
La Virgin ha fatto il colpo grosso con la Brawn, quando la piccola scritta rossa è apparsa sul bianco immacolato delle vetture inglesi nel GP d’Australia il magnate Richard Branson non pensava certo alla vittoria, ne della gara ne del campionato.
Ora però la questione sembra destinata a cambiare, le pretese economiche della squadra di Ross sono decisamente aumentate a fronte dei grandi risultati, ed il cospicuo aumento di budget richiesto a Branson difficilmente potrà portare alla stessa visibilità di questa stagione, quindi il rapporto costo beneficio non sarà quello eccezionale di questa stagione.
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Richard Branson ha annunciato la sua presenza al Gran Premio di Abu Dhabi. In quella circostanza il ricco uomo d’affari potrebbere divulgare una nuova partnership nel Circus, con il team Manor. Quest’ultimo potrebbe addirittura chiamarsi Virgin F1, per dare maggiore visibilità mediatica all’intervento del magnate d’oltremanica.
Lo sponsor, che ha fatto il suo ingresso nei Gran Premi con la Brawn, non è riuscito a trovare un’intesa sul rinnovo contrattuale, per vie delle cifre chieste dal team dopo la felice stagione di esordio. Un fatto che ha spinto Branson a guardare altrove, visto che la partnership con la scuderia di Brackley è destinata a chiudersi a novembre.
Via | F1-live.com

Secondo alcune indiscrezioni della BBC, la Virgin potrebbe abbandonare la Brawn a fine stagione, per avviare una partnership con la Manor Grand Prix. In virtù dell’intesa, ancora da perfezionare, la nuova squadra si potrebbe presentare ai nastri di partenza del prossimo campionato con il nome della società discografica di Richard Branson.
Il ricco uomo d’affari britannico avrebbe voluto concludere un’operazione del genere con il team di Ross Brawn, ma il peso finanziario del cambio di etichetta sarebbe stato molto più elevato, specie in considerazione dei risultati strepitosi raccolti fino ad oggi dalle monoposto di Jenson Button e Rubens Barrichello.
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Notizia bomba quella che ha pubblicato il sito F1 Live: Google, il colosso mondiale del web (e non solo) pare sia in rapido avvicinamento con il mondo della Formula 1. E’ cosa certa infatti che Larry Page, cofondatore di Google con Sergey Brin, sia stato invitato la scorsa settimana a Monaco da Vodafone.
Presenza questa che ha immediatamente fatto scattare i sogni di tutti i team: Google del resto è una delle società più prospere al mondo e l’interesse supposto di Larry Page nei confronti della categoria regina è un qualcosa che manda quasi al tappeto l’ambiente. Ed a riguardo sono già partite le prime indiscrezioni.
Che vedono al momento la Brawn GP sulla rampa di lancio per una sponsorizzazione da parte del colosso di Google: ed il fatto che Richard Branson, capo di Virgin sponsor della squadra e Larry Page non siano degli sconosciuti l’uno nei confronti dell’altro - ma anzi sarebbero persino amici poichè Larry Page si è sposato sull’isola che Branson possiede nei Carabi - gioca a favore di ciò.
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E’ brutto e fin quasi triste da dire, ma la incredibile vittoria di questa domenica in questo caso non è servita a nulla: esattamente il giorno dopo la grande festa, ieri quindi, la Brawn Gp ha annunciato 270 licenziamenti nel suo team. Una decisione drastica e già programmata in quando necessaria, ma che inevitabilmente suona come una beffa arrivando proprio il giorno dopo la gara che ha consacrato a livello mondiale una scuderia sull’orlo del baratro.
Ma prima di “scandalizzarsi” c’è da guardare in faccia la realtà. E se i risultati sportivi possono essere sorprendenti, quelli economici no: il progetto di Ross Brawn prevedeva fin dall’inizio una gestione meno faraonica dell’ex team Honda e quindi nel progetto presentato alle banche per i vari prestiti necessari all’acquisizione della scuderia c’erano già sostanziosi tagli, come quello di dimezzare i dipendenti.
E poichè la parola era stata data, ad oggi la decisione dei tagli non era di certo modificabile, vittoria o non vittoria, anche se questa situazione pesa (e molto) anche alla Brawn, come racconta Nick Fry: “E’ molto spiacevole doverlo fare, ma dipende dal mutamento delle regole tecniche perché siamo circa 700 al momento e abbiamo parlato con lo staff di scendere a 430“.
