La MT900 GTR XX nasce per celebrare i 20 anni di Mosler. Questo bolide stradale continua la tradizione di un marchio sempre attento all’indole sportiva delle sue proposte. Il livello estremo delle scelte tecniche la mette su un piano diverso rispetto alle concorrenti, più inclini ai compromessi.
Sin dal primo sguardo emergono i riferimenti agonistici, grazie alla muscolosa silhouette, degna di un prototipo per la 24 Ore di Le Mans. Facile scambiarla per una belva scappata dalla pista, in preda alla follia del suo domatore, ma la si può incontrare sul lungomare di Cannes, condotta da un tycoon di successo.
Difficile passare inosservati con un simile “giocattolo”, specie se si opta per delle tinte vivaci. Questo non è un problema per chi ama i sogni allo stato puro. Anzi le linee ardite sono una componente irrinunciabile del suo fascino. Nessuno dei clienti sarebbe disposto a barattare l’aspetto cattivo con un sobrio abito da sera: la purezza è nel coraggio di esibire il proprio carattere, evitando la monotonia dell’omologazione. Basta non essere timidi per abituarsi agli sguardi.
La scocca in fibra di carbonio e kevlar assicura i più alti livelli di sicurezza passiva, conferendo un comportamento solido e preciso. Il peso in ordine di marcia, inferiore ai 1.100 kg, strappa prestazioni mostruose dal motore di origine Corvette. Dopo la cura dopante, il V8 da sette litri vanta 600 cavalli di razza, pronti ad aggredire l’asfalto.
Il rapporto con le corse è abbastanza marcato, come è giusto che sia per un’auto di frontiera. La sua formula piace ai clienti ed è influenzata dal ricco elenco di successi raccolti nei diversi campionati. Fra i personaggi famosi che non hanno resistito alle sue tentazioni c’è il regista George Lucas, grande cultore delle supercar.
Le geometrie racing delle sospensioni, con triangoli sovrapposti e ammortizzatori regolabili, la mantengono incollata alla strada, come testimonia la tenuta laterale di 1.1g. Il buon bilanciamento è agevolato dal cambio Getrag a sei marce di tipo transaxle. Anche la frenata è eccellente, grazie all’impianto ceramico della Movit. Le prestazioni lasciano a bocca aperta, con una velocità di punta superiore ai 340 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 in circa tre secondi.
palla59
20 dic 2009 - 13:05 - #1 (nascondi)ciao,
sono paolo lautizi, credo proprio che questa mosler sia inutile..
l’anima delle auto sportive e’ tutta in emilia e non certo nella fredda inghilterra..
lordmarkus
20 dic 2009 - 13:28 - #2@ #1
Sicuro?
L’anima delle auto sportive non è certo nella fredda Inghilterra?
Forse ti dimentichi di Lotus, Jaguar, Aston Martin, Caterham, Radical…
Non c’è niente da fare, l’Italia è senza dubbio la patria delle supercar per eccellenza, ma in quanto a tradizione e passione credo proprio che oltremanica siano una buona spanna avanti…
Big block
20 dic 2009 - 14:12 - #3@palla59
Ma quanti anni hai?
David Gilmour
20 dic 2009 - 15:10 - #4@1 non dire autentiche baggianate, guarda che sono gli Inglesi a vivere a pane e motorsport, altro che gli Italiani che vivono solamente di calcio!
Ma prima di sparare certe cose bisognerebbe collegare il cervello… poi tra l’altro questa è una Mosler!! conosci la storia di questa casa??
hip_hop_den
20 dic 2009 - 21:43 - #5I fanali mi ricordano tanto la McLaren F1
argent provocateur
20 dic 2009 - 22:21 - #6bella bellissima. Ma quando gli anglosassoni impareranno a pronunciare bene i nomi italiani? si dice “D-U-C-A-T-I e L-A-M-B-O-R-G-H-I-N-I” non “Dicatii e Lambghinnii”
il ninja
21 dic 2009 - 10:02 - #7che mezzoooooooooo! adoro la Mosler, la adoroooooooooo!