
La propulsione alternativa è il tema del momento nelle competizioni, in particolare nei prototipi dove la venuta dei diesel ha messo velocemente al mal partito i propulsori a benzina convenzionali.
Ma oltre alle varie tipologie di propulsione ibrida: spicca tra tutte quella messa a punto dalla Porsche, che sembrano ormai il futuro di tutti i grandi marchi, anche la propulsione completamente elettrica fa timidamente capolino.
Ci prova la Lola Dryson a portare in pista un prototipo elettrico sviluppato appunto da Lola Cars International e Drayson Racing Technologies, la sua sigla è B12/69EV e debutterà nell’apposito campionato Fia l’Electric Car Championship nel 2013.
Ma la vera novità è che probabilmente vedremo questo prototipo già nella prossima stagione nella ALMS dove disputerà se non tutte almeno alcune gare. Per la serie americana avere ai nastri di partenza un veicolo così innovativo è una occasione ghiotta, sia per il confronto tecnico, sia per il ritorno di immagine.

Anche se la Formula 1 di quest’anno ha offerto molti spunti per non annoiare, Jean Todt vuole accrescere ulteriormente lo spettacolo, combinando l’obiettivo con quello di un taglio dei costi, già ridotti significativamente negli ultimi tempi. Per ottenere il risultato occorre intervenire sul piano normativo, come intende fare il presidente della Fia, che illustra così le linee guida della sua gestione: “Miriamo al contenimento degli oneri delle squadre, al miglioramento dello spettacolo, all’applicazione di nuove tecnologie e alla ricerca di sinergie più forti tra sport e mobilità, per promuovere la sicurezza stradale nel mondo“.
Poi aggiunge: “I budget dei top team erano diventati ridicolmente elevati, ma sono stati diminuiti di circa il 30% su un periodo di tre anni. Bisogna fare ancora meglio“. Spostando il focus sul piano tecnico, Todt spiega in modo conciso i suoi propositi: “A partire dal gennaio 2013 ci saranno regole fondamentalmente diverse, in particolare a livello di motori, che terranno conto dell’evoluzione delle tecnologie. Oggi c’è un ruolo preponderante dell’aerodinamica, bisogna spostare gli investimenti altrove, in altri ambiti di ricerca più vicini a ciò di cui abbiamo bisogno“.
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Quando mancano pochi giorni al Gran Premio di Singapore di Formula 1, i piloti sono pronti al confronto agonistico nel piccolo stato insulare del sud-est asiatico. Jarno Trulli aspetta la sfida, che affronta con grande serenità: “Singapore è una gara unica per noi, si corre di notte ed è un’esperienza interessante. Spero di poter esprimere un buon livello di competitività, in virtù di alcuni miglioramenti alla macchina. Il team ha spinto tutta la stagione per introdurre nuovi componenti ed è bello averli, anche se il campionato volge al termine“.
La prudenza, in questi casi, è d’obbligo: “Non possiamo prevedere esattamente quanto ci saranno utili gli ultimi step, solo la pista ci darà una risposta“. In ogni caso l’abruzzese della Toyota si avvicina all’appuntamento con lo spirito giusto: “Sono ottimista, ma non dimentico la sfortuna dello scorso anno, quando un problema tecnico mi impedì di finire sul podio“.
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La rinuncia di Michael Schumacher a sostituire Felipe Massa al volante della Ferrari, per i noti problemi al collo accusati dal tedesco, è stata accolta con amarezza dai tifosi, ma anche dallo stesso campione, che si era speso al meglio per prepararsi alla nuova esperienza. Purtroppo il lavoro svolto non è bastato a risolvere il problema fisico, determinando la difficile scelta dell’asso di Kerpen.
Adesso Schumacher sarà costretto a seguire il Gran Premio dai box di Valencia, mentre al suo posto guiderà Luca Badoer. Il pilota italiano, che raccoglie l’abbraccio dei tifosi del Belpaese, è stretto fra due opposti stati d’animo: da un lato il dispiacere per l’impresa svanita dell’amico Michael, dall’altro la gioia per un sogno che prende forma.
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La Formula One Teams Association (Fota) ha accolto con piacere la conclusione della trattativa che ha portato alla firma del Patto della Concordia 2009, dopo il confronto serrato fra le parti dei mesi scorsi.
Sottoscritto da tutti i team di F1 (con la sola eccezione della Bmw Sauber), dalla Fia e dalla Formula One Administration (FOA), l’accordo stabilisce le linee guida commerciali e regolamentari per il Circus, garantendo la partecipazione delle squadre fino al termine della stagione 2012.
Continua a leggere: La Fota accoglie il Patto della Concordia e guarda al futuro

