
Ari Vatanen, battuto da Jean Todt nella sfida per la poltrona di comando della Fia, torna a criticare la gestione di Max Mosley. Secondo l’ex campione del mondo rally, il presidente uscente della federazione avrebbe delle significative responsabilità sul ritiro dal Circus di gruppi forti come Honda, Bmw, Bridgestone e Toyota.
L’asso finlandese crede che all’origine delle più recenti uscite di scena non ci sia soltanto la crisi economica. Anzi, la congiuntura internazionale avrebbe avuto, a suo dire, un peso molto relativo sulla decisione di staccare la spina. Questo perché le grandi imprese, anche nei momenti difficili, non rinunciano alle azioni di marketing, specie in un palcoscenico mondiale come il Circus.
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Godeva del sostegno dei piloti ed era considerato da alcuni come il volto nuovo, capace di imprimere una svolta vigorosa alla Fia, ma è stato battuto da Jean Todt nella corsa alla presidenza dell’organo. Adesso Ari Vatanen si augura che il bisogno di cambiamento venga raccolto dall’ex direttore della scuderia Ferrari.
I dubbi, però, non mancano. A tal proposito il campione finlandese è chiaro: “Spero di sbagliarmi, ma è difficile che Todt ci riesca. Ha molte qualità, ma se vuole lasciare la sua impronta sulla Fia deve rinnovarla. Se non si libera della vecchia guardia e di tutta la gente che ha lavorato con Mosley, non ce la farà“.
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Jean Todt è il nuovo presidente della Fia. Il manager francese ha vinto la corsa contro Ari Vatanen per la poltrona di comando dell’organo, al posto di Max Mosley. Quest’ultimo aveva manifestato la preferenza per l’ex direttore della scuderia Ferrari, facendo pronosticare un suo facile successo. Così è stato.
Todt ha avuto la meglio sul finlandese, già campione del mondo rally, con un vantaggio considerevole in termini di consenso: 135 voti per lui, 49 per l’avversario. Uno scarto del genere non lascia dubbi sull’orientamento della base elettorale. Forse a suo favore ha pure giocato il prevedibile supporto di Bernie Ecclestone, ma è chiaro che i requisiti professionali ci sono tutti. Al neo eletto facciamo i nostri complimenti, augurandogli di lavorare al meglio per le discipline motoristiche.

La posta in gioco è importante, quindi a pochi giorni dalla battaglia finale crescono le scintille fra i protagonisti. L’elezione del nuovo presidente della Fia sta generando una ridda di polemiche che turbano la qualità del confronto. Ci sarebbero delle mail sospette, ma anche delle inopportune prese di posizione da parte di Max Mosley, boss uscente dell’organo. A quest’ultimo Ari Vatanen, che è in corsa per la poltrona, rimprovera di sostenere apertamente la candidatura del rivale Jean Todt, facendo venir meno l’imparzialità della federazione.
L’ex campione finlandese ribadisce di non usare tattiche sporche per avere la meglio sull’avversario e manifesta il suo disappunto per le pesanti interferenze a suo danno: “La violazione del principio di neutralità durante una campagna elettorale, quando volto a falsare il risultato dell’elezione, è punibile da tutte le corti francesi“. Un avvertimento chiaro a quanti operano nel senso opposto.
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Il 23 ottobre sarà eletto a Parigi il nuovo presidente della Fia. Pensando al suo successore, Max Mosley continua a sostenere la candidatura di Jean Todt, che dovrà vedersela con Ari Vatanen nella lotta per l’incarico. Il boss britannico, dopo 16 anni di gestione dello sport automobilistico, preferisce che sia il francese a sostituirlo.
Parlando dell’imminente tornata elettorale, Mosley dice: “Vatanen non ha alcuna esperienza per guidare la Fia. Todt, invece, è un uomo esperto, che non riceve ordini da nessuno. Quando era alla Ferrari è andato sempre per la sua strada e non ha mai accettato imposizioni nemmeno dal presidente Montezemolo. E farà di tutto per non apparire di parte“.
