
La FOTA, l’Associazione dei Costruttori non è mai finora riuscita ad avere quel ruolo e quel peso politico per cui è nata, anche per la poca intesa e diversità di vedute tra i membri che la compongono.
Ultimo nodo affrontato in occasione del GP di Corea è stato l’RRA (Resource Restriction Agreement) discussione imposta dalle polemiche innescate dalle accuse rivolte alla Red Bull di sforare abbondantemente il tetto di spesa: riunione finita con un nulla di fatto.
Ora la discussione è stata rimandata ad Abu Dabhi il 13 novembre, ma mettere d’accordo gli undici membri e soprattutto convincerli ad avere fiducia reciproca non sarà facile.
La situazione ormai è arrivata ad un capolinea, se la Fota non è in grado di essere coesa e prendere delle decisioni chiare vengono meno le ragioni della sua creazione, e non avrebbe più senso continuare, almeno queste sono le opinioni espresse da alcuni team manager come Domenicali e lo stesso Chris Horner: vedremo cosa succederà ad Abu Dhabi.

Dopo una lunga fase di riflessione, Renault ha deciso di non lasciare la Formula 1. La conferma è giunta questa mattina dai vertici della casa francese, che hanno assicurato l’impegno anche per il futuro prossimo, portando in gara un team con il proprio nome, la propria identità e gli ingredienti fondamentali che hanno condotto ai successi del 2005 e 2006. Proseguirà anche la fornitura di motori alla Red Bull.
Gli uomini della Régie hanno inoltre annunciato di aver ceduto una considerevole quota del team alla compagnia lussemburghese Genii Capital, controllata da Gerard Lopez e specializzata in nuove tecnologie. Ecco cosa recita la nota ufficiale a tal proposito: “I due partner opereranno insieme. La lettera di intenti sottoscritta crea le premesse per una fruttuosa collaborazione“.
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Dopo il ritiro della Toyota dalla Formula 1, si sono scatenate le reazioni di appassionati e addetti ai lavori. Uno degli interventi più attesi era quello della Fota, che non ha tardato a far sentire il proprio punto di vista sulla vicenda. L’associazione dei costruttori si è detta rammaricata dell’accaduto, ma non teme un effetto domino: “Speriamo che la Toyota torni presto alle competizioni, nel frattempo i vertici dello sport devono compiere ogni sforzo per assicurare che la stagione 2010 abbia successo come ci auguriamo. Bisogna però dire che ci sono più team oggi di quanti ve ne siano stati nel recente passato“.
Questo segnale non deve però condurre ad ignorare i rischi: “L’addio di un importante costruttore non può essere sottovalutato e le motivazioni vanno analizzate. Purtroppo la situazione finanziaria ed economica nell’industria automobilistica, l’incertezza ed altri fattori critici hanno creato un quadro complesso, che ha impedito alla Toyota di rimanere nella disciplina, nonostante l’impegno sottoscritto con il Patto della Concordia“.
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La Fia ha reso noto il regolamento tecnico e sportivo per la stagione 2010 di Formula 1. Il complesso normativo nasce dopo la vigorosa battaglia fra la Fota e la Federazione, che stava portando alla rottura del Circus. Uno dei punti dove il confronto aveva assunto i toni più aspri era l’introduzione di un tetto al budget e di un sistema a due velocità, che accordava alcuni privilegi ai team meno abbienti.
Entrambe le proposte, come sappiamo, sono state abortite. Il nuovo disposto normativo non fa che confermarlo. Salta anche il sistema delle medaglie, suggerito da Bernie Ecclestone per tentare di alimentare la lotta al vertice, rendendo meno fruttuosa la logica dei ragionieri. Sul fronte più strettamente operativo, la Q3 si disputerà a serbatoi scarichi, mentre in gara saranno vietati i rifornimenti.
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La notizia dell’abbandono della F1 da parte della Bmw è stata accolta con dispiacere a Maranello. Un portavoce della Scuderia del “cavallino rampante”, riferendosi al fatto del giorno, ha detto: “Nei sessant’anni di ininterrotta partecipazione della Ferrari al Campionato del Mondo abbiamo visto entrare ed uscire tante squadre e diversi importanti costruttori automobilistici. Si tratta quindi di una caratteristica della disciplina, anche se ci dispiace per la decisione della casa tedesca“.
