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La Fia replica alle accuse di Briatore

Pubblicato: 13 nov 2009 da Rosario Scelsi

Commenti dei lettori

flavio briatore

Vi abbiamo riferito ieri delle ragioni che hanno spinto Flavio Briatore ad impugnere la sentenza della Fia, che lo ha radiato a vita dall’automobilismo sportivo per la vicenda dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. Il manager italiano crede di essere vittima di un complotto, ordito ai suoi danni dal nemico Max Mosley.

Anche le procedure seguite per arrivare al verdetto lo lasciano perplesso: a suo avviso sarebbero state condizionate dal personale desiderio di rivincita del presidente uscente dell’organo. La federazione non accetta l’analisi e fa sapere all’ex direttore del team Renault che la punizione a suo carico non è viziata da elementi distorsivi, ma scaturisce da un giudizio deliberato a schiacciante maggioranza dal Consiglio Mondiale, quindi in un quadro di ampia condivisione.

Adesso toccherà al Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi pronunciarsi sul ricorso presentato da Briatore, che chiede l’annullamento del provvedimento di interdizione, oltre a un cospicuo risarcimento per i danni di immagine patiti in questi mesi. A prescindere dalle valutazioni dei togati, pare evidente che del caso continuerà a parlarsi.

Via | Eurosport.com

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1 commento

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  • Profilo di architetti

    architetti

    14 nov 2009 - 16:57 - #1
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    Non sono amico di Briatore. Ma la pena inflittagli è fuori da ogni logica. Non si capisce perché abbia dovuto pagare solo lui in una misura che ricorda le rappresaglie della Gestapo…
    Lo stesso vale per il fatto che un piccolo vigliacco come Piquet non sia stato punito per un comportamento irresponsabile, solo perché ha denunciato i suoi datori di lavoro….
    La giustizia sportiva deve essere si severa, ma anche imparziale e sopratutto equa.

    Se Briatore è stato radiato a vita per i fatti di Singapore, Ron Dennis e compari per la spy story avrebbero dovuto essere fucilati sul posto…..fatte le dovute proporzioni