Praticamente normale amministrazione. La ricerca quasi ossessiva del giro veloce in gara mostrata da quel cannibale di Sebastian Vettel nell’ultimo GP corso in India non preoccupa la Red Bull. Secondo la squadra di Dietrich Mateschitz, il campione tedesco non corre rischi eccessivi in questa sua ricerca del record in quanto tale.
Chiaramente, ammette la Red Bull, un approccio più conservativo e prudenziale sarebbe più gradito, visto che Vettel ha fatto segnare il giro veloce all’ultima tornata della gara, poco dopo aver promesso al team che non avrebbe spinto quando non fosse stato più necessario.
Chris Horner, certo non contentissimo della faccenda, ha comunque riconosciuto che il campione è abbastanza intelligente da non mettere a repentaglio un risultato praticamente acquisito per un futile motivo. “Non ci ha chiesto il permesso di spingere al massimo fino all’ultimo giro perché sa che non glielo avremmo consentito. Abbiamo fatto del nostro meglio per contenerlo: siamo intervenuti sulla mappatura del motore e gli abbiamo tolto il KERS. A parte mettere una mucca in mezzo alla pista non c’era molto altro che potessimo fare”.
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La Red Bull si prepara ad introdurre importanti migliorie al suo KERS, che secondo la squadra dovrebbero risolvere i problemi incontrati finora dal dispositivo già a partire dalla prossime gare. Il KERS delle “lattine”, secondo i ben informati dela pit lane, sarebbe in grado di erogare circa 55 CV, contro gli oltre 80 dei sistemi adoperati da Ferrari e dalle monoposto motorizzate Mercedes.
La spiegazione è anche semplice e ragionevole: il dispositivo montato dalla RB7 è più piccolo di quello delle rivali, che non hanno vincoli dimensionali così rigidi come quelli imposti dalla vettura progettata da Newey. Senza dimenticare che il design estremo della monoposto ha comportato anche gravi problemi legati al surriscaldamento del KERS stesso.
Secondo Chris Horner, il sistema è ormai pronto per essere considerato affidabile, dopo aver dato prova di buona consistenza in Canada. “Ci stiamo ancora lavorando su parecchio, lo stiamo migliorando e abbiamo pronte soluzioni che ci aiuteranno molto già nelle prossime gare. Il fatto di aver potuto usare il sistema senza problemi durante tutta la gara in Canada rappresenta già un progresso rispetto a due mesi fa”.
Mark Webber ha recentemente espresso il suo auspicio di restare in Red Bull anche l’anno prossimo, e Chris Horner, commentando l’affermazione, ha reso noto che la posizione 2012 del pilota australiano verrà definita nel prossimo in un faccia a faccia tra i due. Il contratto di Mark, in scadenza a fine 2011, verrà ridiscusso -ed eventualmente rinnovato- nell’ultima parte dell’estate, secondo quanto riporta TheF1Times.
Il motivo di tanta attesa è che in Red Bull intendono valutare la competitività di Mark nei prossimi GP, dopo che le sue performance sono vistosamente calate rispetto al 2010, soprattutto per le difficoltà che il pilota sta incontrando nell’adattamento alle nuove gomme. “Sono stati corse solamente sei gare”, ha osservato Horner, a giustificazione delle tempistiche lunghe.
Il manager della squadra ha inoltre osservato che Webber si era lasciato andare a dichiarazioni che lasciavano preludere una sua volontà di abbandonare la F1, nel recente passato. “Volevamo verificare che avesse ancora la motivazione e il desiderio che ora mostra chiaramente di aver conservato. Ha avuto problemi di adattamento alle gomme, ma ne sta venendo a capo e noi siamo contenti di averlo nel team”, ha concluso Horner.

Come non dare ragione a Chris Horner quando definisce il “suo” Vettel “fenomenale”? E ancora: come altrimenti definire uno che su quattro gare ha fatto (quasi) tutto alla perfezione? Sebastian Vettel ha affrontato non solo l’impressionante GP di Turchia, ma tutta la prima parte di stagione, viaggiando su livelli irraggiungibili per tutti, tutti, tutti i suoi avversari.
Dalla pole al traguardo, Seb non ha fatto una piega e adesso si ritrova con un vantaggio in classifica iridata di ben 44 punti su Hamilton, il suo più diretto inseguitore. La fuga è cominciata ufficialmente, e se “gli altri” non corrono ai ripari, il 2011 prenderà una piega ben precisa prima ancora che ci si possa fare qualcosa.
Queste le parole di Horner: “La sua fiducia è altissima. Ha portato lo stato di grazia dell’ultima parte dell’anno scorso in questa stagione. Sta guidando in maniera fantastica e ora ha anche più esperienza. È il campione del mondo ma non sente la pressione e si sta divertendo: è in una forma fenomenale, capisce bene le nuove gomme, quanto può chiedere loro e come devono essere trattate. È semplicemente impressionante”.

