
La notizia era già nell’aria, ma adesso arriva la conferma dal giornale Bild: Nick Heidfeld è stato ingaggiato come terzo pilota alla Mercedes Grand Prix. Il comunicato ufficiale dovrebbe giungere a breve.
Si completa così una formazione completamente tedesca, con Michael Schumacher e Nico Rosberg nel ruolo di interpreti principali. Il reclutamento di Heidfeld potrebbe derivare dalla necessità di avere una guida di livello qualora si dovessero ripresentare dei problemi al collo dell’asso di Kerpen.
(Grazie gagash)
asso di kerpen, heidfeld mercedes, michael schumacher, nick heidfeld, nico rosberg
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patrick depailler on tyrrell p34
29 gen 2010 - 16:12 - #1lo pensavo+intelligente..3pilota di cosa?ke i tester nn servono+…
ma dai nick..con audi e peugeot ke corrono nel endurance tu vai a fare il terzo pilota in f1?
ahah
29 gen 2010 - 19:49 - #2come se schumacher avesse dei problemi al collo…. dai…
architetti
29 gen 2010 - 19:51 - #3Immagino che Heidfeld raggiungerà presto in segreto (sottomarino) la base nel mare del nord per compiere i test nel circuito sotterraneo fatto costruire da Norbert Heil. (Tra l’altro nello spot della Mercedes SRL con Joseph Schumacher il giro della morte è compiuto nella galleria di accesso dai box al circuito sotterraneo segreto.
Intanto, nel bunker di comando, sembra che la moglie di Schummy, Korinna Goebbels, abbia fatto amicizia con il commissario Rex, il pastore tedesco di Norbert Heil. Anche i figli si stanno acclimatando bene al nuovo ambiente di lavoro….
architetti
29 gen 2010 - 19:53 - #4#3: gli sono passati con la fisioterapia prescritta da Norbert Heil: consiste nel tendere rieptutamente il braccio destro, scandendo la frase (con tutti i muscoli del collo tesi): Sieg Heil!
pierre-manura
29 gen 2010 - 21:28 - #5@architetti
pensi di essere spiritoso? sarai pure architetto, ma in quanto a decenza intellettuale sei pari a un tombino.
boio
29 gen 2010 - 23:04 - #6@pierre manura
ricorda che gli architetti costruiscono i bersagli, sono gli ingegneri che costruiscono le armi per provargliele contro
slash
29 gen 2010 - 23:13 - #7..architetti… il classico tifoso ultrà… Purtroppo in Italia più che tifare i propri beniamini si denigrano gli avversari!!!! Classica mentalità da ITALIOTA
...saputone
29 gen 2010 - 23:39 - #8@8slacsh
Guarda che architetta,così matura ed equilibrata nei giudizi è Svizzera.
architetti
30 gen 2010 - 02:40 - #9un set per la Riefenstahl, regista di Hitler
a 92 anni, la famosa regista Leni collaborera’ al prossimo film di Voelker Schloendorff ” la freccia d’ argento ” . polemiche
RITORNI
A 92 anni, la famosa Leni collaborera’ a un film di Schlondorff. Polemiche TITOLO: Un set per la Riefenstahl, regista di Hitler.
Volker Schlondorff riabilita la regista nazista Leni Riefenstahl” e’ il titolo di un recente articolo del quotidiano berlinese “Tageszeitung”. Il regista del “Tamburo di latta”, oggi manager della difficile rinascita degli studi di Babelsberg, si e’ forse sbilanciato in qualche pericolosa dichiarazione storico estetica? Niente di tutto questo. Schlondorff ha fatto alla regista di “Triumph des Willens”, del film olimpico “Fest der Volker. Fest der Schonheit” una proposta di lavoro e le ha chiesto di collaborare alle riprese del suo prossimo film: “Die Silberpfeile” (la freccia d’ argento) portera’ sullo schermo le sfide automobilistiche degli Anni ‘ 30 tra Mercedes e Auto Union, tra piloti come Caracciola, Fagioli da una parte, Stuck e Varzi dall’ altra. Queste sfide sulla striscia d’ asfalto dell’ Avus a Berlino non entusiasmavano soltanto i normali spettatori ma anche gli ospiti della tribuna d’ onore come Goring e Goebbels. A partire dalla presa del potere nazista nel 1933, infatti, anche per queste corse automobilistiche (organizzate direttamente dal regime con la supervisione di Rudolf Hess) propaganda e nazionalismo assunsero un ruolo fondamentale: dovevano dimostrare l’ indiscutibile superiorita’ della tecnica tedesca. Compito della Riefenstahl sarebbe dirigere le riprese dei “gran premi” e affiancare il regista come consulente, dato che secondo Schlondorff l’ anziana signora “conosce perfettamente l’ immagine cinematografica di quel periodo”. Sulle capacita’ tecnico professionali di Leni Riefenstahl non si discute. E nemmeno l’ eta’ sembra avere molta importanza, dato che a 92 anni la regista preferita di Hitler gode di una salute invidiabile e appena puo’ si dedica alle riprese subacquee. Molto piu’ ci si interroga sull’ opportunita’ dell’ invito.
