Il video odierno ci porta sulla Nordschleife del Nurburgring a bordo della Caterham 7. Questa vettura replica le linee della Lotus Seven ed anche la filosofia è la stessa. Niente di strano, visto che il progetto è proprio quello. Caterham lo ha rilevato nel 1973 e da allora continua a dar corpo alla gloriosa creatura, sempre fedele a se stessa, ma con sottili aggiornamenti rispettosi del suo spirito.
Nell’abitacolo si respirano le atmosfere dei tempi passati, che fanno scattare emozioni di vecchia memoria. Basta varcare la soglia d’ingresso per scoprire un mondo legato alla tradizione più genuina. Prendere posto nei suoi sedili, rivestiti in pelle pregiata, richiede alcuni sacrifici. Anche questo concorre ad alimentare le suggestioni di un’esperienza unica e coinvolgente. Volendo si può optare per un telaio più grande, che accresce gli spazi vitali, ma non è la stessa cosa.
La posizione di guida è bassa, quasi come su una Formula 1. Basta allungare le mani per toccare il suolo. Anche in movimento il rapporto col manto stradale è ravvicinato, amplificando la portata delle prestazioni. Questa adiacenza trova riscontro nei comandi, diretti e precisi come quelli di un’auto da corsa. Un fatto che deriva dalla mancanza di dispositivi di assistenza, oggi imperanti anche fra le supercar.
Il Team Lotus conferma l’acquisto di Caterham Cars. Così il piccolo costruttore inglese di auto sportive, noto per la leggerezza delle sue opere, passa nell’orbita del gruppo di Tony Fernandes. Sarà un’occasione per espandere la presenza del marchio a livello mondiale, aumentando la famiglia di prodotti.
Queste le parole di Fernandes: “Caterham ha un posto unico, al centro dell’universo automobilistico. Oltre ad essere fieramente e fermamente britannico, ha una reputazione invidiabile sul piano delle prestazioni, della maneggevolezza e dell’eccellenza tecnica. Le automobili di questo brand sono rimaste fedeli alla filosofia ‘less is more’ di Colin Chapman e il DNA della Seven originale può ancora essere rintracciato nella gamma attuale“.
“Caterham -aggiunge l’uomo d’affari malese- è già un business di successo sul piano delle vendite in Europa, Giappone, Australia e Medio Oriente. Ora abbiamo tutti gli ingredienti per evolvere ulteriormente questo spirito e aprire nuovi orizzonti, con prodotti innovativi e una maggiore espansione a livello globale“. L’arrivo in famiglia del nuovo marchio potrebbe schiudere la porta a un altro nome della squadra di Formula 1 qualora la contesa con Lotus Group, rimessa all’Alta Corte inglese, dovesse veder soccombere Fernandes.
Via | Planet-f1.com

In questi giorni si è parlato del possibile arrivo nel 2011 del motore Renault sulle monoposto Lotus Racing. In attesa di averne conferma, possiamo dire con certezza che la squadra impegnata nel Campionato del Mondo di Formula 1 cambierà presto nome, diventando Team Lotus.
Un modo, questo, per rendere più forte il legame con la scuderia del mitico Colin Chapman. La cosa è ora possibile perché si è completato dal punto di vista legale il passaggio di proprietà dei diritti sul marchio Team Lotus dalla Ventures Ltd, di David Hunt since Team Lotus.
Via | Paddock.it
Ieri, nello show room della PB Racing di Bagnatica, si è svolta la presentazione della Lotus Cup 2010. Per l’occasione è stata svelata in Italia la Evora Cup. La conferenza stampa è stata condotta da Stefano d’Aste e Franco Bobbiese. I lavori hanno registrato la partecipazione di Chris Arnold (Technical Director of Lotus Sport) e Russel Gibbons (Senior Customer Support Engineer). Sono intervenuti inoltre Arturo Merzario, Bebbe Gabbiani e Gianni Giudici.
I responsabili della casa inglese hanno illustrato l’ultimo gioiello da gara, spiegandone le caratteristiche tecniche ed evidenziandone la versatilità. Con la Evora Cup si potrà partecipare nel 2011 al campionato dedicato, ma si potra anche gareggiare in classe GT4 nelle categorie Gran Turismo. Possibile scendere in pista nelle classiche gare Endurance e nei Trofei nazionali come la Lotus Cup Italia.
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Ecco le prime foto ufficiali della nuova Lotus Cosworth T127, presentata oggi a Londra. La monoposto sfoggia dei colori tradizionali, già anticipati dal logo della scuderia. L’auto sarà portata in pista da Jarno Trulli ed Heikki Kovalainen. I progettisti e gli uomini della squadra sono soddisfatti del lavoro svolto, ma le altre creature da Gran Premio sembrano più raffinate.
