
Bridgestone conferma l’intenzione di lasciare la Formula 1 a fine 2010. Il costruttore nipponico, che paga gli effetti della crisi mondiale, ha deciso di cambiare il suo posizionamento strategico, puntando su strade non compatibili con l’impegno nel Circus. Solo qualora giungessero delle condizioni più favorevoli sul piano contrattuale potrebbe esserci un ripensamento.
Bernie Ecclestone assicura il suo personale impegno per mantenere la partnership, ma comprende lo scenario, quindi si guarderà intorno per valutare l’esistenza di possibili alternative. Allo scopo organizzerà una gara d’appalto. Poco credibile il ritorno di nomi storici come Goodyear e Michelin, più probabile l’ingresso di nuovi marchi dell’estremo oriente.
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Dopo le dichiarazioni di Bernie Ecclestone, che aveva confermato l’ingresso di Roma nel calendario iridato del 2013, si era temuto per le sorti di Monza. Poi il detentore dei diritti commerciali della Formula 1 aveva chiarito le cose, assicurando che il Gran Premio d’Italia sarebbe rimasto nella sua sede naturale e aprendo la speranza di una pacifica convivenza dei due eventi.
Ora arriva il passaggio che fa svanire ogni dubbio degli organizzatori brianzoli: la Sias, che gestisce lo storico autodromo lombardo, ha siglato un accordo con il patron del Circus per garantirsi lo svolgimento della tappa nazionale almeno fino al 2016. La paura che Roma possa sostituire Monza nel calendario agonistico viene quindi annullata. Prende sempre più piede, invece, l’ipotesi di due sfide mondiali in territorio italiano.
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Gli Stati Uniti sono fuori dalla Formula Uno ormai da anni, ma Bernie Ecclestone continua a cercare una soluzione per riportare il Circus negli Usa. Anche se l’esplorazione è ad ampio raggio, il circuito favorito resta l’Indianapolis Motor Speedway (IMS), come evidenziano alcuni recenti rapporti.
L’impianto ha ospitato i Gran Premi dal 2000 al 2007, ma la serie non ha riscosso un grande successo oltreoceano, facendo calare il sipario sull’appuntamento a stelle e strisce. Parlando della possibilità di riaccendere il collegamento, il gestore dei diritti commerciali della disciplina si è detto ottimista, dopo il recente cambio di management dell’autodromo.
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Dopo le dichiarazioni di Bernie Ecclestone, che ha confermato l’ingresso di Roma nel calendario iridato del 2013, si era temuto per le sorti del Gran Premio di Monza. Ora il detentore dei diritti commerciali della Formula 1 chiarisce le cose e apre la speranza di una pacifica convivenza dei due eventi.
Avere entrambe le prove sarebbe meraviglioso: la sfida della brianza per la storia agonistica, quella laziale per il fascino della Città Eterna, patrimonio dell’umanità, quindi non solo della penisola. Alla luce di ciò pare che l’orientamento sia quello, da noi auspicato, di sorvolare sul fatto che Roma ricade nel Belpaese, per evitare qualsiasi sostituzione o contrapposizione. Ecco cosa riferisce a tal proposito il presidente dell’Aci Enrico Gelpi:
“State tranquilli: il Gran Premio d’Italia di Formula 1 rimane a Monza”. E’ quanto mi ha assicurato Bernie Ecclestone, con il quale ho avuto un colloquio a margine del Consiglio Mondiale dello Sport riunito oggi in Bahrain. Le sue parole confermano quanto più volte ribadito dall’Aci: non è mai esistita la possibilità di scindere il binomio indissolubile tra Monza e il Gran Premio d’Italia. Ecclestone ha inoltre precisato che, secondo gli accordi con gli organizzatori della sfida di Roma, è escluso che alla gara capitolina possa essere assegnata questa titolazione.
Via | Aci.it
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Bernie Ecclestone conferma il Gran Premio di Roma per il 2013. Il detentore dei diritti commerciali della Formula 1 ammette di essere vicino al coronamento di un sogno speciale, quello di avere 20 appuntamenti nel calendario della disciplina.
Ecco le parole del patron del Circus, pubblicate dal magazine tedesco Speedweek: “La tappa sulle strade della capitale italiana è in programma per il 2013. Avremo 20 gare e le squadre saranno molto contente“. Ci auguriamo soltanto che non venga messo a repentaglio il futuro di Monza. L’ideale sarebbe una convivenza dei due eventi. I vertici del Circus dovranno prendere una decisione, auspichiamo che sia la migliore.
