Dopo più di 15 anni di competizione sportiva, GTA Motor ha realizzato il sogno del suo direttore, Domingo Ochoa: una supercar tecnologica, aggressiva ed esclusiva. Questa creatura spagnola, battezzata Spano, vanta anche un’aerodinamica molto fluida ed efficace. Solo 99 gli esemplari previsti, per un’auto che rappresenta l’inizio di una nuova avventura.
La spinta è assicurata da un V10 di 8.3 litri, disposto in posizione posteriore longitudinale, con 780 CV di potenza e una coppia di 920 Nw. E’ disponibile anche in allestimento a bioetanolo: così la potenza aumenta fino a 840 CV. Le prestazioni sono notevoli, con una velocità di punta di 350 Km/h e un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in meno di tre secondi: queste caratteristiche la collocano tra le vetture più veloci al mondo.
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I cugini di Deluxeblog ci offrono una bella carrellata di immagini della nuova Mosler MT900 XX model year 2010, che vi consigliamo di visionare. L’auto, già ordinabile presso UK Garage, risulta ancora più estrema della versione precedente. A guadagnarne è lo spirito sportivo, che segna un ulteriore progresso sullo step già noto. Visto il valore della base di partenza, non è difficile rendersi conto di cosa sia capace la sua evoluzione.
All’attivo ci sono 600 cavalli vigorosi, spremuti dal sette litri della Corvette Z06. L’energia dinamica è ben rappresentata dagli oltre 330 km/h di velocità di punta e dall’accelerazione da 0 a 100 in soli 3 secondi. A un simile risultato concorre la riduzione del peso, ottenuta attraverso una generale opera di affinamento. La migliore scorrevolezza aerodinamica completa il lavoro. Buona la deportanza, grazie all’efficienza della silhouette, alla coda rivista e al nuovo alettone in fibra di carbonio.

Che la McLaren-Mercedes avesse qualche grattacapo lo si era capito. Adesso arriva la conferma da Norbert Haug, che ha ammesso i problemi riscontrati nel corso dei test sulla nuova MP4-24, il cui trend non si sta dimostrando in linea con le aspettative.
Ormai a Woking è in atto una corsa contro il tempo per tentare di rimediare alle lacune emerse, testimoniate dalla fatica dei due alfieri nel trovare il giusto ritmo durante le sessioni di collaudo. Secondo alcuni il problema sarebbe nella scarsa efficacia dell’aerodinamica del retrotreno. Una causa verosimile, se si considera l’impiego dell’alettone 2008 e i continui aggiustamenti delle appendici alari.
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Continua la declinazione delle Lotus Elise/Exige, e il Salone di Ginevra fa da palcoscenico alla versione 2010 della sportivissima Exige, nuova aerodinamica, con un frontale che convoglia più aria ai radiatori e un nuovo splitter in carbonio, e un nuovo alettone posteriore a tutta larghezza derivato dalla Exige GT3 concept.
L’auto s’e dotata del pacchetto sport prevede ammortizzatori Bilstein, barra anti rollio anteriore regolabile, Traction Control e roll bar.
Anche la Lamborghini dice la sua a Ginevra, l’escalation delle supercar sempre più esclusive, potenti, veloci e tecnologiche non conosce flessioni, e la casa di S.Agata presenta una versione più potente ed estrema della Murcìelago la 670-4 SuperVeloce.
All’esterno l’auto presenta un nuovo spoiler anteriore in carbonio, prese d’aria riviste, sfoghi d’aria nei parafanghi anteriori, il cofano motore è ispirato a quello della Revènton con pannelli trasparenti in policarbonato esagonali montati su una struttura in fibra di carbonio.
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Se parliamo di divertenti giocattoli da strada - ma anche da pista, visto che oggi i Track Day non mancano - Audi si prepara a far debuttare al Salone di Ginevra il suo ultimo gioiello: la TT-RS, attesa coupè (e anche Cabriolet) con la quale la casa di Ingolstadt si prapara a mettere il sale sulla coda a Porsche e alle BMW della divisione M GmbH.
E quelle che potete ammirare nel video qui sopra, ma anche nelle foto a corredo di questo post, sono le primissime immagini a bassa risoluzione della neonata TT-RS, che Audi ha svelato da subito (e a sorpresa) anche in versione spider.
E come potete ammirare non manca nulla del cromosoma RS, anzi, c’è perfino una nuova voglia di ostentare sportività che sfocia nel vistoso alettone situato sulla coda del veicolo: particolare quest’ultimo, che a dire il vero appare abbastanza ridondante e poco in linea con la filosofia “RS” da anni basata su un design di carattere “sportivo ma silenzioso”.



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Felipe Massa è convinto di aver completato il suo processo di maturazione: “Ora non devo dimostrare più niente a nessuno, dopo il campionato dell’anno scorso mi sento più forte che mai“. Il pilota brasiliano non fa mistero della sua fiducia e crede che la conquista del mondiale sia un’ipotesi praticabile. Ma le variabili sono tante, specie in virtù dei nuovi regolamenti tecnici.
“I cambiamenti introdotti -dice Massa- hanno sancito una grande incertezza, costringendo tutti a ripartire da zero. E’ difficile stabilire quali saranno i principali avversari, perché se guardiamo alla stagione appena conclusa la previsione più plausibile coinvolge McLaren, BMW e Peugeot. Ma a mio avviso potrebbero esserci molte sorprese“.
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Tra le varie declinazioni della Mercedes-McLaren SLR oltre alla versione completamente rivista nello styling, la SLR Stirling Moss di cui abbiamo già parlato, c’è anche la 722GT di impronta decisamente più corsaiola.
Il lavoro più importante per estremizzare la 722 è stato ovviamente l’alleggerimento, per ottenere ciò l’auto ha oltre 400 modifiche tra elementi rivisti, modificati o riprogettati rispetto alla versione stradale, fino ad ottenere una massa di 1,387Kg a secco.

Dopo un primo silenzio stampa seguito al deludente risultato ottenuto in Bahrain, Lewis Hamilton e il Team McLaren hanno rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla gara del loro pupillo. Dichiarazioni che nello specifico riguardano il contatto in corsa tra l’inlgese ed il suo ex compagno di team Fernando Alonso.
Secondo il team di Woking infatti la causa del tamponamento di Lewis è da ricercarsi nel cedimento dell’alettone che - danneggiatosi nelle concitate fase che hanno seguito la partenza del Gp del Bahrain - si sarebbe poi staccato un paio di secondi prima del tamponamento ad Alonso: ed a confermarlo - a detta degli uomini delle frecce d’argento - sarebbe stata anche la telemetria.
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