http://archiviostorico.corriere.it/1994/agosto/29/set_per_Riefenstahl_regista_Hitler_co_0_94082911140.shtml
architetti
30 gen 2010 - 02:42 - #10La notizia è vera, reale. La creazione del team Mercedes, anche se si basa su una monoposto Honda (hehe) ricorda molto : “propaganda e nazionalismo assunsero un ruolo fondamentale: dovevano dimostrare l’ indiscutibile superiorita’ della tecnica tedesca.”
architetti
30 gen 2010 - 02:52 - #11Altre notzie vere sulle connessioni tra mercedes e nazi:
“Le autorità israeliane non dissero mai al mondo cosa successe in questi 10 giorni tra l’11 ed il 21 maggio. Lo interrogarono? Lo torturarono? O negoziarono con Eichmann, allora il nazista di maggior rango in esilio? Confessò qualcosa o si arrivò ad un accordo? Quali erano i motivi dell’arresto dell’uomo che durante cinque anni era stato un impiegato della Standard Oil? E chi é quest’uomo misterioso, William Mosetti? L’uomo di Standard Oil, ufficiale di Mussolini, agente nordamericano e direttore generale della Mercedes Benz Argentina. In questa fabbrica lavorava anche Adolf Eichmann.”
‘Eichmann venne con un gruppo di 16 tedeschi’, ricorda Jorge Antonio, mano destra del Presidente Perón, che nel 1951 fondò la Mercedes Benz Argentina, ‘Daimler mi chiese di dare loro un posto poiché erano tecnici. Lo conoscevo col suo vero nome, ma non mi interessava’.
Antonio comprò, come prestanome della Daimler-Benz e di altre ditte, 60 società per azioni nell’industria mineraria, agricola e immobiliare, con denaro che fu nascosto durante la seconda guerra mondiale in Svizzera. Saldando fatture di importazione ed esportazione, il capitale si dirigeva di nuovo verso il circuito produttivo del consorzio. Non si era mai domandato se stava amministrando denaro nazista? ‘Con noi, i tedeschi fecero molti soldi’, diceva Antonio con un sorriso, se Lei lo chiama lavaggio di denaro sporco? Io volevo una fabbrica di camion e la ottenni’
Il 29 Aprile del 1960, l’ assemblea degli azionisti della Mercedes Benz Argentina nominò Mosetti direttore Generale. Dodici giorni più tardi Ricardo Klement non tornò a casa. Aveva detto a sua moglie che aveva una riunione importante fuori Buenos Aires. Ma non tornò nella nottata e l’indomani mattina la moglie, disperata, andò alla fabbrica della Mercedes Benz e i suoi camerati fecero una “operazione di ricerca semi ufficiale”, come dice un promemoria di Hanns-Martín Schleyer, ex ufficial della SS e direttore della Daimler-Benz. Il 23 maggio, il primo ministro David Ben Gurion dichiarò alla Knesset che Adolf Eichmann si trovava detenuto in Israele. Non disse come arrivò in Israele.
Mosetti deve aver partecipato al sequestro di Eichmann. La sezione del personale della Mercedes Benz lo rimosse dalla previdenza sociale (ANSES) il 12 maggio del 1960. Ovvero, sapeva che non avrebbe più occupato il suo posto di lavoro undici giorni prima del comunicato alla Knesset.
Gary Weber
Fonte: http://www.argenpres.info
Link: http://www.argenpres.info/nota.asp?num=041268&parte=1
08.04.2007
Traduzione per www.comedonchisciotte.org di VALERIA TADDEI
architetti
30 gen 2010 - 02:57 - #12I parenti della signora Goebbels sono in Mercedes Benz:
Günther Quandt (Pritzwalk, 28 luglio 1881 – Il Cairo, 30 dicembre 1954) è stato un imprenditore tedesco, fondatore di un impero industriale che oggi comprende aziende di notorietà mondiale come BMW e Altana.