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Ecco le prime immagini della monoposto con cui la scuderia HRT F1 (acronimo di Hispania Racing Team) affronterà il campionato del mondo ormai alle porte. Ancora non si conoscono i dettagli tecnici dell’auto che, come abbiamo detto, sarà portata in pista da Bruno Senna e Karun Chandhok, secondo pilota indiano della storia del Circus. Il progetto del telaio porta la firma di Dallara, che non ha certo bisogno di presentazioni. La livrea è di colore grigio scuro, con dettagli bianchi e rossi. Al motore Cosworth tocca il ruolo di fornire la spinta.
Ricordiamo che l’avventura in Formula 1, iniziata sotto le insegne di Campos Meta, è ripartita dopo una preoccupante fase di stallo grazie all’intervento di Bernie Ecclestone, che ha coinvolto Colin Kolles, al quale è andata la direzione della squadra. Il controllo societario è nelle mani di Josè Ramon Carabante, già socio di minoranza ed ora proprietario assoluto del team. Adrian Campos, fondatore e vecchio azionista di riferimento, occupa un ruolo secondario. (Grazie aspirina455)
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Il team USF1 ha chiuso la sede di Charlotte. Pure il numero di telefono è stato disattivato. Il bluff giunge quindi al capitolo conclusivo. Gli uomini in servizio presso la factory, che attendono gli ultimi stipendi, sono stati chiamati a raccolta per salutare il sogno, anche se Ken Anderson promette la presenza nel Circus per il 2011.
L’uomo d’affari ha chiesto alla Fia di differire di un anno l’entrata in Formula 1. Ma ormai non resta niente di serio nel progetto di sbarco della squadra a “stelle e strisce”, che offre la conferma finale della sua inconstistenza.
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Il team USF1 avrebbe chiesto alla Fia di differire la sua entrata nel Circus al 2011. Si avvia alla peggiore delle conclusioni, quindi, l’avventura in Formula 1 della squadra a “stelle e strisce”. Dopo il proposito di scendere in pista a partire dal quinto round, la scuderia di Peter Windsor e Ken Anderson svela le carte, dando ulteriore conferma della sua inconstistenza.
I segnali, a dire il vero, erano già eloquenti, ma il quadro emerge oggi con maggior vigore. Bernie Ecclestone era stato tra i primi a rendersi conto dell’evoluzione dello scenario, esprimendo le sue perplessità sulla compagine. Ma dagli Stati Uniti arrivavano dei piccoli segnali, che miravano a creare una percezione diversa. Ora la verità si presenta senza veli di ipocrisia.
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Cambio nell’assetto societario della Campos Meta 1, che finisce nelle mani di Josè Ramon Carabante, già socio di minoranza ed ora proprietario assoluto del team. Adrian Campos, fondatore e vecchio azionista di riferimento, si dovrà accontentare di un ruolo secondario. La direzione della squadra va a Colin Kolles, che fissa un ulteriore tassello di un’operazione svoltasi sotto la regia di Bernie Ecclestone, preoccupato dalla prospettiva di una griglia sfoltita.
Fra i piloti dovrebbe esserci Karun Chandhok, mentre è in forse la presenza di Bruno Senna. A questo punto si può ipotizzare qualunque scenario. Carabante dovrebbe saldare presto i debiti con la Dallara, costretta a mettere in pista la monoposto sviluppata dai suoi tecnici solo a partire dall’appuntamento inaugurale del Bahrain. Pare improbabile, infatti, che la Campos prenda parte alla prossima sessione di test.
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Da USF1 giungono segnali contrastanti. Per diversi mesi si era parlato di una sua grande volatilità, ma la breve storia ammantata di mistero della squadra americana aveva guadagnato alcuni tasselli, per rassicurare la platea. Dopo l’annuncio del reclutamento di John Anderson come team manager, avvenuto a cura da Ken Anderson e Peter Windsor, erano iniziati a circolare nuovi elementi relativi allo sbarco nel Circus.
I redattori della rivista Racecar Engineering, dopo la visita alla factory di Charlotte, si erano sbilanciati, assicurando la partecipazione al primo Gran Premio stagionale del Bahrain. Da loro anche un’anteprima sul nome dell’auto: Type 1. Si era detto che l’esordio in pista sarebbe avvenuto a inizio febbraio, al Barber Motorsport Park dell’Alabama, con un modello a forte carica innovativa, capace di suscitare molte attenzioni.
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