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A dispetto delle previsioni più nere che si potevano fare dopo le ultime notizie, pare che la Honda abbia trovato un’ancora di salvataggio, almeno per il primo scorcio di campionato. Secondo quanto riporta il Times le monoposto dell’ex team giapponese saranno ai nastri di partenza del Gran Premio d’Australia, grazie all’intervento di Bernie Ecclestone.
Dalle pagine del giornale britannico si apprende che giovedì prossimo Jenson Button sarà in pista a Silverstone per lo svezzamento della monoposto, di cui non si conosce il nome. Un alone di mistero avvolge l’assetto proprietario, che non coinvolge Richard Branson, boss della Virgin, le cui richieste non sembravano idonee a un ingresso nel breve periodo.
Honda si, Honda no: dopo l’annuncio del ritiro è stato un susseguirsi di notizie, offerte, voci, smentite. Un gran movimento ed interesse che faceva ben sperare per il futuro della Honda F1, ma nonostante le numerose offerte di questi tempi, ultima quella della Virgin, nessun acquirente serio è ancora arrivato.
A dirlo è stato Takeo Fukui, il numero uno della Honda, secondo il quale, oltretutto, la vendita del team di F1 “sarà difficile“. E con Richard Branson, il proprietario della Virgin, sche non ha ancora presentato alcuna offerta considerata valida la situazione si fa drammatica.
Respinta, invece, una proposta di Bernie Ecclestone, il patron della Fom, il quale ha raccontato che Ross Brawn e Nick Fry, dirigenti della scuderia giapponese, avrebbero rifiutato un’offerta da 100 milioni di sterline, circa 110 milioni di euro, per gestire la Honda nel prossimo Mondiale.
Richard Branson, boss della Virgin, ha ammesso il suo interesse per l’ex team Honda, fissando però dei paletti: costi di gestione sostenibili ed orientamento del campionato verso la ricerca ecologica. Le due condizioni, espresse ai microfoni di ‘BBC Radio Four’, farebbero pensare a una tempistica non proprio in linea con quella utile a chiudere la trattativa, che è davvero molto stretta.
Solo nei prossimi giorni sapremo se il matrimonio verrà celebrato. Branson spiega così il suo stato d’animo sulla vicenda: “Mi piacerebbe molto dare inizio a questo nuovo progetto perchè la Formula 1 sarebbe divertente, ma non entreremo se non sarà conveniente per la nostra compagnia e se non si rivolgerà ad una tecnologia verde“. Un ragionamento che non aiuta a capire l’evoluzione della situazione.
Via | Racingworld.it

Bernie Ecclestone sarebbe felice di poter benedire l’eventuale acquisto dell’ex team Honda da parte del gruppo Virgin, anche perché saprebbe unire solidità finanziaria e stabilità di organico: “Se la compagnia di Richard Branson è interessata e, come si sente in giro, non è orientata a mutare il management, avremmo un risultato fantastico“.
Il boss della Formula 1, in un’intervista al Mirror, ha parlato così dei nuovi potenziali attori del Circus: “Li accoglierei a braccia aperte. Branson è esattamente il tipo di persona che si vorrebbe in questa categoria. E’ un tipo meraviglioso. L’ho incontrato a Monza l’anno scorso e c’è stato subito un buon feeling“.
Via | F1grandprix.it
Con le notizie che si susseguono frammentarie ed un futuro tutt’altro che certo - complice anche la Petrobras che ha smentito di essere coinvolta interessata ad un rapporto di sponsorizzazione per portare Bruno Senna in Formula 1 - le ultime indiscrezioni rivelano che potrebbe essere la Virgin a salvare il destino del team Honda.
Sarebbe infatti lei la “famosa compagnia” di cui si parla in questi giorni per l’acquisto dell’ex team Honda Formula 1, e la cosa pare prendere concretezza. L’azienda del resto pare averne il potenziale e la voglia: la Virgin è capitanata dal miliardario inglese Richard Branson, e con una mossa di questo tipo estenderebbe così in un nuovo ambito la propria espansione commerciale.
Forza già presente in una miriade di settori, tra cui quello discografico, dei trasporti aerei, della comunicazione e dell’elettronica di consumo.
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