Suo padre, Emil Quandt (1849-1925), nel 1883 aveva sposato la figlia di un ricco industriale tessile e nel 1900 era passato alla guida dell’azienda.
Günther aveva tre tra fratelli e sorelle:
Gerhard, Werner e la sorella minore Edith.
Werner sposò Eleanor Quandt, che dopo la seconda guerra mondiale protesse il cognato Günther dagli Alleati che lo avevano posto sotto accusa.
Edith sposò invece il proprietario di un’altra azienda tessile.
Durante la prima guerra mondiale, con Günther alla guida degli affari di famiglia, i Quandt fornirono all’esercito tedesco le uniformi, ponendo le basi di una fortuna che dopo la guerra Günther usò per acquisire la Accumulatorenfabrik AG (AFA), una fabbrica di batterie con sede ad Hagen che in seguito prese il nome di VARTA, una compagnia mineraria che estraeva potassa, varie aziende siderurgiche (tra cui la IVKA e quote societarie della BMW e della Daimler-Benz.
Günther Quandt sposò in prime nozze Antoine ‘Toni’ Ewald:
ebbero due figli, Helmut Quandt (1908-1927) e Herbert Quandt.
Antoine morì nel 1918 colpita dall’epidemia di influenza spagnola.
Dal suo secondo matrimonio, celebrato il 4 gennaio 1921 a Bad Godesberg, con Magda Ritschel nacque un altro figlio, Harald Quandt.
Magda aveva la metà degli anni di Günther e il matrimonio si concluse con un divorzio nel 1929.
Due anni dopo Magda sposò Joseph Goebbels, con Adolf Hitler come testimone di nozze.
Quandt si iscrisse al partito nazionalsocialista nel 1933, dopo l’elezione di Hitler a Cancelliere.
Nel 1937 Hitler lo nominò Wehrwirtschaftsführer, un titolo dato agli industriali che ricoprivano un ruolo determinante nell’economia di guerra nazista.
In quell’epoca le aziende del gruppo Quandt fornivano all’esercito tedesco munizioni, fucili, pezzi di artiglieria e batterie.
Secondo lo storico Ralf Blank la famiglia Quandt si servì di lavoratori ridotti in schiavitù presi dai campi di concentramento in almeno tre dei loro stabilimenti, ad Hannover, Berlino e Vienna.
Centinaia di questi lavoratori finirono per morire.
Le condizioni di lavoro erano terribili, specialmente nelle fabbriche di batterie, dove era sorte comune finire avvelenati.
Sui terreni dell’AFA di Hannover fu allestito un campo di concentramento con una zona dedicata alle esecuzioni capitali.
Quandt fu anche uno degli industriali che si appropriarono indebitamente di aziende in giro per tutta l’Europa man mano che le conquiste di Hitler procedevano.
Nel 1946 Günther Quandt fu arrestato e incarcerato per i suoi rapporti con Goebbels. Tra la sorpresa di molti fu giudicato solo un mitläufer, ovvero uno che aveva accettato l’ideologia nazista, ma che non aveva avuto parte attiva nei crimini commessi. Nel gennaio 1948 venne rilasciato.
Uno dei rappresentanti della pubblica accusa al processo di Norimberga, Benjamin Ferencz, sostiene che, se le prove che si sono raccolte ora contro Günther Quandt fossero state presentate al tribunale allora “Quandt sarebbe stato accusato degli stessi reati dei direttori della IG Farben”.
Questi ultimi furono condannati ad otto anni di carcere.
Uscito di prigione, Quandt fu invece abile a reinserirsi negli organi direttivi di molte aziende tedesche come ad esempio la Deutsche Bank.
Nel 1951 venne anche nominato cittadino onorario dell’Università di Francoforte.
Il 30 dicembre 1954 morì durante una vacanza al Cairo, in Egitto.
I due figli che gli erano sopravvissuti, Herbert e Harald, gestirono insieme il patrimonio che avevano ereditato, anche se Harald Quandt ci concentrò maggiormente sugli impianti industriali Karlsruhe Augsburg AG (IWKA), mentre Herbert Quandt gestì prevalentemente gli investimenti nell’AFA/VARTA, nella Daimler-Benz e nella BMW.
Le fabbriche di batterie :
AFA e Varta
Adolph Mueller e Paolo Buesche fondato una società di batterie nel gennaio del 1888, chiamata Buesche e Mueller Tudor.
Hanno aperto una piccola fabbrica a Hagen, con 40 dipendenti e ha una forte clientela nel 1889.
Poi, Buesche ha lasciato il business e si è iscritto a Einbeck per creare la Mueller e Einbeck.
Questa società ha costituito una società per azioni con la Siemens AG e AEG AG: Accumulatoren-Fabrik AG o AFA in breve.
AFA crebbe rapidamente e cominciò a monopolizzare il settore delle batterie, con oltre 11 aziende di batteria in Germania e 14 in altri paesi dal 1909.
L’mpianto di AFA di Hagen, ha prodotto grandi batterie industriali, come quelle per i tram e locomotrici dei treni.
Nel 1904, AFA fonda la VARTA Accumulatoren Gesellschaft mbH, come la sua controllata.
Nell”mpianto Varta a Berlino viene prodotta principalmente la batteria basata sulle batterie attuali.
La Prima Guerra Mondiale fa male alla AFA e le imprese Varta, ma della Germania post-guerra, le esigenze potenziato i profitti.
AFA ampliata nel corso del 1920, amplia le fabbriche a Berlino e Hagen e la re-internazionalizzazione della sua rete di filiali e sedi distaccate.
La Grande Depressione ha colpito l’industria della batteria, ma è rimbalzata indietro dal 1939 e ha iniziato la produzione di guerra per la Germania.
Tuttavia, raid aerei danneggiato molte delle sue fabbriche, in particolare l’impianto di Hagen.
I sovietici ha smantellato e spedito le attrezzature dei due stabilimenti di Berlino per l’Unione Sovietica e l’esercito britannico ha sequestrato l’impianto di Hannover.
Dopo la guerra, AFA e Varta hanno ripreso la loro produzione e ampliato, rendendo più tipi di pile e per acquisire una clientela più internazionale .
Dal 1962, Varta produce batterie per automobili altamente redditizie e popolari e gli azionisti di AFA hanno votato per cambiare il nome AFA, così come le sue numerose altre filiali, in Varta.
Chi è veramente Günther Quandt:
Günther Quandt è diventato azionista di AFA di maggioranza nel 1923.
Gunther fa generose donazioni ai nazisti e si uni al Partito Nazional-Socialista di Hitlernel nel 1933.
Gunther è stato un forte sostenitore e finanziatore dei nazisti, così come gli amici stretti con molti membri del partito di primo piano.
Le sue frabbriche producevano le batterie che sono diventati componenti significative di numerosi veicoli militari tedeschi e di armi, come il razzo V-2.
Nel 1910, Gunther aveva un figlio di nome Herbert con la sua prima moglie.
Herbert divenne direttore del personale nel consiglio di vigilanza AFA, avvenuta nel 1940.
Gunther aveva un altro figlio, durante il suo secondo matrimonio, chiamato Harald.
Nel 1937, Adolf Hitler ha nominato Gunther come Leader dell’Economia degli armamenti e gli ha concesso incredibili profitti.
Lavori forzati nei campi di concentramento:
Secondo gli storici, i lavoratori forzati ebrei, sono stati utilizzati in almeno una delle società di Quandt come già nel 1938.
Tuttavia, a partire dal 1941, migliaia di lavoratori forzati dai campi di concentramento sono stati utilizzati in almeno tre fabbriche di Hannover, Berlino e Vienna.
Un campo di concentramento, completo di forche e una zona di esecuzione, è stato istituito in base alla loro ubicazione della fabbrica AFA ubicata a Hannover nel 1943 per gli ebrei e combattenti della resistenza costretti a lavorare lì.
Alcuni report storici dicono che AFA ha preferito mantenere la sua qualificata squadra di lavoratori tedeschi.
Il lavoro forzato è stato utilizzato negli impianti di Stocken e negli impianti AFA di Hagen a partire dal 1942.
Herbert è stato anche il direttore di una filiale AFA con sede a Berlino , la Pertrix GmbH.
L’impresa ha utilizzato schiavi di sesso femminile, comprese le donne polacche che erano stati trasferite da Auschwitz.
Infatti, AFA non aveva alcuna obiezione morale per l’uso di altri lavoratori forzati.
