
Il Gran Premio d’Italia di Formula 1 avrà un sapore particolare per Michael Schumacher. Il sette volte campione del mondo, dopo molti anni, torna infatti a Monza senza indossare i colori della Ferrari, con cui aveva regalato tante gioie ai tifosi del “cavallino rampante”, presenti in Brianza più che altrove.
Le vicende legate a quel passato riaffiorano nella mente dell’asso di Kerpen, che vive con ansia l’arrivo della prossima tappa del calendario iridato: “A livello personale, non vedo l’ora di tornare a Monza, dove per anni sono stato sostenuto da un tifo caldissimo. Sarà una grande emozione“.
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Torniamo ancora una volta sulla Ferrari 250 Gto, con un bel video a bordo di un esemplare della “rossa” che ogni collezionista vorrebbe avere in garage. Il ridotto numero di esemplari e le quotazioni milionarie rendono però difficile il coronamento del sogno. Questa creatura è la sintesi del mito del “cavallino rampante”. Il suo mix di bellezza, prestazioni e fascino l’ha consegnata alla storia, facendola entrare più di ogni altra nel cuore degli appassionati.
I successi a ripetizione, l’armonia dei volumi, la potenza del 12 cilindri, la resistenza alla fatica e la sua musicalità meccanica hanno lasciato un segno indelebile nell’enciclopedia automobilistica. Averne una consente di accedere a un club molto esclusivo, i cui membri vengono accolti a braccia aperte nei più grandi eventi del mondo, siano essi concorsi, gare o raduni.
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Felipe Massa racconta le sue sensazioni dopo il Gran Premio del Belgio di Formula 1, che ha chiuso al quarto posto. Il pilota brasiliano della Ferrari ammette che i risultati del “cavallino rampante” sono stati inferiori alle aspettative nel circuito di Spa Francorchamps, rendendo più difficile la situazione nelle due classifiche.
Secondo il paulista non sarà facile recuperare il terreno perduto, ma la speranza è sempre l’ultima a morire. Adesso si presenta all’orizzonte la sfida di Monza, davanti al pubblico di casa. In Brianza gli uomini delle “rosse” dovranno fare il possibile per ridurre lo svantaggio dai rivali, ma non sarà affatto semplice.
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Oggi compie 63 anni Luca di Montezemolo, un uomo dalla storia vincente. Il numero uno del “cavallino rampante” nasce a Bologna il 31 agosto 1947. Si laurea in giurisprudenza all’Università di Roma nel 1971, per poi specializzarsi in Diritto Commerciale Internazionale alla Columbia University di New York.
Entra in Ferrari nel 1973, come assistente del Presidente e Responsabile della gestione sportiva, cogliendo due vittorie nel Campionato del Mondo di F1 con Niki Lauda nel 1975 e nel 1977. Nel 1991, dopo numerose esperienze professionali di alto livello (Gruppo Fiat, Cinzano, Azzurra, Italia 90), ritorna a Maranello, dove assume l’incarico di Presidente e amministratore delegato.
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La trasferta della Ferrari per il Gran Premio del Belgio è iniziata con la partenza da Maranello dei bilici con le due F10 destinate a Fernando Alonso e Felipe Massa. Gli uomini del team del “cavallino rampante” hanno lasciato l’Italia ieri pomeriggio alle 17, quando sono decollati alla volta di Liegi, con il classico volo charter utilizzato per le trasferte europee.
Prima che lasciassero la base, Luca di Montezemolo ha incontrato Stefano Domenicali e i vertici tecnici della Gestione Sportiva per fare il punto della situazione, alla ripresa dei lavori dopo la breve pausa di agosto. Al presidente sono state illustrate le novità tecniche, in particolare aerodinamiche, il piano di sviluppo per i prossimi appuntamenti e l’avanzamento nella progettazione della monoposto per il 2011.
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Anche per Fernando Alonso finiscono le vacanze estive. Riprende infatti il lavoro con la Ferrari, in vista del Gran Premio del Belgio di Formula 1, atteso per domenica sulla pista di Spa-Francorchamps. Qui il pilota spagnolo del “cavallino rampante” cercherà di ottenere il massimo, per dare altra consistenza alle sue ambizioni iridate.
La pista dove si svolgerà il confronto lo esalta, perché è la più bella del cartellone mondiale. Sulle Ardenne l’asturiano vuole guadagnare tanti punti, sapendo di poter contare su una “rossa” in evidente crescita. L’obiettivo è il successo, ma sarà il livello delle altre squadre a sancire con quante probabilità ciò possa accadere.
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Felipe Massa ha vissuto la pausa estiva nel suo paese, dove ha gustato il benessere tipico della vita familiare. Ora però le ferie sono finite, perché nel weekend alle porte si disputa il Gran Premio del Belgio di Formula 1.
Il pilota brasiliano si avvicina con fiducia all’evento, in un circuito a lui tanto caro. Difficile dire cosa faranno gli avversari, ma la Ferrari ha dimostrato di essere in fase di netta ripresa. Questo incoraggia in vista della sfida.
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La Ferrari 500 F2 è una delle monoposto più vittoriose della storia della casa di Maranello. Basti dire che ben sette sono i successi conseguiti nel Mondiale del 1952 e altrettanti nel Campionato del 1953, disputati con le macchine di Formula 2. A questi vanno aggiunte la ventina di vittorie raccolte dal bolide del “cavallino rampante” nello stesso biennio, in competizioni non titolate.
Alberto Ascari, alla guida della fenomenale monoposto, conquista il Campionato Mondiale Conduttori in entrambi gli anni, aggiudicandosi sei gare nel ’52 e cinque nel ’53 e agevolando così la conquista dei due allori Marche per la Casa di Maranello.
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La Ferrari risponde alle accuse che Niki Lauda ha indirizzato alla casa del “cavallino rampante” per la gestione del muretto, con riferimento al sorpasso di Fernando Alonso su Felipe Massa nelle fasi finali del Gran Premio di Germania di Formula 1, quando il brasiliano rallentò, aprendo le porte al sorpasso del compagno di squadra.
All’ex pilota austriaco, infastidito dalla condotta degli uomini di Maranello, questi rispondono a stretto giro di posta, con lo stesso linguaggio colorito usato dal loro “accusatore”. Per farlo usano il sito ufficiale dell’azienda italiana, con un post dal titolo eloquente, che lascia spazio a molte riflessioni, lasciando velatamente intendere qualche giovamento ottenuto in passato da Lauda grazie ai giochi di squadra.
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In preda a un grave dissesto finanziario, nel 1955 la Lancia cede il suo reparto corse alla Ferrari. Per il Commendatore è una bella rivincita nei confronti dell’azienda torinese, che aveva “osato” sottrargli gloria e piloti. La vettura di quel periodo è la “D50”, derivata da un progetto Lancia datato 1954 e firmato dall’ing. Vittorio Jano, vecchia conoscenza di Ferrari dai tempi dell’Alfa.
La Scuderia del “cavallino rampante” interviene sul modello, perfezionandone l’insieme ed adattandolo alla filosofia di casa, con modifiche curate dallo staff tecnico interno (guidato da Bellentani e Fraschetti), ben coadiuvato da un prezioso consulente: lo stesso Jano, in forza a Maranello per l’occasione.
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