
E’ andata ad Allan McNish la pole position nella 6 Ore di Spa-Francorchamps, a bordo della nuova Audi R18 e-tron Quattro. Si tratta della prima partenza al palo per un modello spinto da tecnologia ibrida nell’universo endurance. La casa di Ingolstadt festeggia così un nuovo primato, in una sessione che ha visto quattro suoi modelli dominare le prove, come confermano i colori delle prime due file di questo secondo appuntamento del World Endurance Championship.
Il pilota scozzese ha ottenuto il miglior tempo in 2′01″578, al termine di una rapida sequenza di giri veloci effettuati a inizio sessione. La prestazione fissata al cronometro gli ha assicurato un margine di poco più di mezzo secondo su Marco Bonanomi, migliore fra gli interpreti delle R18 standard. Terzo posto per Marcel Fassler, seguito da Loic Duval, con altri due bolidi dei “quattro anelli”.
Ecco le parole a caldo di McNish, che insieme a Tom Kristensen e Rinaldo Capello ha vinto il round di apertura del WEC a Sebring: “Quella di oggi è una giornata importante per l’Audi, perché segna la prima pole con la tecnologia e-tron. E’ stato molto speciale per me essere interprete di questo risultato“.
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La Peugeot 908 è stata la grande protagonista della 6 Ore di Imola, andata in scena nell’autodromo dedicato ad Enzo e Dino Ferrari. Il bolide francese ha accompagnato al successo l’equipaggio composto da Anthony Davidson e Sébastien Bourdais, che hanno preceduto al traguardo i compagni di squadra Stéphane Sarrazin e Franck Montagny.
Terzo e quarto posto per le Audi R18, con Timo Bernhard e Marcel Fassler davanti ad Allan McNish e Tom Kristensen. La sfida del Santerno, inserita nei calendari dell’Intercontinental Le Mans Cup e della Le Mans Series, è stata quindi felice per il bolide del “leone rampante”, dal cui abitacolo possiamo vivere le riprese odierne. Buona visione!
Dopo i filmati relativi all’uscita di Allan McNish, vi proponiamo il video dell’incidente occorso a Mike Rockenfeller, durante il doppiaggio della Ferrari 458 Italia di Robert Kaufman, che ha stretto verso l’interno il pilota dell’Audi, costringendolo a passare sull’erba, con conseguente perdita di bilanciamento e spaventoso urto contro le barriere di protezione.
La R18 TDI è andata completamente distrutta, ma per fortuna il pilota dei “quattro anelli” non si è fatto male. Il terribile impatto è avvenuto verso Indianapolis, producendo l’ingresso della safety car. Nello stesso tratto, pochi minuti fa, è uscita di strada la Peugeot 908 di Alexander Wurz, terza in classifica prima dell’incidente. L’auto del “leone rampante”, tirata fuori da un trattore, ha recuperato la corsia dei box, con il corpo visibilmente ferito.
Questo video si riferisce all’incidente di Allan McNish durante la fasi iniziali della 24 Ore di Le Mans 2011. Il pilota scozzese dell’Audi, quando era passata quasi un’ora dal via, stava cercando la scalata al vertice. Nel tentativo di superare il compagno di squadra Timo Berhard è venuto in contatto con la Ferrari 458 GTEPro di Anthony Beltoise, schiantandosi violentemente contro le barriere nella discesa dopo il ponte Dunlop. Per fortuna nessuno si è fatto male. L’urto ha costretto la safety car a entrare in pista, dando inizio a una lunga sospensione delle ostilità. Con questa uscita sono andare in fumo i sogni di gloria di Dindo Capello e Tom Kristensen.
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Che piacere sentir parlare il direttore di Pirelli Motorsport Paul Hembery: tutte le volte che lo intervistano pare avere un solo pensiero fisso. L’incremento dello spettacolo in Formula 1. Che -lo abbiamo ripetuto più volte- se sta tornando nella massima serie è merito anche e soprattutto del gommista. All’indomani del GP di Monaco, Hembery ha espresso la sua opinione sul cambio gomme in regime di bandiera rossa che ha aiutato parecchio Vettel a conquistare la vittoria. Secondo il manager inglese, con una norma diversa, lo show degli ultimi giri sarebbe stato ancor più intenso.
Con il regolamento attuale, dopo le carambole di Sutil, Alguersuari e Petrov e la successiva bandiera rossa, i tre di testa sono potuti rientrare ai box e montare gomme fresche per gli ultimi sei giri di gara. Circostanza che ha favorito in maniera determinante il tedeschino della Red Bull nella sua difesa contro Alonso e Button, che era piovuto sui due apripista con un ritmo incredibile, grazie ai suoi pneumatici meno usurati.