Forse non se l’aspettava nemmeno l’establishment della Red Bull una prova così sopra le righe da parte di Webber in Cina: dopo le prime due gare, c’era chi lo dava già per spacciato, ma l’australiano ha guidato sopra i problemi ed è riuscito a trasformare una qualifica disastrosa (18° in griglia) in un terzo posto sul traguardo. E ora il signor Chris Horner afferma: “La performance di Shanghai darà la carica a Mark”.
“Penso questo risultato sia una gran cosa per il suo morale, soprattutto perché ha guidato benissimo. Ha avuto qualifiche difficili ma ha mantenuto la calma, non ha perso la concentrazione e ha disputato una bella gara. Insomma è andata alla grande per Mark: era quasi riuscito ad andare a podio in Malesia la scorsa settimana e ora l’ha raggiunto partendo da ancor più indietro nello schieramento. A inizio gara lottava con le Lotus, alla fine con le McLaren“.
Horner ha proseguito: “La strategia ha funzionato molto bene nel suo caso. Ha guidato una gran gara e ha avuto a disposizione tre set nuovi di gomme option per via dell’esito delle qualifiche. L’anno scorso avevi una sola cartuccia a disposizione, perché le gare di solito si affrontavano con un solo pit stop, mentre quest’anno ci sono molti scenari possibili”.

Chris Horner ha lodato le gomme Pirelli per il loro contributo determinante all’incremento dello spettacolo visto durante il Gran Premio della Malesia di domenica scorsa. La casa italiana ha saputo rispondere alla perfezione alle richieste di pneumatici che si degradassero più velocemente, portando fra l’altro il numero di pit stop verso una media di tre per gara. E favorendo una minore prevedibilità: prova ne sia l’arrivo quasi in volata tra Heidfeld e Webber per il podio.
Horner ha affermato che le gomme Pirelli hanno saputo trasformare una potenziale processione su pista asciutta in un GP imprevedibile con 55 sorpassi, il triplo della media di Sepang. “Certo, è complicato al muretto. Sintonizzarsi sulle frequenze radio dei box sarebbe un incubo per un controllore di volo, perché i team devono controllare la posizione in cui tornano in pista i piloti dopo il pit stop, il degrado delle gomme, oltre che scegliere la mescola giusta, il tutto per due vetture. La quantità di lavoro è colossale”.
“Bisogna essere flessibili: non sapevamo quanti stop avremmo affrontato, tre, quattro o cinque. Devi entrare in gara con la flessibilità necessaria a cambiare in corsa. Per noi il GP è stato molto intenso dall’inizio alla fine. “Abbiamo visto bei duelli, Alonso contro Hamilton (già, peccato che poi qualcuno troppo scrupoloso abbia deciso che i due siano andati oltre il regolamento…) o la rimonta di Webber, quindi penso che sia stata una domenica positiva per la F1 in una giornata che in altre condizioni avrebbe benissimo potuto vedere una gara statica”.

Il più delle volte, due galli in un pollaio sono troppi: la storia della F1 è piena di conferme al vecchio adagio. Eppure la prospettiva di vedere due talenti all’opera nella stessa squadra non smette di intrigare. Non appena le prime indiscrezioni su un possibile arrivo di Lewis Hamilton in Red Bull hanno cominciato a circolare, i media e il pubblico si sono galvanizzati. Lo stesso Chris Horner, numero uno del muretto, aveva accarezzato l’idea di fare il colpaccio, ma oggi ha ammesso che realizzare una prospettiva del genere è decisamente “difficile”.
“È difficile immaginare di poter gestire due piloti del calibro di Seb e Lewis sotto un solo tetto. Ci sarebbero i fuochi d’artificio, come durante la convivenza tra Hamilton e Alonso in McLaren“. L’affermazione di Horner è stata interpretata dal giornalista della BBC che lo intervistava, come un implicito ridimensionamento del talento di Webber. “Assolutamente no. Vettel e Webber sono a due punti molto diversi delle loro carriere e sono complementari l’uno dell’altro”. Salvataggio in corner o sincera convinzione?

Bluffa o la sua è una sincera presa di coscienza? Chi può dirlo, oggi. Fatto sta che Chris Horner, il team principal della Red Bull Campione del Mondo in carica è pronto a giurare che i favoriti per la vittoria in Australia, dove domenica si correrà il primo GP del 2011, sono gli avversari di Maranello. La Ferrari, secondo Horner, si presenterà a Melbourne un passo avanti rispetto alle monoposto di Milton Keynes.
“La Ferrari sembra molto forte e penso che in molti stiano sottovalutando la sua condizione attuale. Spero che saremo competitivi almeno quanto loro”, ha affermato Horner intervistato da Reuters. Il leader del muretto Red Bull si è poi soffermato sugli altri top team, affermando che, sebbene siano un gradino più in basso, anche McLaren e Mercedes possono rivelarsi due spine nel fianco.
“Alcuni team hanno mostrato una gran forma nei test: la Mercedes per esempio è migliorata molto ultimamente. Difficile invece è stabilire a che punto sia la McLaren in questo momento. Una cosa è certa: prima o poi saranno al top. Penso comunque che sarà difficile vedere una squadra dominare e prendere il largo nelle prime cinque gare di quest’anno”.
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Sebastian Vettel attira simpatie sempre maggiori, non solo per le qualità di guida, indubbiamente grandi. Il giovane pilota tedesco, fresco vincitore del Gran Premio di Cina di Formula 1, convince anche per il suo carattere, docile e disponibile. Dalla sua bocca non abbiamo sentito proclami di guerra o frasi altezzose, ma solo concetti semplici, improntati alla modestia.
Uno stile che piace, perché vicino ai gusti della gente. Anche i boss del Mondiale guardano con ammirazione a questo talento, capace di zittire le arroganze di alcuni rivali. Fra i suoi ammiratori c’è Bernie Ecclestone, convinto del suo valore, al punto da considerarlo in vantaggio sul campione del mondo in carica: “Credo che Vettel sia più bravo di Hamilton, anche se sarà il tempo a dirlo. Lewis è un grande, ma questo ragazzo…“.
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