Felipe Massa, con la Ferrari F10, è stato il più rapido nella prima giornata di test collettivi sulla pista di Valencia. Dietro di lui Pedro de la Rosa, con la Sauber. Lo spagnolo ha fatto meglio di Michael Schumacher, che ha sorpreso tutti con la Mercedes, segnando il terzo rilievo cronometrico. Anche se i tempi vanno presi con le pinze, il risultato del Kaiser è un sintomo del suo stato di forma al debutto con la nuova monoposto.
Il sette volte campione del mondo è sceso in pista nel pomeriggio, completando 40 giri, contro i 102 effettuati nell’arco della giornata dal leader di classifica. Quarto posto per l’altra freccia d’argento di Nico Rosberg, il cui ritardo sul compagno di squadra è imputabile alle condizioni meno favorevoli del fondo durante la sessione antimeridiana. Quinta piazza per Paffett, collaudatore della McLaren, seguito da Barrichello, Buemi e Kubica. Domani si riprende.
Tempi odierni:
01. Felipe Massa (Ferrari) 1:12.574 (102 giri)
02. De la Rosa (BMW Sauber) 1:12.784 (74 giri)
03. Schumacher (Mercedes GP) 1:12.947 (40 giri)
04. Rosberg (Mercedes GP) 1:13.543 (39 giri)
05. Paffett (McLaren) 1:13.846 (86 giri)
06. Barrichello (Williams) 1:14.449 (75 giri)
07. Buemi (Toro Rosso) 1:14.762 (18 giri)
08. Kubica (Renault) 1:15.00 (69 giri)
(grazie gagash)
Foto | F1fanatic.co.uk
cough
02 feb 2010 - 12:33 - #51@Gauss
hai forse ragione, ma ho messo una semplice “relazione” matematica per spiegare meglio… e mettere in risalto la “velocità” nella relazione.
@bagaroz e @meccanicamente
conoscere la velocità relativa del fluido non serve a determinare la portanza dei profili alari.. ma bensi serve a confrontare i dati “sperimentali” con quelli “simulati” ed applicare(se necessario) opportuni termini correttivi al modello matematico…
il “tubo di Pitot” obbedisce piu ad una “descrizione Euleriano” che ad “una descrizione Lagrangiana” della proprietà “velocità” locale del fluido perche costituisce un “volume di controllo”.
Quello a cui fate riferimento è una “descrizione Lagrangiana” che presuppone che ogni singola particella di fluido debba essere dotata di un sensore di velocità… e non è questo il caso.
Non a caso dal punto di vista ingegneristico, la “descrizione Euleriana” è quella piu idonea perche è piu importante sapere come “interagisce” il fluido con il sistema fisico, e non quali proprietà(velocità,pressione,ecc) possiede una particella del suddetto fluido che si trova a 2 chilometri a valle della monoposto.
@Boio
qui non stiamo giocando a “chi ce l’ha piu lungo”….
non sono “Perito meccanico”, ma ti posso assicurare che ci sono dei periti meccanici che ne sanno piu di ingegneri plurilaureati(vedasi ROSS BRAWN)!!
maxalf
02 feb 2010 - 12:46 - #52#50
chosa, finalmente uno senza la benda agli occhi !!
Molto interessante sarà quest’anno proprio il confronto tra Massa e l’asturiano,
ed in questo confronto , come succede quando ci sono “incroci” di sedili , si potrà capire veramente quanto valgono reciprocamente Massa ed Hamilton , rapportati entrambi nel confronto con alon….zo.
Sono convinto che Massa sia velocissimo ma anche incline all’errore, e forse poco coriaceo in bagarre, ed alon…zo è sicuramente il termine di paragone migliore.
Se poi dovesse essere pari o migliore di alon…zo , sarò il primo ad esserne felice ….ma forse questo già si era capito in altre mie precedenti.
cough
02 feb 2010 - 13:10 - #53@maxalf
MASSA lo ripeto, è il pilota piu sottovalutato in F1…
i suoi tempi vanno presi come riferimenti se consideriamo che era qualche volta piu veloce in prova di Schumacher e spesso piu veloce di Raikkonen, e che Hamilton in prova è stato(in McLaren) spesso più veloce di Alonso…
e se 1+1 fa 2, i calcoli sono presto fatti…
Sto parlando del giro singolo…
David Gilmour
02 feb 2010 - 13:15 - #54Ancora con questa storia che Alonso si è ritrovato il team contro…ma perfavore!!!! Ma vi pare possibile che in un team che spendono MILIONI di euro per portare Alonso alla Mclaren (lui tra l’altro era arrivato in Mclaren come prima guida) poi vanno contro di lui?? A che scopo?? Ma l’avete vista la gara di Canada dove va fuori ogni 2 giri perchè nervoso del fatto che non riusciva a stare dietro ad Hamilton? Quella li è la storiella che ha raccontato Alonso per non far vedere alla stampa che le prendeva da uno fresco di Gp2.
...saputone
02 feb 2010 - 13:27 - #55@49 antikrukken
Bravo,quando non dici catzate volutamente hai una visione
chiara.
meccanicamente
02 feb 2010 - 14:16 - #56@cough
Lagrangiano o Euleriano che sia da quell’aggeggio viene fuori la velocità relativa di automobile e aria, stop
meccanicamente
02 feb 2010 - 14:35 - #57@cough
…”ma bensi serve a confrontare i dati “sperimentali” con quelli “simulati” ed applicare(se necessario) opportuni termini correttivi al modello matemati”…
E quindi? Quello che dici significa tutto e niente. Sei vago.
Confrontare dati sperimentali con dati simulati è quello che fanno gli ingegneri di F1 dalla mattina alla sera ma con un tubo di pitot l’unico dato che puoi confrontare e la velocità relativa, sperimentale e simulata, ma sempre velocità relativa è.
E tale velocità serve prima di tutto per calcolare la portanza dei profili alari. Per calcolare la velocità della vettura è molto più utile usare il GPS, anche perchè, quest’ultimo da la velocità effettiva dell’auto come somma vettoriale di velocità longitudinale e laterale mentre se si usasse a tal scopo il tubo di Pitot si avrebbe la sola velocità longitudinale, per giunta relativa quindi manco assoluta
cough
02 feb 2010 - 14:38 - #58@meccanicamente
non ti alterare… :)
hai detto una cosa inesatta.. cioè quello strumento non serve per determinare la portanza ma bensi la velocità(”assoluta” rispetto al tubo di pitot ma “relativa” rispetto ad un “sistema di riferimento assoluto”) del fluido…
il concetto di “velocità relativa” in se non ha senso se non vengono definiti i “sistemi di riferimento”; ed io mi trovavo proprio sul “tubo di pitot”.
Se vuoi fare il pignolo, io ci sto.
Buon pomeriggio.
cough
02 feb 2010 - 14:46 - #59@meccanicamente
leggi meglio i miei interventi…
per determinare la “portanza” dei profili alare è MOLTO piu importante conoscere la legge di distribuzione delle “pressioni”.. non puoi conoscere localmente la distribuzione delle velocità utilizzando banali sensori.
avrai fatto fluidodinamica, e ogni dato calcolato viene anche verificato sperimentalmente, per applicare anche opportuni correzioni al modello..
meccanicamente
02 feb 2010 - 15:14 - #60@cough
Allora, io non ho mai detto che il tubo di Pitot serve a calcolare la portanza di un profilo alare. Ho detto che serve a calcolare la velocità relativa tra il tubo stesso e l’aria in cui il tubo si muove. Non esiste la velocità “assoluta” rispetto al tubo di pitot, la velocità è assoluta se è rispetto ad un sistema inerziale come lo è (con buona approssimazione) la terra quindi la velocità rispetto al tubo è relativa, punto.
Ovvio che serve conoscere la distribuzione delle pressioni (oppure la circuitazione della velocità) per calcolare la portazna di un profilo alare ma non è umanamente possibile calcolarla su un’auto che va in giro per una pista. Anche se lo fosse, in ogni caso servirebbe anche la velocità relativa indisturbata per poi poter ottenere la portanza di un profilo (riguardati il teorema di Kutta-Joukowski). Ecco che qui entra in gioco il Tubo di Pitot, ci si calcola proprio quel dato lì
maxalf
02 feb 2010 - 15:14 - #61# 54
gilmour , condivido in pieno , ma la stampa la vuole avere una serva che racconta storielle….. non conta più il cronometro , ma quale dei due piloti è simpatico o antipatico, quale dei due ti porta a cena fuori , quale dei due ti invita in barca a montecarlo ecc…. la F1 è piena di queste situazioni , dai tempi di piquet e zermiani.
cough
02 feb 2010 - 15:27 - #62@meccanicamente
guarda che stai complicando tu le cose…
nessun sistema di riferimento inerziale è perfetto.. nemmeno la TERRA…
quando parlo di velocità assoluta, mi riferisco alla velocita che rileverebbero osservatori posti sul sistema di riferimento considerato assoluto o fisso(per loro)… in questo caso il tubo di pitot.
Ho semplicemente detto che il tubo di pitot serve a determinare la velocita del fluido(rispetto ad un sistema di riferimento posizionato sul tubo stesso e solidale alla monoposto avrei dovuto forse aggiungere) e confrontare i dati sperimentali con quelli di laboratorio. E una volta che si sa la relazione che esiste tra velocità e portanza, si applicano opportuni correttivi al modello(per modificare l’assetto e simulare il giro) e modificare in loco i parametri della vettura per ottimizzare il suo rendimento in pista.
Non a caso i tubi vengono posizionati in zone cosi dette “poco disturbate”.
p.s: la teoria dei flussi potenziali nella nostra discussione non serve.Stiamo parlando del tubo di pitot. E stiamo dicendo le stesse cose ma in modo diverso! l’unica cosa che ho trovato inesatta era la determinazione della portanza usando il tubo di pitot.
meccanicamente
02 feb 2010 - 15:37 - #63@cough
aridaje…non ho mai detto che con il tubo di Pitot da solo si trova la portanza di un profilo quindi non so come tu abbia potuto trovare inesatto qualcosa che non ho mai detto. Ho detto che co sto tubo benedetto si trova la velocità relativa che serve poi per trovare la portaza dei profili.
Inoltre è proprio perchè nessun riferimento inerziale è perfetto (se non il sole o qualche altra stella) che di lato alla parola Terra ci ho messo fra parentesi “con buona approssimazione”…dai su, basta così
cough
02 feb 2010 - 15:45 - #64@meccanicamente
“Ho detto che co sto tubo benedetto si trova la velocità relativa che serve poi per trovare la portaza dei profili.”
queste sono le tue parole, e dico per l’ennesima volta che è inesatto.. la portanza è una forza, rilevable con banali sensori.
Il tubo di pitot serve per perfezionare la relazione che esiste tra “portanza” e “velocità”.
Cioè la portanza(nel nostro caso la deportanza) esiste gia appena la monoposto è in moto, e anche senza “tubo di pitot” sarebbe comunque misurabile. E’ questa la mia obbiezione…
chiudo qui.