
Qualcuno lo immaginava, ma la stragrande maggioranza delle persone non avrebbe scommesso un centesimo sul ritiro della Bmw dalla Formula 1. Fra queste anche Nick Heidfeld, sorpreso quanto gli altri dell’abbandono a fine anno: “La decisione della BMW di non partecipare al mondiale è totalmente inattesa. Sono davvero dispiaciuto per i membri della squadra. Per me è stato un privilegio lavorare con loro negli ultimi anni. Voglio ringraziarli tutti per il loro formidabile sostegno e per tutto quello che abbiamo realizzato assieme“.
Il pilota del team di Hinwil sarà ora costretto a guardarsi attorno, per valutare nuove alternative professionali. Allo stesso tempo cercherà di dare il meglio del suo repertorio, per aumentare il suo appeal e chiudere nel migliore dei modi l’esperienza attuale: “Per quanto mi riguarda -dice Heidfeld- non voglio perdere il mio obiettivo, che è di raggiungere il vertice in F1. Farò del mio meglio per aiutare la squadra a finire bene la stagione. Considerate le circostanze, esaminerò le diverse opzioni per il mio futuro nel Circus“.
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La notizia dell’abbandono della F1 da parte della Bmw è stata accolta con dispiacere a Maranello. Un portavoce della Scuderia del “cavallino rampante”, riferendosi al fatto del giorno, ha detto: “Nei sessant’anni di ininterrotta partecipazione della Ferrari al Campionato del Mondo abbiamo visto entrare ed uscire tante squadre e diversi importanti costruttori automobilistici. Si tratta quindi di una caratteristica della disciplina, anche se ci dispiace per la decisione della casa tedesca“.
Poi ha aggiunto: “La Ferrari continuerà ad impegnarsi a fondo per una nuova era della Formula 1, fatta di regolamenti stabili e di ricerca tecnologica estrema accompagnata ad una grande attenzione all’ambiente e sempre più improntata ad un forte miglioramento dello spettacolo e del coinvolgimento degli appassionati e di tutte le componenti del nostro sport“. L’auspicio è che si faccia al più presto quanto necessario, per evitare una emorragia.
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Bernie Ecclestone smentisce le voci di un suo possibile abbandono, che erano circolate recentemente: “Tutte le storie relative al mio addio sono assolutamente false“.
In virtù della solidità della sua poltrona, il patron della Formula 1 preferisce trattare temi meno volatili: “Spero di avere entro mercoledì il nuovo Patto della Concordia. Quando tutto sarà stato risolto, Max Mosley sarà soddisfatto. Otterrà infatti tutto ciò che voleva, compreso un nuovo accordo e la riduzione dei costi“.
Via | Eurosport.com

La Renault, per bocca del boss Carlos Ghosn, ha illustrato a un comitato parlamentare francese le ragioni che stanno spingendo la casa d’oltralpe a considerare la prospettiva di un abbandono della Formula 1. Oltre al tetto del budget e alla nuova impalcatura regolamentare, ciò che infastidisce i vertici della Régie è il metodo impiegato per distribuire gli utili commerciali del Circus.
Dice Ghosn: “Siamo noi a fare lo show, a portare tecnologia, motori, a ingaggiare i piloti, quindi siamo noi a fare tutto ed è necessario che gli introiti tornino a noi“. Quindi non è accettabile che le squadre non siano le principali beneficiarie di quanto il giocattolo riesce a produrre. Ovviamente il ragionamento non tocca il ritorno di immagine offerto dalla partecipazione ai Gran Premi, ma si limita a considerare la posta diretta.
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In attesa di conoscere gli sviluppi della querelle con la Fia, attesi a breve, la Fota si guarda attorno, preparandosi all’ipotesi (neppure tanto remota) di un abbandono del Circus. Come abbiamo visto, l’associazione dei costruttori ha già contattato i responsabili dei circuiti e dei network televisivi, per valutare l’interesse verso un campionato alternativo. I segnali raccolti sono incoraggianti.
Resta però da decidere chi dovrebbe materialmente occuparsi dell’organizzazione di una nuova serie, che raccolga i dissidenti della Formula 1 di Max Mosley e Bernie Ecclestone. Il quotidiano spagnolo AS ha una prima risposta: Carmelo Ezpeleta, amministratore della Dorna Sports, che cura i diritti commerciali della Moto GP.
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Avanzano dei fortissimi rumors in questi giorni: così come riporta anche il sito F1 Live, e come hanno scritto anche la rivista italiana Autosprint e quella olandese Formule 1 Race Report, nel circus della F1 si vocifera con una certa insistenza un repentino abbandono da parte di Renault dalla Formula 1.
