
Oggi il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi esaminerà il ricorso presentato da Flavio Briatore contro la Fia, per tentare di ottenere l’annullamento della sentenza di radiazione emessa dal Consiglio Mondiale nei suoi confronti, dopo l’imputazione a suo carico dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. L’ex direttore della Renault chiede anche un milione di euro di danni e interessi.
Briatore è fortemente convinto che a ordire la trama contro di lui sia stato il presidente uscente Max Mosley, per fargli pagare dazio dopo gli attriti emersi fra i due, specie durante il tentativo di creare un campionato parallelo. Per i legali del manager italiano la squalifica del loro assistito violerebbe le leggi dell’Unione Europea e della Corte Europea per i diritti umani. I togati dovranno ora assumere delle scelte sul merito del provvedimento emesso dalla federazione.
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La stagione del Mondiale Rally è andata in archivio con il titolo l’ennesimo di Sebastien Loeb, l’interesse quindi è già verso il prossimo anno, e verso il futuro della specialità.
Nei mesi scorsi erano state rese note alcune anticipazioni del nuovo regolamento, mentre altri elementi verranno resi noti a dicembre, tra le novità, molte riguarderanno il format delle gare.

Flavio Briatore torna ad attaccare la Fia, dopo il recente comunicato della Federazione che legittima la sua radiazione argomentandola con la schiacciante maggioranza raccolta in sede di Consiglio Mondiale. Il manager italiano non ci sta: “La mia sospensione è il risultato di trattative segrete alla vigilia della cosiddetta udienza del 21 settembre scorso, dietro la quale la Fia sta cercando di trincerarsi“.
L’ex direttore del team Renault resta fermamente convinto che a ordire la trama contro di lui sia stato il presidente uscente Max Mosley, per fargli pagare dazio dopo averlo più volte contrastato, specie durante il tentativo di creare un campionato parallelo. Il caso è delicato e verrà rimesso al giudizio del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, che esaminerà le carte il 24 novembre. Per i legali di Briatore la squalifica del loro assistito violerebbe le leggi dell’Unione Europea e della Corte Europea per i diritti umani.
Via | Eurosport.com

Vi abbiamo riferito ieri delle ragioni che hanno spinto Flavio Briatore ad impugnere la sentenza della Fia, che lo ha radiato a vita dall’automobilismo sportivo per la vicenda dell’incidente di Nelson Piquet Junior nel Gran Premio di Singapore 2008. Il manager italiano crede di essere vittima di un complotto, ordito ai suoi danni dal nemico Max Mosley.
Anche le procedure seguite per arrivare al verdetto lo lasciano perplesso: a suo avviso sarebbero state condizionate dal personale desiderio di rivincita del presidente uscente dell’organo. La federazione non accetta l’analisi e fa sapere all’ex direttore del team Renault che la punizione a suo carico non è viziata da elementi distorsivi, ma scaturisce da un giudizio deliberato a schiacciante maggioranza dal Consiglio Mondiale, quindi in un quadro di ampia condivisione.

