
Si continuano a definire i programmi del team americano USF1, e dopo l’annuncio del nome del team manager, John Anderson di cui abbiamo già parlato e le assicurazioni circa la presenza sin dal primo GP con la monoposto siglata Type1: arriva adesso finalmente l’annuncio sul nome di uno dei piloti.
Sarà l’argentino Jose Maria Lopez ad occupare il primo abitacolo della USF1, 26 anni Jose ha già corso in GP2 con la Super Nova, ed è stato collaudatore Renaultnel 2006.
Poi qualche problema economico causa mancanza di finanziamenti l’ha costretto ha ritornare in Argentina dove ha conquistato due titoli nel locale campionato turismo. L’annuncio ufficiale anche se ormai sembra tutto definito, è atteso per lunedì 25 gennaio.
Markoviz
24 gen 2010 - 00:36 - #1E cosa avrebbe fatto di importante Lopez???
Per favore basta con i piloti paganti!!!
rosikonen
24 gen 2010 - 05:44 - #2è ora di dire bastah, chi è pagante come Kamui Kobayashi o Alonso ( banca Santander ) o in passato gentaglia come Alessandro Nannini, Ayrton Senna, Nelson Piquet devono starsene a casa.
hangman
24 gen 2010 - 09:21 - #3beh,se ha problemi economici non penso abbia pagato per correre,ma che qualcosa glia dia il team…
stewie7x
24 gen 2010 - 10:56 - #4@ Rosikonen
Hai fatto 5 nomi e hai detto 30 s*******e.
Kobayashi ha fatto più sorpassi in 2 gp da debuttante che il nuovo campione del mondo nella stagione del titolo.
Alonso non aveva la sponsorizzazione del Banco Santander nel biennio 2005/2006.
Nannini, Senna, Piquet…..meglio che non ti rispondo proprio và.
maxalf
24 gen 2010 - 11:22 - #5scusate , chi è ??
Markoviz
24 gen 2010 - 12:34 - #6@rosikonen
Che ignoranza….
Kimi25
24 gen 2010 - 12:40 - #7..oramai funziona così.
Lasciano fuori un buonissimo pilota come Nick heidfeld e fanno entrare uno così che francamente come velocità non mi pare sia all’altezza del tedesco, appunto.
Non ha chissà che talento ma in compenso è un buon pilota ………….pagante!!!
frappa
24 gen 2010 - 12:51 - #8@7
non ti pare cosa?? perchè lo conosci l altro pilota??
mi sarei aspettato che guidassero 2 statunitensi.
x-vox
24 gen 2010 - 13:41 - #9Di nuovo.. quasi tutti i piloti sono stati o sono paganti, con soldi propri o degli sponsor che li sostengono
una minoranza, quelli che vincono molto e finiscono sui giornali, vengono poi pagati, soprattutto dagli stessi sponsor
il pilota non è mai stato un vero “lavoro” come fare il tornitore o il manager, il plota è un’ “attività” che a volte, per qualcuno diventa poi un lavoro
bovos
24 gen 2010 - 14:19 - #10L’unica spiegazione è che porti in po di soldi perchè una squadra nuova che prende un pilota senza esperienze di F1…. è dura….
x-vox
24 gen 2010 - 14:29 - #11ma TUTTI i piloti all’inizio della carriera portano soldi, propri o degli sponsor, e molti continuano così, non sono molti i piloti professionisti e magari superpagati
il pilota non è un vero mestiere che uno porta il libretto di lavoro e quelli gli fanno un contratto a tempo indeterminato come in azienda
fare il pilota nasce come passione per chi ha il talento e la possibilità, anche economica, di farlo, solo per alcuni diventa un “lavoro” (e anche su questa definizione avrei dei dubbi..)
kire
24 gen 2010 - 14:58 - #12Però é un vero peccato che per correre ci voglia solamente il vile denaro… io preferirei una F1 fatta di scuderie che vengono pagate dagli sponsor, che a loro volta pagano il pilota che corre… e codesto pilota corre grazie alle sue capacità. Allora si che rivedremo una F1 con sorpassi, duelli all’ultima curva e personaggi di spicco… Finché l’unico metro di paragone fra 2 piloti sarà il capitale a disposizione non andremo molto lontano. Basi pensare che ha corso in F1 uno come Pedro de la Rosa, che fino a 15 anni non sapeva cosa fosse un bullone… Ma i soldi del padre hanno fatto si che arrivasse in F1, e che ci ritornasse dopo una decina di anni. Saluti a tutti
...saputone
24 gen 2010 - 15:40 - #13Una volta c’erano i piloti veri e gli “onesti lavoratori del volante”,
oggi ci sono i campioni e i portatori di borse.
Una volta potevi anche arrivare senza avere sponsor munifici o patrimoni
di famiglia da bruciare,oggi non è più così,e chissà quanti potenziali
talenti non potranno mai esprimersi.
argento86
24 gen 2010 - 16:31 - #14una volta e bla bla bla…. questo qua me lo ricordo era uno… talento ma pochi soldi… in gp2 era molto meglio di piquet e di kubica in Fórmula Renault … se non hai i soldi e un cognome (pique,senna!!!!)molto dificile dimostrare il tuo talento… molti qua parlano perche l’aria e gratis ! anche schumacher a pagato 200.000 dollari a eddie jordan !!
rosikonen
24 gen 2010 - 16:46 - #15una volta è sempre meglio… ma de che ?
una volta c’erano i piloti gentlemen, Graham Hill era un fortissimo gentleman :),
Senna era un figlio di un latifondista brasiliano, all’età di 4 anni provo’ il karting ed era seguito da un trainer personale.. e si stikazzi i soldi non servono :dentone:
Nelson Souto Maior cambio’ il nome in Piquet per problemi di sicurezza, suo padre era il ministro della salute brasiliano e nonostante non fosse d’accordo nel vederlo correre le finanze non erano certamente mediocri ( non conosco politici poveri ! )
fate voi, Nannini lo sapete chi è ? oltre ad essere il fratello di Gianna la cantante.. è figlio di un industriale.
adesso spiegatemi come fa uno che gioca a livelli decenti competere nella ESL di Call Of Duty 4 se non ha i soldi per comprarsi un computer decente per fare i canonici 125 fps e una ADSL in fast per pingare meno di 50 anche all’estero.
ci vuole un budget di almeno 500 euro all’anno, comprese le trasferte per le LAN. se esce un gioco nuovo che fai non giochi ? la scheda video te la devi comprare se no t’attacchi.
x-vox
24 gen 2010 - 17:09 - #16Una volta i piloti anche ai max livelli guadagnavano molto meno di oggi (come tutti gli sportivi di allora), quindi anche iniziare come gentleman (e TUTTI i piloti iniziano così) costava meno
oggi i pochi che arrivano ai primi posti guadagnano di più, ma anche iniziare costa molto di più
ma le auto e le corse hanno sempre avuto costi elevati, in qls epoca, comunque i veri numeri uno sono sempre arrivati, costi o non costi, come Schumi o Hamilton oggi o Bandini una volta ad esempio, quando si vede il talento vero già dai kart, i numeri uno anche se non hanno grandi patrimoni in propio uno sponsor lo trovano e arrivano sempre