La misura in cui la famiglia Quandts nella ‘post-guerra, le loro attività sono state in realtà derivate dal lavoro forzato.
I prigionieri erano costretti a lavorare in condizioni letali.
Senza essere dotati di indumenti protettivi, né acqua potabile, gli schiavi sono stati esposti a gas tossici, prodotti da metalli pesanti quali il cadmio e piombo, e sottoposti a pestaggi frequenti con tubi riempiti con sabbia.
I documenti rivelano che nell’azienda ci sarebbe una velocità di rotazione di 80 persone che morivano ogni mese, con ogni schiavo della durata di sei mesi.
Secondo il racconto di un prigioniero ucraino, il cui fratello è stato ucciso per essere un membro di un gruppo di resistenza comunista che fece saltare un ponte ferroviario, c’erano ucraini, francesi, russi, gli omosessuali e gli ebrei nei campi.
Quando gli aerei alleati iniziarono ad attaccare la Germania, le SS allinearono i prigionieri sulla strada in stile militare, in modo che l’errore sarebbe che gli aerei alleati li prendessero per i soldati tedeschi e di conseguenza, mitragliare loro.
Centinaia di prigionieri sono stati uccisi in questo modo.
Quando gli alleati cercarono di bombardare l’impianto delle batterie Varta con bombe al fosforo, la SS hanno comandato i prigionieri di raccogliere le numerose bombe inesplose, causando la morte di molti altri.
Quando una bomba colpi parte della fabbrica in cui il prigioniero ucraino stava lavorando, riuscì a fuggire ed è stato nascosto da un medico di Hagen fino a quando i britannici hanno liberato i campi e le fabbriche.
Dopo la guerra, i procuratori del Tribunale di Norimberga per i crimini di guerra a carico hanno condannato i vari criminali, in testa gli industriali come Friedrich Flick, Gustav Krupp von Bohlen & Halbach, ed i dirigenti della IG Farben, il conglomerato dei prodotti chimici per la produzione del gas Zyklon B usato nelle camere a gas .
Hanno condannato molti altri proprietari di grandi imprese a diversi anni di detenzione e confiscato le loro fortune.
Le loro attività sono stati restituite a questi criminali dal 1950.
I Quandts, tuttavia, non sono stati condannati.
Gunther è stato arrestato e internato, sospettato di crimini di guerra nel 1946, ma si era stabilito che era innocente e fu liberato nel 1948.
Gunther ha dichiarato che era un pedone dei nazisti e che hanno sfruttato lui.
Gli americani hanno respinto il suo caso e lo consideravano un seguace “passivo” o di “collaborazione.”
Tuttavia, Benjamin Ferencz, un procuratore americano a Norimberga, ha detto che non vi era prova sufficiente per condannare i Quandt.
La ragione più probabile che egli non è stato punito è che gli americani volevano continuare la produzione delle batterie a servire i loro propri interessi.
Inoltre, il perseguimento dei dirigenti industriali è stata solo simbolica, perché sono stati rilasciati dal 1950.
Allo stesso modo, le fabbriche della batterie ubicate a Hebert sono stati utilizzati per produrre batterie per i sistemi d’arma Britannici subito dopo la guerra, e che gli ha concesso la protezione operativa.
Elementi di prova non hanno indicato che le sue fabbriche utilizzato in lavori forzati.
Gunther morì nel 1954, al Cairo e dividere il suo impero tra i figli Herbert e Harald.
Nel 1959, Herbert ha comprato la BMW ed i suoi eredi, compresa la moglie Johanna, la figlia Susanna Klatten e il figlio Stefan, il controllo del 47% in BMW.
Quandts ha anche il controllo della posta in gioco di grandi dimensioni nel settore farmaceutico Altanta e di altre società tedesche.
La maggior parte delle aziende tedesche come la BMW, Volkswagen e Deutsch Bank hanno esplorato i propri crimini di guerra, come ad esempio il lavoro degli schiavi, durante la Seconda Guerra Mondiale e reso generose donazioni di fondi per l’assistenza ai superstiti.
Al contrario, i Quandts sono rimasti in silenzio al loro passato, per proteggere le loro aziende da oltre 34 miliardi dollari.
Come una delle famiglie più ricche della Germania, che donano “fondi” in primo luogo ai partiti politici, compreso l’Unione Cristiano Democratica, l’Unione Cristiano-Socialista e il “liberale” Partito Liberal-Radicale.
