Cinque monoposto F1 davvero sgraziate

Anche le monoposto da Formula 1 possono rivelarsi sgraziate e bruttine. Non mancano gli esempio odierni, ma in passato si raggiunsero picchi davvero notevoli.

Cinque fra le peggiori F1 di sempre


Nessun appassionato considera le recenti monoposto esempi di stile o di design. Siamo tutti concordi nel definirle piuttosto bruttine, assai meno piacevoli delle vetture con motore V10 o V8. D’ogni modo le automobili odierne risultano ben più accattivanti se paragonate a modelli introdotti qualche anno fa, talmente coraggiose da risultare paradossali. Ne elenchiamo cinque, in ordine casuale – ché sarebbe troppo difficile metterle in ordine di bruttezza!

March 711 (1971)

Cinque fra le peggiori F1 di sempre

Sulla monoposto britannica era presente uno spoiler anteriore che qualcuno soprannominò vassoio da the. Non per questo la vettura si dimostrò poco fortunata: Ronnie Peterson, al suo volante, giunse secondo nel campionato 1971.

Ligier JS5 (1976)

Cinque fra le peggiori F1 di sempre

Il gigantesco condotto di aspirazione avrebbe dovuto incanalare una maggiore quantità d’aria verso il motore Matra. L’intento poteva considerarsi azzeccato, ma l’esecuzione fu del tutto censurabile.

Ensign Ford N179 (1979)

Cinque fra le peggiori F1 di sempre

La ricerca del massimo effetto suolo portò gli ingegneri a mettere in pratica soluzioni piuttosto inusuali. La scuderia britannica si ritrovò a deliberare una monoposto dal frontale incomprensibile, a scaletta, nel quale però sono ospitati i radiatori.

Arrows A22 (2001)

Cinque fra le peggiori F1 di sempre

Gli ingegneri della scuderia britannica cercarono una soluzione per aumentare il carico aerodinamico. Disegnarono infine un secondo spoiler anteriore, destinato solo al GP di Monaco. Il tentativo si rivelò azzeccato: Jos Verstappen ed Enrique Bernoldi finirono ottavo e nono.

Eifelland Ford 21 (1972)

Cinque fra le peggiori F1 di sempre

La vettura tedesca è talmente arzigogolata da farci sospettare che il designer fosse in realtà un bambino: non solo in virtù del curioso periscopio, ma anche per l'incomprensibile struttura a protezione del pilota.

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