Ma, sempre secondo le voci, la vera notizia potrebbe essere un’altra, visto che pare ci sarebbe chi è già pronto a rilevarne Team e struttura, e chi se non Flavio Briatore? L’ìipotesi è ancora tutta dfa verificare, ma pare che ci sia chi la da già per certa, perlmeno in merito alla scelta della Casa automobilistica francese.
Che tra calo delle vendite di vetture, gli scarsi risultati ottenuti negli ultimi tre anni, ed il contratto di sponsorizzazione con l’ING che scade a fine anno con conseguente possibile partenza di Fernando Alonso, perderebbe qualsiasi interesse a rimanere in qusto costosissimo mondo.
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Non si smorzano i toni tra la Ferrari e la Fia. Ed a prova di ciò ci sono le dichiarazioni odierne del suo presidente, Max Mosley, che come riporta la Repubblica di oggi ha dichiarato che “la F1 sarebbe più povera senza la Ferrari, ma non possiamo lasciare che siano loro a dettar legge“. Commento che pare proprio spaccare ancora una volta le già difficili trattative sul futuro della F1.
Il braccio di ferro continua insomma, perlomeno quello tra team (Ferrari nello specifico) e Fia, e anche se le posizioni sembravano essersi avvicinate - lo stesso Mosley si era detto sicuro che la Ferrari avrebbe corso al 100% nel prossimo campionato ed a spiegare che probabilmente il discusso tetto di spesa si sarebbe potuto introdurre un anno più tardi, quindi nel 2010 - ora pare tornare la tensione.
Il cui merito va di sicuro anche alla dichiarazione di oggi, che allontana di nuovo le posizioni e la minaccia di Ferrari e soci di non iscriversi al prossimo Mondiale se la Fia non rivedrà il quadro regolamentare diventa seria, anzi serissima: domani scadrà il termine per l’iscrizione al prossimo campionato.
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La decisione dell’Alta Corte di Parigi che, respingendo il ricorso della Ferrari, ha dato il via libera al pacchetto di norme varato dalla Fia per il 2010, è stata accolta con molta delusione dai team impegnati nella battaglia contro la nuova architettura della Formula 1. Molti piloti intravedono delle prospettive poco entusiasmanti, che potrebbero spingerli verso scelte drastiche.
Il più netto è Fernando Alonso: “Se nel prossimo campionato ci saranno solo nuovi team, io non correrò“. Il pilota della Renault, che in futuro potrebbe approdare a Maranello, teme l’abbandono del mito italiano e ribadisce un concetto fatto proprio da molti appassionati: “Senza la rossa non sarà la stessa cosa“. A suo avviso non basterà riempire la griglia per sopperire alla mancanza di un simbolo così grande.
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Come abbiamo visto, la riunione tra la Fia e la Fota si è risolta senza l’auspicata intesa fra le parti. Il rischio, adesso, è che la Ferrari ed altri team facciano le valigie per migrare verso altri lidi. Ma l’abbandono non è cosa scontata, visto l’interesse per la Formula 1. La casa del “cavallino rampante” farà il possibile per restare nel Circus, ma a condizioni diverse da quelle dettate da Mosley.
Ecco perché, a prescindere dalla determinazione comune che verrà assunta dall’associazione dei costruttori, la squadra di Maranello ha deciso di avviare un’azione legale contro la Fia, nel tentativo di bloccare il pacchetto di proposte varato dalla controparte. Secondo gli uomini di Luca di Montezemolo, la federazione avrebbe disatteso una norma che prevede il diritto di veto sulle novità regolamentari.
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Il primo incontro (o round) di quello che è l’attesissimo confronto tra la Fia e la FOTA è ormai alle porte: nel primo pomeriggio i rappresentati delle Federazione internazionale e della Fota (l’associzione che riunisce i team di F.1) si riuniranno per discutere il futuro della F.1 e gli argomenti di discussione non mancheranno di certo.
Tanto che le possibilità che l’incontro sia decisivo paiono rare, e la sensazione è che sarà il primo di una lunga serie di appuntamenti per trattare eventuali soluzioni dopo i clamorosi annunci di questi giorni che davano per ufficiale il ritiro dal Circus per il 2010 di Ferrari e Renault. E visto il clima di aperta polemica parlare di tensione è quanto meno doveroso.
Intanto stamattina si è fatto sentire sull’argomento anche Michael Schumacher: l’ex iridato della Ferrari ha rotto il silenzio seguito alle polemiche per il suo ruolo al muretto del Cavallino, sostenendo in pieno la linea del suo ex team: “La appoggio totalmente, la Ferrari è una parte immensamente importante della F.1 che senza di lei diventerebbe una serie di seconda classe“.