Nel 1970, un gruppo di operai sopravvissuti hanno fatto una petizione alla famiglia Quandt di indennizzo e sono stati respinti.
Nel 1992, Rudiger Jungbluth ha pubblicato una biografia su la famiglia Quandts chiamata ” Die Quandts: Leiser Ihr Aufstieg zur mächtigsten Wirtschaftsdynastie Deutschlands ”
(I Quandts: Il Silenzio della loro ascesa verso la più potente dinastia economica della Germania).
Il 30 settembre 2007, e senza alcuna pubblicità preventiva, un documentario dal titolo Il silenzio degli Quandts (Das Schweigen der Quandts), è stato trasmesso in televisione e ha passato la famiglia Quandt agli occhi del pubblico.
I suoi produttori, Eric Friedler e Barbara Siebert, hanno trascorso cinque anni a studiare i documenti e gli atti relativi al passato dei Quandts.
Sulla rivista FORBES del 2008, Johanna Quandt si posiziona al 164 posto tra i ricchi piu grandi del pianeta.
Prossimo articolo:
La collusione delle “rinnomate e notorie” famiglie BUSH & la famiglia Thyssen-Krupp, presente anche in Italia con le loro fabbriche.
Storie di straordinaria follia, purtroppo vere ed occultate dalla “storia”.
http://forum.panorama.it/f21/il-nazismo-come-ideologia-di-potere-mai-morta-anzi-t15975/
architetti
30 gen 2010 - 03:01 - #13BUENOS AIRES - Due timbri rossi, uno più grande del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) ed uno più piccolo del consolato argentino a Genova, hanno dato validità, oltre 50 fa, al passaporto con cui Adolf Eichmann, il regista della ’soluzione finale’ orchestrata dal Terzo Reich per gli ebrei, di rifugiarsi in Argentina con il falso nome di Ricardo Klement, cercando così di sfuggire ad un processo sui gravissimi crimini contro l’umanità da lui commessi.
A differenza di quanto avvenuto per altri ex gerarchi nazisti tedeschi o croati (Martin Borman, Joseph Mengele ed Ante Pavelic) che hanno mantenuto zone d’ombra sulla vita trascorsa in territorio argentino dopo la Seconda Guerra Mondiale, si sapeva praticamente tutto dei dieci anni di Eichmann a Buenos Aires fino a quando (11 maggio 1960) fu sequestrato da un commando del Mossad israeliano e portato a Tel Aviv. Si sapeva ad esempio che il nome falso era Klement, che aveva lavorato come tecnico prima per la ditta Capri di Tucuman, e che poi si era trasferito nella capitale per entrare nella neonata fabbrica delle Mercedes Benz. Ma nessuno aveva mai visto i documenti che gli permisero di lasciare l’1 giugno 1950 il porto di Genova per costruirsi una nuova vita.
architetti
30 gen 2010 - 03:01 - #14Hehe Mercedes benz vanta una lunga tradizione nazista…..
Fyfy
30 gen 2010 - 12:14 - #15chissà come mai da agosto i problemi al collo del tedesco sono magicamente spariti… si parla tanto male di Kimi, poi tutti lo temono…
David Gilmour
31 gen 2010 - 00:01 - #16@14 e quindi anche fosse, che male c’è? se ti interessa, pure la fiat in tempo di guerra faceva carri armati e bombardieri… mi sa che il troppo, o poco lavoro ti ha dato alla testa.
architetti
31 gen 2010 - 10:04 - #17#16 Centra se la cricca nazista aveva delle partecipazioni consistenti in Mercedes Benz. O se Mercedes Benz impiegava criminali di guerra nelle sue fabbriche in Argentina.
architetti
31 gen 2010 - 10:21 - #18In fondo i paralleli con i nazisti vengono spontanei se si ragiona in termini di satira….
Lo squadrone tutto tedesco, la moglie di Schumy che ricorda in devozione e come aspetto la moglie di Goebbels.
Il quadretto di famiglia mercedes-nazi era quasi commovente, come una rimpatriata di vecchi gerarchi. Lo spot di Schumacher in stile pseudo-Leni Riefenstahl ha completato l’immagine….per un attimo i meccanici in tuta e casco gialli nella galleria dello spot, sembravano SS con i caschi nazisti…..una sorta di messaggio subliminale che pervade tutta la GRANDE RIMAPTRIATA MERCEDES.
Compreso Ross Von Braun.
architetti
31 gen 2010 - 10:41 - #19E Michael Schunazist