Oggi possiamo gustare un video in alta risoluzione dell’Audi R18, impegnata nei test in pista che si sono svolti recentemente a Sebring. Gli ingegneri dei “quattro anelli” hanno usato il tempo a loro disposizione per testare l’aerodinamica, i consumi e l’affidabilità della nuova LMP1, utilizzando la R15 Plus come termine di riferimento. Il primo impegno agonistico avrà luogo in occasione della 6 Ore di Spa-Francorchamps del mese di maggio.
Con questo prototipo la casa dei “quattro anelli” mira a ripetere il successo conseguito nell’ultima 24 Ore di Le Mans. A Ingolstadt hanno sviluppato un bolide che sposa la configurazione coupè, per migliorare il rapporto coi flussi, la cui messa a frutto guadagna un ruolo più importante rispetto al passato.
Per lo sviluppo del cockpit chiuso, i tecnici si sono avvalsi dell’esperienza maturata con la R8C e con la Bentley Speed 8. Sul piano motoristico, l’auto rinuncia al 10 cilindri precedente in favore di un V6 diesel Tdi da 3.7 litri. La nuova creatura disputerà l’intera stagione della ILMC, ad eccezione della 12 Ore di Sebring del 19 marzo, che avrebbe interferito con il suo programma di sviluppo. Due gli esemplari presenti ad ogni tappa, ma diventeranno tre alla 24 Ore di le Mans.
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Le Mans Live ci permette di ammirare un video celebrativo dell’Audi R15 Plus, che ha vinto la 24 Ore di Le Mans di quest’anno con Bernhard, Rockenfeller e Dumas. Dietro di loro le vetture gemelle di Treluyer, Fassler e Lotterer e di Kristensen, McNish e Capello.
Per questa belva da gara, che ha affrontato la stagione agonistica 2010, il costruttore tedesco ha scelto un approccio radicale, nel rispetto delle disposizioni tecniche elaborate dall’Aco nel 2009 per i prototipi LMP1. Si tratta di un’evoluzione della R15 di partenza, le cui principali differenze riguardano l’aspetto aerodinamico.
Il frontale si presenta con un’altra fisionomia, per via del doppio musetto a vista. Nuovo il diffusore anteriore, diversi i pannelli della carrozzeria. Anche le fiancate hanno una forma inedita, come altri elementi. Queste differenze hanno imposto modifiche al sistema di raffreddamento e al serbatoio del carburante.
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La preparazione di gare come la 24 Ore di Le Mans, ma anche di altri appuntamenti del mondo endurance, richiede un impegno straordinario, con eserciti di ingegneri che lavorano freneticamente per migliorare e innovare, rispettando le scadenze e inseguendo il successo.
Questa continua ricerca, per quanto nascosta, ha un fascino particolare per molti appassionati, che non si limitano a seguire gli eventi, ma abbinano al piacere delle sfide in pista una forte curiosità per l’impegno tecnico e progettuale insito in ogni bolide.
Uno dei temi a loro cari in questo momento è l’attesa della nuova Audi R18, di cui stanno parlando alcuni siti specializzati. Questa creatura, chiamata a rimpiazzare la R15 Plus, dovrebbe avere la cabina di guida chiusa. Al momento si tratta solo di indiscrezioni, ma provengono da fonti credibili, come Le Mans Live.
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La Peugeot ha centrato una bella doppietta nella sfida di Silverstone, tappa conclusiva della Le Mans Series 2010. Il successo è andato alla 908 di Davidson e Minassian che, dopo aver guadagnato il comando delle danze, hanno progressivamente allungato sugli inseguitori, agevolati dal ritiro per noie alla trasmissione dell’Audi R15 Plus di McNish e Kristensen, scattati dalla pole.
Al secondo posto ha chiuso il “Leone Rampante” di Lapierre e Sarrazin, che hanno coqnuistato il titolo della specialità. Terzo posto per il bolide dei “Quattro Anelli” di Capello e Berhard, giunti al traguardo con un ritardo di 1′46″ dal leader. Dietro di loro la Lola Aston Martin di Barazi, Hancock e Mucke, prima fra le vetture a benzina.
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Timo Bernhard, Romain Dumas e Mike Rockefeller scenderanno in pista con la Porsche 911 GT3 R Hybrid alla Petit Le Mans, ultima tappa dell’Alms 2010. L’auto disputerà la sfida fuori dalla classifica ufficiale, perché il regolamento delle GT non contempla al momento la presenza della tecnologia ibrida.
Per i vincitori della 24 Ore di Le Mans 2010, giunti alla gloria della Sarthe con l’Audi R15 Plus, si profila quindi una nuova avventura agonistica, dal sapore particolare. L’appuntamento è sul circuito di Road Atlanta il prossimo 2 ottobre. Dice Bernhard: “Le nostre priorità saranno quelle di sviluppare la tecnologia ibrida ed ottimizzare il consumo di combustibile in condizioni di gara. Sono tuttavia curioso di vedere dove ci posizioneremo rispetto alle altre GT2“.