A fare eco a Hembery, c’è stata l’autorevole voce di Allan McNish, che a Monaco era presente in veste di commissario. Lo scozzese ha sottolineato che a Le Mans il cambio gomme sotto bandiera rossa non è permesso. “Anche se ci sono danni alla carrozzeria non possono essere riparati. Devi riprendere la gara nelle condizioni in cui ti trovavi al momento della sospensione”.
Mancano poco più di due settimane alla 24 Ore di Le Mans e sta per partire il pellegrinaggio annuale sul circuito della Sarthe. In attesa del leggendario evento, l’Audi ci permette di gustare un video sviluppato con le moderne tecniche digitali, dove Allan McNish spiega quanto sia difficile la gara di durata più famosa del mondo.
Mentre cresce l’attesa, i rivali si preparano a dare il meglio del loro potenziale per tentare di vincere un appuntamento che vale un’intera stagione di corse. Per l’impegno finanziario e umano sostenuto, i manager di Ingolstadt sperano ardentemente che il vincitore indossi una tuta dei “quattro anelli” alle 15 di domenica 12 giugno…
Via | Pistonheads.com
La 24 Ore di Le Mans è nel cuore di ogni appassionato di motorsport. In vista dell’edizione 2010 della gara, che avrà nel duello fra Audi e Peugeot il tema dominante, vi giriamo alcuni video reperiti sul web. Questi deliziosi servizi riguardano alcuni dei momenti di apertura del weekend della Sarthe, per far vivere agli sportivi la fase di preparazione e il clima che si respira attorno alla corsa.
Poi c’è un cortometraggio sulla sfida dello scorso anno, vinta dalla Peugeot 908 HDi-FAP di Marc Genè, David Brabham e Alexander Wurz, davanti alla vettura gemella di Sebastien Bourdais, Stephane Sarrazin e Franck Montagny. Terza piazza per l’Audi di Dindo Capello, Tom Kristensen e Allan McNish, che ha preceduto al traguardo la Lola-Aston Martin di Jan Charouz, Tomas Enge e Stefan Mucke.
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La gallery odierna torna sulla Le Mans Series, con un omaggio fotografico alla 8 Ore di Le Castellet e ai suoi eventi di contorno. La maratona francese ha registrato il successo dell’Audi R15 Plus, che si è imposta con autorità, facendo intuire le sue intenzioni per la 24 Ore di Le Mans.
Sulla pista del Paul Ricard è stata la barchetta di Dindo Capello e Allan McNish a tagliare per prima il traguardo, davanti alla Lola-Aston Martin di Primat, Mücke e Fernandez e alla Lola ‘Rebellion’ di Belicchi, Boullion e Smith. Quarto posto per la Peugeot 908 di Panis, Lapierre e Sarrazin.
Oggi iniziamo la giornata con una gallery sulla 8 Ore di Le Castellet, che ha registrato il successo dell’Audi R15 Plus. La barchetta dei quattro anelli si è imposta con autorità, facendo intuire le sue intenzioni per la 24 Ore di Le Mans. Sulla pista del Paul Ricard nessuno ha potuto contrastare il passo di Dindo Capello e Allan McNish, che hanno tenuto dietro la Lola-Aston Martin di Primat, Mücke e Fernandez e la Lola ‘Rebellion’ di Belicchi, Boullion e Smith, terza alla bandiera a scacchi.
Più lontana la Peugeot 908 di Panis, Lapierre e Sarrazin, che in prova aveva conquistato la pole. In LMP2 gli onori della gloria sono andati all’HPD ARX-01C di Danny Watts, Nick Leventis e Jonny Kane, mentre fra le GT2 è stata la Porsche 997 RSR di Richard Lietz e Marc Lieb a far valere la sua legge. Terzo posto per la Ferrari F430 ‘AF Corse’ di Jean Alesi, Giancarlo Fisichella e Toni Vilander, che ha suscitato l’interesse dei presenti.
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L’Audi R15 Plus ha vinto la prima edizione della 8 Ore di Le Castellet, dove si è imposta con grande autorità, ponendo le migliori premesse per una luminosa marcia di avvicinamento alla 24 Ore di Le Mans. Quello della barchetta tedesca è un successo da incorniciare, nella sfida che segna il suo debutto agonistico.
La Peugeot ‘Oreca’, che in prova aveva guadagnato la pole, si è dovuta inchinare al ritmo di gara della creatura dei “quattro anelli”, anche in virtù di un problema meccanico che ha turbato la sua prestazione. Per l’equipaggio del “leone rampante” un quarto posto finale che lascia l’amaro in bocca.
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