Il team principal Tony Fernandes illustra così le scelte grafiche: “Gli appassionati di F1 potranno riconoscere subito il classico abbinamento giallo e verde. Non vogliamo fingere di essere la Lotus del passato, ma siamo onorati di portare il nome e di farlo rientrare nel Circus all’inizio di un nuovo decennio di competizione. Il patrimonio sportivo e culturale della gloriosa azienda servirà da stimolo per ispirare e motivare i nostri uomini“.
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Jarno Trulli, Heikki Kovalainen e gli altri uomini del team Lotus saranno costretti a misurarsi non solo con gli avversari, ma anche col peso di un nome che ha scritto delle pagine indimenticabili nella storia dell’auto e dell’automobilismo. L’aggravio di tale incombenza è perfettamente chiaro a Mike Gascoyne, direttore tecnico della scuderia inglese.
Secondo lui la pressione sarà costante: “Quando si riporta in vita un nome come quello della Lotus in Formula 1 è inevitabile generare delle aspettative nei tifosi. E’ giusto così. Del resto io stesso sono cresciuto a breve distanza dalla gloriosa factory: far parte di questo team riveste per me un significato particolare“. Saranno le “radiografie” della stampa, però, a creare lo stress maggiore.
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Sembra una parodia di “Dieci piccoli indiani”, il romanzo di Agatha Christie pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel lontano 1939, ma la realtà è decisamente più seria. La Formula 1 continua a perdere pezzi importanti: in dodici mesi hanno annunciato il ritiro la Honda, la Bmw, la Bridgestone e, stamattina, la Toyota.
In cambio, per così dire, sono arrivate la Manor, la Lotus (il nome, solo quello, perché del team di Colin Chapman, Jim Clark e Ayrton Senna, tanto per citarne alcuni, non c’è poi molto altro), la USF1 e la Campos Meta. Dite che sia la stessa cosa? Basta essere in molti seduti a tavola? Mica tanto. Poi bisognerà vedere se l’anno prossimo in Bahrain la griglia di partenza della prima gara sarà così piena e quanti arriveranno alla fine dell’anno.
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Oggi vi presentiamo un video che racconta alcune cose della Lotus 99T. Questa monoposto, che segnò l’esordio delle sospensioni attive in Formula 1, sposava la filosofia innovativa della casa britannica, sempre in prima linea sul piano dell’evoluzione tecnica. Niente di strano per chi conosce la geniale personalità di Colin Chapman, fondatore del mito d’oltremanica. Anche dopo la dipartita di questo straordinario uomo la sua filosofia ha continuato a vivere, come testimonia il modello preso in esame.
La vettura, equipaggiata con motori Honda V6 sovralimentati, consegnò il successo ad Ayrton Senna nei Gran Premi di Monaco e Detroit del 1987. Si tratta degli ultimi due conseguiti nel Circus dal glorioso marchio inglese. Il sistema pneumatico intelligente, voluto da Ducarouge, scontò dei limiti sul fronte della messa a punto: un fatto comprensibile, vista la portata della novità. Poi debuttarono dei sistemi più semplici ed efficaci. Al bolide giallo da gara, Lotus ha dedicato nel 2003 una versione speciale della “Elise”, denominata, appunto, 99T.
Il marchio Lotus torna nel Circus, per la gioia degli appassionati. In realtà la scuderia non è proprio quella che avrebbero voluto i cultori del mito di Colin Chapman, perché nasce da una partnership con un gruppo imprenditoriale malese, ma le emozioni restano intense.
La monoposto britannica, che difenderà colori della 13ª compagine ammessa al prossimo Campionato del Mondo di Formula 1, è il frutto della fusione fra la stessa Lotus e il “1Malaysa F1 Team Sdn Bhd”. A spingerla provvederà un motore fornito dalla Cosworth.
Le linee sono quelle della Lotus Seven ed anche la filosofia è la stessa. Niente di strano, visto che il progetto è proprio quello. Caterham lo ha rilevato nel 1973 e da allora continua a dar corpo alla gloriosa creatura, sempre fedele a se stessa, ma con sottili aggiornamenti rispettosi del suo spirito. Nell’abitacolo si respirano le atmosfere dei tempi passati, che fanno scattare emozioni di vecchia memoria.
Basta varcare la soglia d’ingresso per scoprire un mondo legato alla tradizione più genuina. Prendere posto nei suoi sedili, rivestiti in pelle pregiata, richiede alcuni sacrifici. Anche questo concorre ad alimentare le suggestioni di un’esperienza unica e coinvolgente. Volendo si può optare per un telaio più grande, che accresce gli spazi vitali, ma non è la stessa cosa.
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