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La Formula 1 continua a discutere sul controverso Gran Premio d’Europa, che si è disputato domenica sulla pista di Valencia. Ad alimentare il dibattito è, soprattutto, il ritardo con cui è stata inflitta la sanzione a Lewis Hamilton, per l’irregolare sorpasso alla Safety Car. I più arrabbiati sono gli uomini della Ferrari, che gridano allo scandalo.
Simile il sentimento di molti appassionati, anche se non mancano opinioni diverse. Resta il fatto che il Circus rischia di perdere un’ulteriore quota della sua credibilità, già ridotta ai minimi termini dai veleni del recente passato. In attesa che torni il sereno, vogliamo concederci una parentesi diversa, per staccare la spina dal clima rovente della Spagna.
Una piccola gallery sulla 24 Ore di Le Mans 2010 può aiutare a raggiungere l’obiettivo. Ricordiamo che la maratona della Sarthe è stata vinta dall’Audi R15 Plus di Bernhard, Rockenfeller e Dumas. Primo posto in LMP2 per l’HPD di Leventis, Watts e Kane, mentre in GT1 è stata la Saleen S7R la più rapida al traguardo. Trionfo in GT2 per la Porsche di Lieb, Lietz e Henzler.

La 24 Ore di Le Mans sta offrendo continui spunti di interesse agli appassionati, che non hanno certo modo di annoiarsi per l’evoluzione del confronto. Tutto sembrava orientato a un certo esito, ma la situazione è diversa rispetto alle attese della vigilia. Alle dieci di questa mattina in testa ci sono le Audi di Dumas e Faessler, seguite dall’unica Peugeot ufficiale rimasta in gioco, quella di Davidson. Quarto posto per la R15 Plus di Capello, Kristensen e McNish.
Ma andiamo alla cronaca della gara. Al via le quattro Peugeot conservano il comando, con la vettura dell’Oreca tallonata nei momenti iniziali dall’Audi di McNish. Le prime posizioni sono occupate da Lamy, Montagny, Genè e Lapierre. Molto presto Nigel Mansell rimane vittima di un incidente. L’ex pilota di Formula 1 sbatte violentemente contro le barriere alla Mulsanne, per lo scoppio di una gomma della sua Ginetta. Sono attimi di paura, ma per fortuna le conseguenze non sono gravi. Entra la safety car, che rimane a lungo in pista.
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In vista della partenza della 24 Ore di Le Mans, che vedrà scattare al comando quattro Peugeot 908 HDi Fap, seguite da tre Audi R15 Plus, ci godiamo alcune foto delle prove sulla pista della Sarthe.
La gara d’oltralpe, giunta alla 78ª edizione, prenderà le mosse alle 15 di sabato 12 giugno. Anche quest’anno la regina dell’endurance saprà regalare grandi emozioni agli appassionati, nel solco di una tradizione inimitabile.

La terza ed ultima sessione di prove di qualificazione della 24 Ore di Le Mans (non disturbata più di tanto dall’acqua) ha inciso in forma molto marginale sulla geografia dei valori emersa nei confronti precedenti. Alla bandiera a scacchi le quattro Peugeot si sono confermate al vertice, seguite dalle tre Audi, che sono sembrate meno in affanno rispetto alle altre fasi.
I tempi di riferimento non sono però migliorati, quindi la pole resta quella ottenuta mercoledì da Sebastien Bourdais, con 3′19″711. Alle spalle della sua 908 HDi FAP, condivisa con Lamy e Pagenaud, partiranno le vetture gemelle di Gene-Wurz-Davidson e Montagny-Sarrazin-Minassian. Poi la Peugeot-Oreca di Panis-Lapierre-Duval.
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Nella prima sessione di qualifica della 24 Ore di Le Mans il miglior tempo è stato ottenuto dalla Peugeot 908 HDi FAP di Sebastien Bourdais. Il pilota francese, girando in 3′19″711, ha polverizzato il crono della pole di Stephane Sarrazin nell’edizione 2009 della corsa. Dietro di lui altri tre bolidi del “Leone Rampante”, a conferma di una supremazia piuttosto netta in queste fasi di avvio delle danze.
Solo quinta la più prima Audi, con altre due R15 nelle posizioni a seguire. A chiudere il gruppo dei bolidi dei “quattro anelli”, forse in cerca della messa a punto ottimale, l’equipaggio composto da Kristensen, Capello e McNish. Quest’ultimo ammette le difficoltà del momento: “In simili condizioni non possiamo lottare per la pole“. Anche il collega piemontese allarga le braccia: “Siamo più indietro di quanto pensavamo“.
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