Poi ha aggiunto: “La Ferrari continuerà ad impegnarsi a fondo per una nuova era della Formula 1, fatta di regolamenti stabili e di ricerca tecnologica estrema accompagnata ad una grande attenzione all’ambiente e sempre più improntata ad un forte miglioramento dello spettacolo e del coinvolgimento degli appassionati e di tutte le componenti del nostro sport“. L’auspicio è che si faccia al più presto quanto necessario, per evitare una emorragia.
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Lo scontro epocale tra Fia e FOTA per adesso sembra esseri risolto, ma tra le scuderie non tutte le divergenze si sono appianate, l’Associazione dei Costruttori non ha ancora riammesso tra le sue fila i due team sospesi perché rei di aver accettato le condizioni della Fia: cioè Williams e Force India.
Sembra che per adesso la FOTA non abbia intenzione di riammettere le due scuderie, e non sono in programma riunioni per discutere della questione, lo stesso Frank Williams che plaude al successo ottenuto dalla FOTA dichiara: “Al momento sappiamo che è impossibile, ma più avanti la situazione potrebbe cambiare”.

Carlos Garcia, che è il più alto rappresentante spagnolo della Fia, dubita che Max Mosley stia lavorando per consegnare la cabina di comando della federazione a Jean Todt: “A meno che non sia diventato matto, non credo che appoggerà il francese, perché si sa da dove viene e a chi è legato“. Come dire: farlo sarebbe come buttarsi la zappa sui piedi, anche se i rapporti tra il Napoleone d’oltralpe e la Ferrari non sono più idilliaci.
In ogni caso la voce continua a circolare, ma negli ultimi tempi ha ripreso quota l’ipotesi di una ricandidatura di Mosley, infuriato per come la controparte ha gestito la pace tra la Fia e la Fota, facendolo passare per dittatore sconfitto. Una linea mediatica che ha scatenato la rabbia del numero uno della federazione, spingendolo a dire: “Hanno ballato troppo presto sulla mia tomba“.
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Dopo l’infinita polemica tra la Fia e la Fota, che ha trovato uno sbocco nella recente intesa siglata fra i due enti per il bene della Formula 1, Luca di Montezemolo spinge il suo sguardo al futuro, augurandosi una maggiore serenità e un quadro meno polemico e litigioso di quello che negli ultimi mesi si è offerto agli occhi degli appassionati.
Il presidente dell’associazione dei costruttori si aspetta sviluppi positivi dall’accordo, anche in virtù del maggiore potere decisionale attribuito alle squadre: “Sono molto felice per l’esito della trattativa. Capisco lo stato d’animo degli spettatori, che non ne potevano più di queste polemiche, di questi comunicati stampa e dei regolamenti oscuri che cambiano ogni sei mesi. Abbiamo bisogno di stabilità, di pace e trasparenza. Amiamo la F1 e vogliamo una tecnologia e una competizione estrema. Vogliamo i migliori piloti, le migliori squadre, le migliori vetture ed è quello che faremo“.
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L’intesa tra la Fia e la Fota sembrava che avesse spazzato le polemiche della Formula 1, ma queste tornano nuovamente all’orizzonte, aprendo un altro fronte di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Protagonisti dell’ennesima puntata di un braccio di ferro infinito i presidenti delle due organizzazioni, Max Mosley e Luca di Montezemolo.
Il primo, in una lettera indirizzata al secondo, manifesta il suo pieno disappunto per le “frasi false e offensive” che, a suo avviso, quest’ultimo avrebbe proferito sull’accordo di mercoledì a Parigi. A giudizio di Mosley il numero uno del “cavallino rampante” sarebbe all’origine di una strumentalizzazione della vicenda, in quei passaggi in cui avrebbe lasciato intendere di aver scalzato un dittatore e di aver conseguito una vittoria targata Ferrari.
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Come lasciavano prevedere gli ultimi indizi, è finalmente arrivato l’accordo tra la Fia e la Fota. Quindi nel 2010 non ci sarà nessun campionato alternativo. La Formula 1 si salva così dalla disintegrazione, che non avrebbe giovato a nessuno.
La prossima stagione vedrà ai nastri di partenza la Ferrari e gli altri top team, che si confronteranno con il regolamento del 2009, come chiedevano i membri dell’associazione dei costruttori. Quest’ultima registra un successo netto, firmato dal presidente Luca di Montezemolo.
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