La crisi della Formula 1: accuse, complotti e problemi economici

Red Bull e Mercedes si lanciano gli stracci, Ecclestone insinua un clamoroso sospetto e la maggior parte delle scuderie hanno il cappello in mano. E' ancora lo sport motoristico più bello al mondo?

La crisi della Formula 1


Pensavamo che la boutade di Helmut Marko rientrasse nella semplice dialettica fra vincitori e vinti: lui e la sua scuderia, perdenti di lusso, hanno minacciato provvedimenti clamorosi qualora le regole della Formula 1 continuino ad essere così incomprensibili. La risposta di Toto Wolff non ha certo stemperato gli animi, ma non avremmo mai immaginato che Bernie Ecclestone arrivasse a considerare poco limpida la superiorità fin qui mostrata dalle Frecce d’Argento: a suo dire i tecnici Mercedes sapevano un po’ di più della Power Unit, in quanto alcuni di loro erano a stretto contatto con la Federazione Internazionale.

La crisi della Formula 1

Tuttavia le scorie prodotte dal GP dell’Australia non sono contenute in questo pur velenoso scambio di accuse. Red Bull e Mercedes si accapigliano sulla parte tecnica, ma il vero fronte è legato alle disastrose condizioni economiche dei team: Manor è ovviamente la realtà più problematica, ma Lotus – come scrive La Stampa – ha pagato in extremis la fornitura dei pneumatici e Force India ha saltato gran parte dei test in ragione di problemi finanziari. Sauber non si trova in grosse difficoltà economiche, ma immaginiamo con qualche gioia paghi la ricca buonuscita che pretende van der Garde.

La crisi della Formula 1

Williams è fra le migliori scuderie per risultati, ma il bilancio 2014 si è concluso in rosso di 20 milioni di sterline. La situazione di Toro Rosso è anch’essa piuttosto liquida, dal momento che il team si trova legato a doppia mandata con Red Bull. Sommando tutti questi fattori si ottiene un risultato negativo: in Australia solo 15 piloti erano schierati al via (peggior risultato da 45 anni), 11 sono giunti al traguardo e 5 hanno terminato a pieni giri. Fra questi non c’era Jenson Button, al volante di una McLaren ferma nel limbo: il team inglese avrebbe i soldi e le capacità tecniche per sollevarsi dal guado, ma il regolamento tecnico impedisce di modificare la sostanza della power unit. Il tutto in ragione di uno spettacolo ormai indigeribile.

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