Oggi facciamo un giro del Nurburgring a bordo di una Mercedes SLS Amg, per vivere la magia della Nordschleife dall’abitacolo del modello sportivo della casa della “stella”. Questa granturismo ad alte prestazioni rinnova il mito della 300 SL, la vecchia “Ali di Gabbiano”. Un appellativo legato alla particolare apertura delle porte, la cui originalità ne ha segnato il destino, consegnandola al mondo con tale nome.
L’erede riprende la soluzione ma, pur essendo piena di fascino, difficilmente riuscirà a lasciare il segno come la “nonna”, eletta nel 1999 “Auto Sportiva del secolo”, per la fluidità delle forme, piene di eleganza e forza dinamica, in un insieme proporzionato e seducente come pochi altri.
Anche la discendente esprime un forte carattere, con volumi bassi e larghi, interpretati in modo muscoloso. Sotto il lungo cofano anteriore è alloggiato un 8 cilindri a V di 6.2 litri, capace di erogare 571 cavalli. Grazie ad esso, il passaggio da 0 a 100 viene coperto in 3.8 secondi, mentre la velocità di punta raggiunge quota 317 km/h.
La redazione di Autocar propone il video dell’incontro di una Mercedes SLS Amg con la sua progenitrice. La sportiva più recente della stella di Stoccarda è una granturismo ad alte prestazioni, che rinnova il mito della 300 SL, la vecchia “Ali di Gabbiano”. Un appellativo legato alla particolare apertura delle porte, la cui originalità ne ha segnato il destino, consegnandola al mondo con tale nome.
L’erede riprende la soluzione ma, pur essendo piena di fascino, difficilmente riuscirà a lasciare il segno come la “nonna”, eletta nel 1999 “Auto Sportiva del secolo”, per la fluidità delle forme, piene di eleganza e forza dinamica, in un insieme proporzionato e seducente.
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La Mercedes 300 SL, presentata nel febbraio del 1954 all’International Motor Sports Show di New York, sfoggia una linea e delle credenziali costruttive che l’hanno elevata al rango di icona del settore. Nel 1999 è stata eletta “Auto sportiva del secolo”.
Il suo appeal deriva soprattutto dalla fluidità delle forme, che esprimono eleganza e forza dinamica, in un insieme proporzionato e seducente. Fra i suoi elementi più fascinosi spiccano le porte ad ali di gabbiano, la cui originalità ha segnato il destino del modello, conosciuto nel mondo con tale nome di battesimo.
La storia di questa creatura si lega a quella dell’importatore americano Maximilian E. Hoffman, che convinse la casa madre a progettare un’auto derivata dal modello da corsa W 194. Il risultato è ancora oggi sbalorditivo. La produzione di serie venne avviata nell’agosto del 1954, al prezzo stratosferico di 29.000 marchi. Un vero tesoro, se si considerano i parametri dell’epoca.
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La Pagani Zonda Cinque costa più di 1.56 milioni di euro ed è un’auto sportiva davvero speciale. Nel filmato possiamo ammirarla durante una prova su strada, nelle mani di Richard Hammond. Questa creatura illustra la capacità tecnologica del piccolo costruttore argentino trapiantato in Italia. Anche se la sua destinazione è la performance, lo stile non le fa difetto.
Il muso corto si contrappone alla coda longilinea, con abitacolo in posizione avanzata. La grinta è più forte rispetto alle sorelle minori. Sulla coda spicca il grande alettone, che serve ad assicurare un congruo carico deportante. Questo bolide è spinto con foga da 678 scalpitanti cavalli. Una potenza al vertice, fornita dal 12 cilindri Mercedes, opportunamente modificato per dare il meglio del suo repertorio. La coppia motrice è di 780 Nm.
Nessun dubbio sul fatto che il passaggio da 0 a 100 venga coperto in 3”4 e che la velocità di punta superi i 350 km/h. Ovviamente una proposta di così alto profilo velocistico non poteva deludere sul piano tecnologico. Infatti le doti dinamiche sono l’esatto specchio dell’esemplare progettazione. Ciascuno dei cinque pezzi avrà il cambio sequenziale al volante e una scocca in fibra di carbonio e titanio.
