La vendita all’asta a prezzo record di un esemplare della Ferrari 250 Gto ci spinge a tornare su questa straordinaria creatura, che vogliamo celebrare con un video e diverse foto. Basta guardarla per innamorarsene. La linea slanciata del cofano, il muso basso e lungo, la coda fast-back con ampio spoiler e l’armonia degli elementi consegnano agli occhi un’immagine dinamica ed aggressiva, ma anche sensuale ed elegante.
Tre feritoie semi-ovali caratterizzano il frontale, che sfoggia un incomparabile carisma. E’ un vetro gioiello, che si erge ad icona del mito del “cavallino rampante”. La spinta è assicurata da un classico 12 cilindri di 3 litri, disposto longitudinalmente, derivato dal propulsore della Testa Rossa. Grazie alla potenza vicina ai 300 cavalli, sfiora i 290 km/h di velocità di punta.
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Quella del 1958 sarà l’edizione del congedo per il cavaliere Vincenzo Florio. Il nobiluomo palermitano, per l’ultima volta, abbasserà la bandiera a scacchi della sua corsa. Una gustosa avventura, iniziata nel 1906, che ha dato lustro e prestigio alla splendida isola di Sicilia. Il grande passato si apre a un radioso futuro, denso di epici duelli entrati nel cuore degli appassionati.
La Targa è l’unica gara italiana inserita nel calendario del Mondiale Marche, avendo garantito le migliori performance in termini di sicurezza. Questo grazie all’andatura ridotta imposta dalla sinuosità del circuito. Si annuncia una lotta serrata, coi rivali in grande spolvero. Ferrari e Porsche si giocano la vittoria, godendo dei favori del pronostico.
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La Ferrari 250 P è un bolide da corsa, severo e rigoroso, che si caratterizza per l’ampio roll-bar alle spalle dell’abitacolo. Il motore deriva dal robusto V12 della Testa Rossa, disposto in posizione posteriore-centrale. Al suo attivo 310 cavalli a 7500 giri al minuto. Un valore più che sufficiente a mettere le ali alla creatura di Maranello.
La Sport, prodotta in 4 unità, raccoglie subito una magnifica doppietta alla 12 Ore di Sebring del 1963, con Surtees e Scarfiotti, davanti a Mairesse e Vaccarella. Il suo dominio è evidente, facendo svanire le speranze dei rivali. La freccia scarlatta, condotta da Scarfiotti e Bandini, si aggiudica molte sfide, compreso il più classico degli appuntamenti in calendario, la mitica 24 Ore di Le Mans.
La 250 Testa Rossa è una creatura incantevole, al cui fascino è impossibile resistere. Vanta tre titoli mondiali Marche, conquistati nel 1958, 1960 e 1961. Ecco perché è entrata nel cuore della leggenda. Gli 800 kg di peso vengono lanciati alle velocità più elevate da un robusto 12 cilindri di origine Colombo, affinato da Carlo Chiti.
Alimentato da un’imponente batteria di carburatori Weber, sviluppa una potenza di 300 Cv a 7200 giri al minuto. Il suono che emette produce immense scariche di adrenalina. E’ un vero piacere assistere al passaggio di questa opera d’arte. La vettura “clienti” debutta nel novembre del 1957 e nasce sulla spinta delle evoluzioni regolamentari previste per la stagione successiva, che mirano a ridimensionare le prestazioni, per evitare gli eccessi dei bolidi più grossi. L’autorità internazionale ritiene che un buon viatico per ottenere lo scopo sia di ridurre a 3 litri la cilindrata delle Sport.