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Quando si avvicina l’elezione del nuovo presidente della Fia, che prenderà il posto di Max Mosley, l’orientamento delle preferenze sembra abbastanza definito. Mentre l’attuale boss della federazione sostiene la candidatura di Jean Todt, ritenuto come il successore ideale, in altri ambiti dell’automobilismo da corsa si evidenziano delle inclinazioni diverse.
Il sodalizio dei piloti della Formula 1 (Gpda), dopo aver ascoltato i due contendenti, sembra infatti propenso ad appoggiare Ari Vatanen. Ma, per la sua neutralità statutaria, l’associazione preferisce non assumere una linea ufficiale nella corsa alla poltrona. Ecco perché, nel week-end di Suzuka, ha rinunciato alla tentazione di diramare un comunicato stampa in favore del finlandese.
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Max Mosley continua a ritagliarsi un ruolo di grande protagonista in questo scorcio di fine mandato. Recentemente si è espresso anche sulla successione alla sua poltrona di presidente della Fia, dichiarando di non voler sostenere la candidatura di Ari Vatanen.
Il britannico, dopo 16 anni di guida dell’organo di gestione dello sport automobilistico, preferisce che sia Jean Todt a sostituirlo. Questo suo orientamento è stato confermato negli ultimi tempi, quando ha risposto picche alla richiesta di appoggio giunta dall’ex campione del mondo rally.
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Jean Todt è il candidato favorito nella corsa alla presidenza della Fia. Il manager francese gode dell’aperto sostegno di Max Mosley, capo uscente della federazione. A contrastargli il passo ci sarà l’ex rallysta finlandese Ari Vatanen, ma con qualche chance in meno. Il quadro non è però definito e nelle prossime settimane potrebbero mutare le geografie della probabilità.
L’ex direttore sportivo del “cavallino rampante” assicura il suo equilibrio in caso di elezione: “Sarò neutrale e guardiano dell’indipendenza“. Poi aggiunge: “Voglio portare tutta l’esperienza che ho acquisito durante la mia carriera, per applicarla in favore della Fia e dei suoi componenti“.
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Pochi giorni fa abbiamo visto come Ari Vatanen abbia accusato Max Mosley e la Fia di scarsa imparzialità, per l’atteggiamento apertamente favorevole alla candidatura di Jean Todt, suo rivale nella corsa alla poltrona di comando della federazione. La presa di posizione dell’ex pilota è motivata dal desiderio di concorrere su un piano democratico e di parità con gli avversari.
Anche Todt si aspetta la stessa cosa, ma auspica un confronto senza polemiche: “Siamo a tre mesi dall’elezione del nuovo presidente Fia, spero che tutti i candidati si misurino con dignità, senza considerare la questione a livello personale e senza iniziare la campagna con le solite false accuse“. Questo messaggio mira alla distensione, ma potrebbe produrre l’effetto opposto, visto che chiama in ballo il diretto antagonista, critico verso l’attuale numero uno della federazione, reo di aver indicato Todt come suo successore ideale.
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In questi giorni di vacanza, l’interesse della Formula 1 si è focalizzato sul supporto di Max Mosley alla candidatura di Jean Todt alla presidenza della Fia. La cosa ha dato un certo fastidio ad Ari Vatanen, anche lui in corsa per la poltrona di comando della federazione. In attesa degli sviluppi futuri, gli obiettivi tornano a concentrarsi sugli aspetti agonistici, con l’arrivo del Gran Premio d’Ungheria, che si disputerà il prossimo week-end a Budapest.
Sarà il circuito dell’Hungaroring, con la sua planimetria stretta e tortuosa, ad ospitare la sfida magiara. Questo tracciato è il più corto del mondiale dopo quello di Montecarlo. Una delle sue caratteristiche più insidiose è la polvere trasportata dal vento sulla pista, che cambia con una certa frequenza i coefficienti di aderenza. Quasi impossibile superare, anche se nel 2003 il rettilineo principale è stato allungato.