L’altro giorno vi abbiamo parlato della Bmw M3 Gts. Oggi, grazie alla segnalazione di Andreas Laszlo, siamo in grado di farvi vedere due video molto interessanti della nuova auto sportiva della casa bavarese, nata per soddisfare i bisogni dei clienti che amano la pista.
Questa belva, spinta da un motore di 4.4 litri, gode dell’energia di 450 cavalli, che muovono a passo spedito i 1.490 kg di peso. Gli interventi all’assetto, all’impianto frenate, all’aerodinamica e ad ogni altro fattore che concorre alle prestazioni alimentano la sua grazia dinamica. Buona visione.
L’esperto tester di Autocar ha provato in pista e su strada la nuova Ferrari 458 Italia, un’auto sportiva pronta a far sognare. Il modello è completamente nuovo, da ogni punto di vista: gruppo moto-propulsore, design, aerodinamica, handling, strumentazione e interfaccia uomo-macchina, solo per elencare alcuni aspetti.
Guardando questa creatura si riceve una tempesta emotiva di impagabile coinvolgimento. Un capolavoro? Certo. Un mostro di efficienza? Anche. Ma quello di cui ci si innamora è il piglio felino del corpo, che unisce stile, eleganza, grinta e funzionalità. La classica quadratura del cerchio, con i segni del futuro in un Dna legato alla tradizione.
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La passione per la bella guida spinge gli appassionati a cercare dei modelli particolari, qualche volta sconosciuti al grande pubblico. E’ il caso della GT3 Aero di Aeon, una barchetta inglese concepita per la pista ma suscettibile di impiego stradale, a condizione che si abbia una buona disponibilità a sopportare i limiti di un’auto così specializzata. Un prezzo che gli acquirenti saranno ben lieti di pagare, sull’altare delle emozioni che un simile oggetto è in grado di elargire.
Il suo punto di forza è nella leggerezza, favorita dalla carrozzeria in vetroresina con alettone in fibra di carbonio. Questo rivestimento, aerodinamicamente efficace, si sposa con un telaio tubolare in acciaio di vecchia scuola. Le sospensioni sono a quadrilateri deformabili, per assecondare la vocazione agonistica della vettura, che emerge già da ferma.
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Presto sbarcherà sul mercato una serie speciale della Nissan 370Z. La nuova variante della coupé giapponese guadagna un nome di grande effetto: Nurburgring Edition. Chiaro l’omaggio all’inferno verde tedesco, considerato da molti come il circuito più impegnativo del pianeta.
Con un riferimento così forte, la tempra sportiva diventa prioritaria. I tecnici hanno provveduto ad esaltarla, con interventi di alta chirurgia, orientati all’affinamento dei dettagli. Spunta un diverso assetto, dall’indole più graffiante, con regolazioni adeguate alla destinazione d’uso. I grandi pneumatici, da 255 all’avantreno e 285 al retrotreno, inquadrano vistosi cerchi da 19 pollici.
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La Bmw M3, nelle varie generazioni, è stata un’auto sportiva esaltante, nonostante l’aspetto a volte dimesso, come quello di questa vecchia serie, non molto diversa dalle versioni normali. Basta ascoltarne il rombo, tuttavia, per rendersi conto della sua vera anima. Grazie alla trazione posteriore e alla buona dotazione energetica prodursi in spettacolari derapate è un gioco emozionante per chi lo sa fare. Anche per il pubblico.
Inviateci i vostri “scatti in corsa“, foto belle, divertenti o bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardino ovviamente il mondo delle corse a 4 ruote (anche del passato!), all’indirizzo suggerimenti@motorsportblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome!
Dobbiamo ringraziare il nostro lettore Pierluigi Zironi per la segnalazione di questa splendida foto di una Lancia Fulvia HF che affronta in maniera disinvolta la curva di una speciale. Vedere in azione una vecchia auto sportiva della casa torinese così ricca di gloria trasmette una grande emozione, anche in una “semplice” prova rievocativa.
Inviateci i vostri “scatti in corsa“, foto belle, divertenti o bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardino ovviamente il mondo delle corse a 4 ruote (anche del passato!), all’indirizzo suggerimenti@motorsportblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome!