Sogni sportivi: focus sulla Ferrari Sp1

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La SP1 è il primo frutto del nuovo programma di personalizzazione voluto dalla Ferrari, che consente ai clienti speciali di cucirsi un’auto su misura, proprio come ai vecchi tempi. Il punto di partenza è la piattaforma della F430, da cui eredita anche le prestazioni e il carattere. Ma dal punto di vista stilistico è un prodotto completamente nuovo, nato su espressa richiesta di uno dei più grandi collezionisti del “cavallino rampante”, il giapponese Junichiro Hiramatsu.

Per dare forma al suo sogno, il fortunato acquirente si è rivolto a Leonardo Fioravanti, autore di alcune delle più belle “rosse” della storia. Il risultato è un esemplare senza eguali, dove solo pochi elementi tradiscono la parentela con il modello di partenza. Fra questi spiccano i cerchi e gli specchietti, presi dalla versione Scuderia, ma anche i gruppi ottici anteriori, diversamente incorniciati. Simile la disposizione delle prese d’aria, interpretate però con taglio specifico.

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Quelle frontali, in particolare, sono molto affilate, quasi come se fossero nate dalla spada di un samurai. Più classico il posteriore, dove si legge meglio lo stile di famiglia. Lo scivolo estrattore è sormontato da una fascia nera in fibra di carbonio che, attraversando la fiancata, digrada verso l’anteriore, dove sottolinea i baffi. Il modello esprime una grande determinazione, ma l’impianto stilistico è condizionato dal gusto orientale del committente. Questo spiega la presenza di alcuni schemi insoliti per il marchio emiliano.

Con altri riferimenti Fioravanti avrebbe saputo svolgere meglio il tema, come dimostra la sua collana di capolavori, entrati a pieno titolo nell’antologia del design. Ma in questo caso il maestro italiano si è dovuto confrontare con i parametri vincolanti della piattaforma e con il gusto del proprietario. Difficile, anche per un campione della specialità come lui, conciliare perfettamente dei fattori così restrittivi. E’ come se si volesse cambiare la fisionomia di una casa, mantenendo l’area della facciata, il taglio dei balconi e il disegno delle finestre.

Il risultato finale, per quanto valido, mancherà comunque di quella coerenza dialettica che si sarebbe avuta partendo dal classico foglio bianco. Il fatto è che la SP1 appare meno armonica della macchina di partenza. Ma in fondo, anche la F430 lo è meno della 360 Modena. Concludiamo con la sigla, che significa Speciale e Unica, per evidenziare l’esclusività delle origini. Un concetto ribadito nell’abitacolo, attraverso una preziosa placca firmata dall’autore.

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