La schermaglia tra la Fia e la Fota continua, un confronto che poco centra con lo sport, ma centra invece con il potere politico ed economico, a spalleggiare i costruttori ribelli adesso è anche l’ACEA, l’associazione dei costruttori europei.
L’ACEA ha preso posizione dichiarando con un documento: “L’ACEA ritiene che la FIA ha bisogno di una gestione modernizzata e trasparente sia nei processi sia nei processi elettivi affinché le voci dei propri membri, del mondo dell’automobilismo sportivo e dei motoristi siano adeguatamente rappresentate.
Come si poteva facilmente ipotizzare, una volta archiviata la pratica del Gran Premio di Monaco, l’interesse della Formula 1 torna a focalizzarsi sulla querelle tra Fia e Fota, che nasce dalle divergenze sulle norme per il prossimo anno. Anche se ad oggi non è stato trovato un accordo, Max Mosley è fiducioso: “Sto facendo il possibile per raggiungere un’intesa. Spero che arriveremo ad una soluzione amichevole“.
Questo è quanto scrive il boss della Federazione ad Enrico Gelpi, presidente dell’Aci, che in una precedente missiva aveva espresso seria preoccupazione “per la degenerazione del confronto, specie con la Ferrari“. Una posizione condivisa anche dal governo italiano. L’ipotesi di una migrazione delle “rosse” verso altri lidi aveva messo in moto un meccanismo di difesa, con possibili ripercussioni nei rapporti con la Fia.
Continua a leggere: Mosley risponde a Gelpi: "Confido in una soluzione"
Bellissima segnalazione quella che ci inviato il nostro lettore Ryuk Shinigami: il sito Autoblog.com ha mostrato l’incredibile video qui sopra che mostra una battaglia tra una Viper GT3 e una Porsche GT3: che sono poi due delle protagoniste del mondo delle vetture da corsa più derivate dalla produzione stradale.
Se poi mettiamo che il confronto avviene al Nurburgring, pista che richiede rispetto, il confronto diventa ancora più interessante ed emblematico delle due vetture. Che sono molto diverse: da un lato la gloriosa stirpe della 911 su un percorso a lei quanto mai da caro e che interpreta magistralmente, e dall’altro la mostruosa Viper - più impacciata anche visivamente - il cui suono in pista pare arrivare dal diavolo.
La sensazione finale? Quella di giocare a Gran Turismo con la Playstation, ma terribilmente reale…
Il primo incontro (o round) di quello che è l’attesissimo confronto tra la Fia e la FOTA è ormai alle porte: nel primo pomeriggio i rappresentati delle Federazione internazionale e della Fota (l’associzione che riunisce i team di F.1) si riuniranno per discutere il futuro della F.1 e gli argomenti di discussione non mancheranno di certo.
Tanto che le possibilità che l’incontro sia decisivo paiono rare, e la sensazione è che sarà il primo di una lunga serie di appuntamenti per trattare eventuali soluzioni dopo i clamorosi annunci di questi giorni che davano per ufficiale il ritiro dal Circus per il 2010 di Ferrari e Renault. E visto il clima di aperta polemica parlare di tensione è quanto meno doveroso.
Intanto stamattina si è fatto sentire sull’argomento anche Michael Schumacher: l’ex iridato della Ferrari ha rotto il silenzio seguito alle polemiche per il suo ruolo al muretto del Cavallino, sostenendo in pieno la linea del suo ex team: “La appoggio totalmente, la Ferrari è una parte immensamente importante della F.1 che senza di lei diventerebbe una serie di seconda classe“.

Il tanto atteso incontro tra Max Mosley e i rappresentanti dei costruttori si svolgerà domani. Alla riunione prenderà parte anche Bernie Ecclestone, capo esecutivo del Circus, che cercherà di agevolare un’intesa tra Fia e Fota. L’opera di mediazione potrebbe rivelarsi fondamentale, viste le posizioni da guerra fredda delle parti coinvolte.
I team vogliono evitare il sistema a due velocità, ma contestano anche il modo di agire della federazione, sorda alle richieste degli interlocutori. Non piace neanche la riduzione del budget a un livello da saldo, che potrebbe trasformare la Formula 1 in una categoria minore. Vedremo cosa uscirà fuori dal confronto, il cui esito potrebbe stravolgere la geografia dei Gran Premi del prossimo anno.
Continua a leggere: Mosley e la Fota, con Ecclestone, domani attorno a un tavolo