare attorno a se’ gente altrettanto ben dotata e visto che molte sono le squadre che si stanno sciogliendo, credo non ci sia penuria di bravi tecnici. Problema da risolvere: le sospensioni. Sospensioni che assorbano bene i cordoli fanno risparmiare decimi ad ogni curva. McLaren (e.damper) e Renault bi-campione del mondo con Alonso (mass damper) hanno/avevano sistemi che permettono/permettevano ai piloti traiettorie che Schummy aveva difficolta’ a fare per via del fatto che poi la sua macchina saltava, quindi occorreva parzializzare e quindi la curva della Ferrari era piu’ lenta delle altre. Forse occorrera’ rivedere anche un po’ il motore, l’aerodinamica certamente,………insomma rifatela nuova e fate vedere chi siete. Laciate perdere lambrusco e piadine, prendete gli uomini migliori e non quelli stanno razzolando nel cortile attorno o vicino alle piste di Fiorano, quelli sono polli e basta.

  • abbassoikrukki

    13 nov 2009 - 17:12 - #10
    0 punti
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    Domenicali in un’azienda “seria” sarebbe già da ufficio collocamento…anzi da agenzia interinale…

  • abbassoikrukki

    13 nov 2009 - 17:14 - #11
    0 punti
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    Anzi no lo vedrei bene al posto di quella faccia da c § ° ^ / di Colajanni…

  • ...tibursuperbum

    14 nov 2009 - 00:07 - #12
    0 punti
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    @11
    Infatti le racconta meglio……

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