Navigando su YouTube abbiamo scovato una carrellata di video interessanti, che ripercorrono diverse epoche e categorie dell’automobilismo da corsa. Sono dei cortometraggi molto gradevoli in alcuni spezzoni, che ci offrono emozioni a quattro ruote da vivere in tutte le sfumature. Tanti i piloti fissati nei fotogrammi, fra i quali: Niki Lauda, Mauro Nesti, Clay Regazzoni, Gilles Villeneuve e John Watson. Buona visione.
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Felipe Massa ha fatto debuttare in pista questa mattina a Jerez de la Frontera il telaio numero 282, secondo esemplare della F10. Di solito, le squadre di Formula 1 identificano con un numero progressivo i telai di ogni singolo modello delle monoposto schierate in pista durante la stagione, iniziando una nuova serie l’anno successivo.
La Scuderia Ferrari ha seguito questo metodo per i primi vent’anni di partecipazione al Campionato del Mondo ma ha poi scelto una strada diversa, preferendo identificare con un numero progressivo i telai senza interrompere la serie alla fine della vita del modello.
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Bernie Ecclestone è convinto che in Formula 1 manchino dei personaggi carismatici, in grado di affascinare per carattere e stile di vita. Questa lacuna rende impietoso il confronto col passato, quando nel Circus c’erano piloti con maggiore glamour, come Clay Regazzoni. La presenza di protagonisti dalla personalità più forte avrebbe effetti positivi sull’appeal della disciplina.
Così, almeno, la pensa il detentore dei diritti commerciali dei Gran Premi. Secondo lui ci vorrebbero dei testimonial più incisivi per aggiungere un tocco di magia all’ambiente. La sua mente corre subito ad alcuni calciatori, che sanno guadagnare la scena anche fuori dal campo. Ecclestone fa l’esempio di David Beckham, diventato un’icona per pubblicità e marchi di lusso.
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La Società di Mutuo Soccorso L’Unione di Bardalone (Pistoia), nell’ambito dei due mesi di festeggiamenti estivi del Comune, ha organizzato per le 21 di sabato 12 luglio, presso la sede del sodalizio, un tributo a Mauro Nesti, pluricampione italiano ed europeo delle cronoscalate.
La festa in onore del glorioso pilota, promossa dai suoi concittadini (visto che è nativo del paese incastonato lungo la strada che da Pistoia porta all’Abetone), vuole essere un momento per festeggiare un grande asso che nella sua lunga carriera, caratterizzata da 9 titoli europei, 17 campionati italiani e oltre 400 vittorie, ha dato un’immagine forte e dinamica alla Montagna Pistoiese, conferendo un valore unico all’automobilismo sportivo italiano.
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In questo foto d’annata si vede la partenza della 1000 km di Monza del 1972. La corsa si disputò il 25 aprile, in una cornice ambientale davvero difficile: un autentico diluvio si riversò sulla pista, senza lasciare un attimo di tregua dal primo all’ultimo giro. Ma la Ferrari 312 Pb, che godeva dei favori del pronostico, riuscì comunque a prevalere, con Jacky Ickx e Clay Regazzoni al volante.
Inviateci i vostri “scatti in corsa“, foto belle, divertenti o bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardino ovviamente il mondo delle corse a 4 ruote (anche del passato!), all’indirizzo suggerimenti@motorsportblog.it.
Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome!

Il 15 dicembre di un anno fa, in un incidente sull’autostrada del Sole, nel tratto tra Parma e Fidenza, il mitico Clay Regazzoni lasciava questo mondo. Con lui scomparve un uomo brillante, aperto e sorridente, lucido e determinato, sempre pronto a cogliere gli aspetti positivi della vita. Anche quando una disgrazia lo costrinse alla sedia a rotelle.
Nella sua lunga e splendente carriera, Regazzoni disputò 135 Gran Premi in Formula 1, vincendone cinque e pilotando la Ferrari per altrettante indimenticabili stagioni. Al volante della Rossa sfiorò il titolo mondiale nel 1974, andato ad Emerson Fittipaldi per soli tre punti. Seppe conquistare l’affetto dei tifosi e quello del Drake. Noi sportivi lo ricordiamo sempre con grande affetto.
Via | Ticinonews.ch

La sua presentazione risale alla fine del 1975, come evoluzione della vittoriosa “312 T”. Il suo debutto in gara è invece datato 1976, stagione che segna il suo esordio in occasione del Gran Premio di Spagna, quarto appuntamento della serie iridata. La monoposto si rivela presto efficace, come la progenitrice, ma il drammatico incidente accorso a Lauda nell’impegnativo tracciato del Nurburgring (che lo costringe a un ritiro forzato) pregiudica la stagione agonistica del driver austriaco, che porterà per sempre i segni dell’incendio che lo avvolse. A precludere l’affermazione nel Mondiale di quell’anno concorre anche il dibattuto ritiro al Gran Premio del Giappone, disputato su un circuito del “Fuji” pesantemente inondato da un diluvio di bibliche proporzioni. A fine campionato il titolo sfugge a Lauda per un solo punto: sarà Hunt ad aggiudicarselo!
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