La “emme” sulla coda indica la provenienza dal reparto Motorsport della casa bavarese. Questa lettera identifica una razza particolare, fatta di auto performanti pronte a sedurre gli appassionati con un bagaglio tecnico di primo livello. Anche le prestazioni sono molto incisive, come hanno costatato i proprietari di altre supercar, sfilate senza rispetto dalle frecce con l’elica blu. L’ultima discendente della stirpe, la quarta della serie 3, rinuncia a un pizzico di understandment, per via dei passaruota bombati e del cofano motore con vistosa gobba, denominata “powerdome”.
Il fisico è condizionato da una delle novità tecniche più significative: l’adozione di un nuovo e più corpulento V8, che segna la rinuncia alla storica architettura a sei cilindri, di cui si ricordano la verve e gli acuti da pelle d’oca. I margini di sviluppo del frazionamento più piccolo erano tuttavia limitati e ogni ulteriore aumento di potenza avrebbe potuto compromettere la dinamica di guida. Giusto, perciò, cambiare strada per inseguire il progresso. Nessun timore, invece, sul piano dei contenuti: anche la più recente unità propulsiva è pronta a stupire, con alcune soluzioni riprese dalle monoposto da Gran Premio.
La scuderia conta su 420 purosangue allenati che, sciolte le briglie, aggrediscono la strada con grande furia, accompagnati da un’orchestra che ne segna il ritmo. A dare tonicità alla formazione provvede una coppia corposa, ben distribuita nell’arco di utilizzo. Con simili credenziali lo scatto da 0 a 100 viene bruciato in 4”8, mentre i 250 km/h di velocità (autolimitata) si raggiungono in un baleno.
Le Bmw più sportive, però, non si sono mai fermate ai numeri, perché i tecnici bavaresi conoscono l’amore dei clienti per le emozioni e l’handling. Anche su questo fronte le aspettative sono rispettate: la precisione dello sterzo, la robustezza del telaio, l’ottimo bilanciamento e la bontà dell’assetto assicurano un comportamento di elevato spessore, degno di vetture dall’indole più esasperata.
Molto è stato fatto per ridurre il peso e abbassare il baricentro, come dimostra la scelta del tetto in fibra di carbonio. Anche il nuovo cuore, che ama girare in alto, è più leggero di 15 kg rispetto all’unità precedente. Notevole la cura posta sul versante aerodinamico, con un sapiente sfruttamento dei flussi. Il sottoscocca rivestito, poi, riduce al minimo le turbolenze e raffredda il differenziale. Sulla M3 il guidatore può gestire il set-up, adattando le reazioni alle diverse esigenze. Un esempio arriva dalla regolazione su tre livelli (”Normale”, “Comfort” e “Sport”) della taratura delle sospensioni.
Il cambio manuale a sei marce ha un’alternativa nella trasmissione a doppia frizione con sette rapporti, che ottimizza i passaggi, comandati dai paddles al volante o dalla classica leva, consegnando al passato le interruzioni nella spinta. Così si limano altri due decimi nello scatto da fermo. Possibile anche la modalità automatica, che offre un’andatura molto confortevole. Il controllo dinamico di stabilità (DSC) interviene solo in situazioni limite e può essere disattivato dal guidatore. Grazie all’inedito differenziale a bloccaggio variabile, con picchi del 100% in caso di necessità, si sfruttano in pieno i vantaggi della trazione posteriore.
La M3 rimane ideale anche per la guida di tutti i giorni. Il suo abitacolo è studiato per il massimo comfort e non rinuncia allo stile minimalista delle opere più recenti di casa Bmw. In listino ci sono anche le versioni berlina e cabrio. La declinazione decappottabile ha un hardtop a scomparsa in lamiera di acciaio, che si apre in soli 22 secondi. Entusiasmanti, pure in questo caso, le prestazioni: l’accelerazione da 0 a 100 km/h viene coperta in 5”3, mentre la velocità di punta è identica a quella della coupé.
we believe in red bull racing
23 nov 2009 - 11:08 - #1Monza
track day
M3
prima variante
FRENI INCANDESCENTI, ROSSI (!!!!!!!!!!!!)
dove siamo arrivati con le auto di “serie”??