
Carlos Ghosn esprime fiducia sulla capacità della Williams di riposizionarsi a un livello più congruo alla sua storia. Il presidente della Renault è convinto che il team di Grove possa risalire la china, recuperando una migliore collocazione nel quadro della Formula 1 attuale.
Il team britannico è uscito a mani vuote dal weekend indiano, nell’ambito di una stagione dove ha raccolto solo cinque punti in 17 gare. Questo non scoraggia l’equipe, determinata a mettersi alle spalle la fase poco felice che sta vivendo.
Diverse modifiche hanno interessato l’organigramma, ma anche il metodo di lavoro sarà cambiato. Una delle novità più importanti per il 2012 è il ritorno ai motori Renault. Ghosn pensa che ci sia spazio per dei miglioramenti: “Crediamo nel team Williams. La nostra fornitura di propulsori si lega anche alla fiducia sul potenziale della squadra, maggiore di quello messo in mostra negli ultimi tempi“.
Continua a leggere: Renault: "La Williams ha un grande potenziale"
Carlos Ghosn è stato recentemente in Russia per mettere a punto la partecipazione del 50% in AvtoVaz. Per l’occasione, il presidente della Renault ha portato con sé una monoposto, con cui ha fatto divertire l’amico Vladimir Putin. Dopo aver fatto pratica su altre vetture, il primo ministro russo si è seduto nell’abitacolo, ottenendo da un ingegnere della Régie le ultime istruzioni per l’uso, che hanno preceduto l’azione.
Putin ama l’avventura estrema e pure in questo caso ha voluto dimostrarlo, riuscendoci in modo dignitoso. Anche se si è avvitato in pista (per un colpo di gas eccessivo), non ha incontrato problemi al momento della partenza e nella gestione delle altre fasi, pur con l’asfalto umido. Certo, la sua era una “passeggiata”, ma tenendo conto delle difficoltà di gestione di un bolide a ruote scoperte, non è stato un cattivo test. L’esperienza si è svolta a San Pietroburgo, dove il premier ha iniziato a gustare le atmosfere del Gran Premio di Formula 1 che dovrebbe svolgersi a Sochi nel 2014.
Via | Siberianlight.net
In Formula 1 ci si interroga sul futuro della Renault. La prospettiva che tiene banco è quella di una possibile uscita dal Circus del costruttore francese, che si limiterebbe al ruolo di fornitore di motori. Al momento non è facile sbilanciarsi, ma in tanti sostengono che la casa d’oltralpe si stia guardando attorno, per cercare un compratore all’altezza della situazione. Dello stesso tenore sono i segnali che giungono da importanti membri del team.
Sul campo c’è pure un’altra prospettiva, quello di un radicale ammodernamento. Considerando anche l’eventuale permanenza, il ventaglio è quindi molto ampio, per questo ci sono visioni assortite, anche in seno alla squadra transalpina. L’ipotesi di ridursi al ruolo di motorista viene accreditata da “L’Equipe”, che oggi parla apertamente di questa possibilità. In attesa di conoscere le sue sorti, il team si è riorganizzato in forma provvisoria, per fronteggiare il vuoto nato dopo l’uscita di scena di Flavio Briatore e Pat Symonds.
Alcuni pensano all’ingresso di un partner che consenta la permanenza nel Circus. In questo filone si inseriscono le indiscrezioni sull’intervento di Gerard Lopez, che spiegherebbe la presenza di Ho-Pin Tung durante i test di Jerez. Il giovane pilota cinese fa capo alla compagnia Gravity, dove l’uomo d’affari sarebbe coinvolto. Negli ultimi giorni, però, Carlos Ghosn, presidente della Regié, si sarebbe incontrato con Bernie Ecclestone e avrebbe dato incarico a Bernard Rey di individuare un potenziale acquirente. La scelta, secondo i ben informati, sarebbe caduta su David Richards. Il nuovo team dovrebbe chiamarsi Prodrive Renault. Ma la notizia, spacciata per certa in queste ore, non è ancora tale.
Via | Eurosport.com

Il giornale tedesco Bild ha ripreso una notizia riportata dal quotidiano finlandese Turum Sanomat, secondo il quale alla Ranault sarebbe giunta un’offerta da un’azienda russa per rilevare il 40% del team di Formula 1. La casa francese starebbe consideranno la proposta, anche alla luce del bisogno di avere in tempi stretti una disponibilità liquida di 30 milioni di euro da destinare al programma nel Circus.
I vertici della Regiè, che nelle scorse settimane si erano riuniti per valutare l’impegno nelle corse, avevano annunciato che ogni decisione sul futuro nei Gran Premi sarebbe stata comunicata entro dicembre. Quindi c’è ancora tempo per analizzare il quadro. Tre le ipotesi al vaglio: restare come costruttore, proseguire solo come fornitore di motori o uscire di scena. Adesso se ne aggiunge una quarta: cedere una quota di partecipazione.
Continua a leggere: F1, Renault valuta una cessione parziale del team
In questo momento nella Formula 1 regna l’incertezza. Dopo l’abbandono della Toyota in molti temono l’addio della Renault, che potrebbe far perdere un altro pezzo importante al mondo dei Gran Premi. La casa francese ha convocato nelle scorse ore una riunione operativa, per approfondire il caso e valutare le prospettive future.
Tre le ipotesi al vaglio: restare come costruttore, proseguire solo come fornitore di motori o uscire di scena. Quest’ultima è la prospettiva più temuta dagli sportivi, ma anche da chi gestisce le sorti della categoria. L’amministratore delegato Carlos Ghosn non si sbilancia e rimanda al futuro prossimo: “Bisogna avere pazienza. Prima della fine dell’anno annunceremo la nostra strategia rispetto alla partecipazione di Renault“.
Continua a leggere: F1, Renault. Ghosn: "Ritiro? Decisione entro fine anno"

Mentre cresce la schiera di quanti riconoscono la responsabilità di Flavio Briatore e Pat Symonds sull’incidente di Nelson Piquet Junior al Gran Premio di Singapore 2008, studiato a tavolino per agevolare la rimonta di Fernando Alonso, si indebolisce la posizione di quanti, fino ad oggi, hanno espresso tesi di tenore diverso.
Ad alimentare la loro incertezza provvedono le parole criptiche di Patrick Pèlata, direttore generale Renault, che alla radio francese RTL ha dichiarato: “La nostra scuderia ha ritenuto che sia stato commesso un errore e questo richiama una sanzione“. Un’affermazione del genere lascia ipotizzare un’inchiesta interna dove la colpevolezza dei soggetti incriminati è emersa in maniera chiara.
Continua a leggere: F1, Renault delusa dal comportamento dei suoi uomini

La Renault rompe il riserbo per difendersi dalle dichiarazioni di Nelson Piquet junior, che accusa la casa francese di aver ordito la strategia di gara che portò all’incidente del brasiliano nel Gran Premio di Singapore dello scorso anno. Secondo il figlio d’arte, quell’urto contro le barriere fu studiato a tavolino, per sancire l’ingresso della safety car nel momento più fruttuoso per la rimonta di Fernando Alonso.
I vertici della Règie, però, non sono disposti ad accettare passivamente un simile attacco sul caso che verrà discusso davanti alla Fia il prossimo 21 settembre. Secondo loro lo svolgimento dei fatti sarebbe diverso e privo di dolo. Il team d’oltralpe e Flavio Briatore hanno quindi intrapreso un’azione legale in Francia contro Piquet Junior e Senior (che ha agitato le acque), per tentata estorsione e false allegazioni.
Continua a leggere: La Renault denuncia Piquet junior e senior

La Renault, per bocca del boss Carlos Ghosn, ha illustrato a un comitato parlamentare francese le ragioni che stanno spingendo la casa d’oltralpe a considerare la prospettiva di un abbandono della Formula 1. Oltre al tetto del budget e alla nuova impalcatura regolamentare, ciò che infastidisce i vertici della Régie è il metodo impiegato per distribuire gli utili commerciali del Circus.
Dice Ghosn: “Siamo noi a fare lo show, a portare tecnologia, motori, a ingaggiare i piloti, quindi siamo noi a fare tutto ed è necessario che gli introiti tornino a noi“. Quindi non è accettabile che le squadre non siano le principali beneficiarie di quanto il giocattolo riesce a produrre. Ovviamente il ragionamento non tocca il ritorno di immagine offerto dalla partecipazione ai Gran Premi, ma si limita a considerare la posta diretta.
Continua a leggere: Renault avvisa i fornitori: "Non garantiamo sulla nostra presenza dopo il 2009"
Flavio Briatore ha valutato, insieme a Carlos Ghosn (presidente del Gruppo Renault), il nuovo assetto da dare all’organigramma sportivo della casa francese per il 2009. Il manager italiano, infatti, vuole defilarsi dall’ordinaria amministrazione, per dedicarsi meglio al controllo della scuderia.
Dice Briatore: “Il mio ruolo non consisterà più nell’avere tutto sott’occhio. Ci sarà un direttore che ho già scelto e sarà incaricato della gestione quotidiana. Grazie a questo, potrò concentrarmi sugli aspetti più importanti“. Una scelta condivisibile, anche perché idonea a migliorare la qualità dell’impegno, grazie alla razionalizzazione delle energie.
Continua a leggere: F1: nel 2009 ci sarà un nuovo direttore alla Renault
Le prestazioni poco esaltanti espresse dalla Renault negli ultimi tempi potrebbero spingere gli osservatori a mettere in risalto un poco proficuo rapporto costi-benefici, sia sotto il profilo finanziario che sotto quello dell’immagine, per la squadra transalpina. Una valutazione che se venisse sposata dal consiglio di amministrazione potrebbe mettere in dubbio la permanenza in Formula 1.
Ma Carlos Ghosn, CEO del gruppo, smentisce una simile evenienza. Per il boss della Régie le difficoltà incontrate in queste due ultime stagioni non sortiranno il disimpegno dal Circus. Anzi, il big manager rilancia: “Stiamo lavorando per essere in grado di lottare di nuovo con i top team. Saremo qui a lungo“. Un ragionamento che spezza le gambe anche alle dichiarazioni di Max Mosley, che recentemente aveva paventato il rischio di un abbandono in massa da parte dei team, per una possibile crisi finanziaria nel mondo dei Gran Premi.
Continua a leggere: Ghosn: "La Renault resterà a lungo in Formula 1"