Flavio Briatore, dopo un lungo periodo di silenzio, torna a fare sentire la sua voce, per esprimere il forte disappunto sulla gestione della vicenda di Singapore 2008 da parte della giustizia sportiva, che si è tradotta in una sua radiazione a vita dall’universo Fia.
Il manager cuneese non ha peli sulla lingua: “La sentenza che mi ha estromesso è da annullare, perché viziata da un eccessivo accanimento nei miei confronti e dal desiderio di vendetta personale“. Chiaro il riferimento alla contrapposizione con Max Mosley, vecchio presidente della federazione.
A giudizio di Briatore, il Consiglio Mondiale non avrebbe rispettato regole e procedure, pur di escluderlo a vita dall’automobilismo da corsa. Questo atteggiamento gli produce un certo fastidio, anche perché si è risolto in un rilevante danno di immagine.
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L’allontanamento dal mondo delle corse di Flavio Briatore continua a far riflettere gli uomini della Formula 1. Dopo le reazioni a caldo, arrivano nuovi giudizi, frutto di un esame a più ampio raggio, che tiene conto della situazione nella sua globalità. In quest’ottica, la decisione del Consiglio Mondiale di radiare il manager italiano a tempo indeterminato viene ritenuta troppo severa da alcuni.
La pensa così anche Bernie Ecclestone che ritiene ragionevole un ricorso dell’ex team principal della Renault contro la dura sanzione nei suoi confronti. Anzi glielo suggerisce. Il boss del Circus ritiene che l’assenza di Briatore rappresenti una perdita per la disciplina: “Abbiamo bisogno di gente come lui. Secondo me ha pagato una decisione abbastanza dura. Non credo fosse necessario“.
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Con la prime due sessioni di prove libere, in programma venerdì, si accenderanno i riflettori sulla seconda edizione del Gran Premio di Singapore, unica tappa del mondiale di Formula 1 in notturna. A tenere banco è però la nota vicenda Renault, nonostante la sentenza emessa dal Consiglio Mondiale il 21 settembre scorso.
Giancarlo Minardi, dall’alto della sua esperienza, ha commentato ai microfoni di Minardi.it l’allontanamento di Flavio Briatore dal mondo delle corse, dichiarandosi indignato per il trattamento riservato all’ex Managing Director della scuderia francese: “Non è facile rilasciare delle dichiarazioni in merito ad un argomento così complesso, leggendo le notizie solamente dalla carta stampata, in quanto è molto facile cadere in errore“.
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Renault ha ritirato la denuncia contro Nelson Piquet padre e figlio per calunnia e tentata estorsione, effettuata prima che lo scandalo dell’incidente di Singapore 2008 prendesse la piega che tutti sappiamo. La squadra francese intende così mettere un altro tassello in quel processo di allontanamento dal clamoroso scandalo che ha avvelenato la Formula 1 degli ultimi tempi.
Nel team d’oltralpe si vuole completare l’opera effettuando ulteriori cambiamenti interni, per evitare che altre situazioni spiacevoli possano verificarsi in futuro. Tutto questo proprio nel momento in cui la Règie conferma l’intenzione di continuare a gareggiare. Intanto emergono altri dettagli sulla decisione del Consiglio Mondiale della Fia, che avvalarona le testi, sostenuta da molti, di una sentenza già scritta.

Anche Nico Rosberg esprime il suo punto di vista sul Gran Premio di Singapore 2008, che chiuse al secondo posto, dietro quel Fernando Alonso favorito dall’illecita strategia messa in atto dai box Renault: “La casa francese doveva essere squalificata, per via dell’imbroglio ordito dai suoi uomini. Il successo toccava a me“.
Dal pilota Williams giunge una bordata anche a Nelson Piquet Junior, uscito indenne dal processo del Consiglio Mondiale: “Ha ottenuto l’immunità in cambio della sua testimonianza sulla trama. Questo non riesco a capirlo, è implicato quanto Flavio Briatore e Pat Symonds, perché è quello che ha provocato l’incidente. Anche lui avrebbe dovuto essere sanzionato“.
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La Formula 1 torna a Singapore, dopo l’esordio dello scorso anno. Il Gran Premio sarà ancora una volta in notturna, per consolidare una scelta portata all’esordio nel 2008. Purtroppo i ricordi di quell’edizione si legano fortemente all’urto contro le barriere di Nelson Piquet Junior, ordito dai box Renault per agevolare la rimonta di Fernando Alonso. Un fatto biasimabile, lontano dallo spirito dello sport.
Quella scelta strategica è stata pagata a caro prezzo da Flavio Briatore che, dopo le dimissioni dal team, è stato radiato a tempo indeterminato da ogni ambiente collegato alla Fia. La punizione del Consiglio Mondiale tronca senza appello il futuro nel Circus del manager italiano, per il quale si prospettavano ruoli importanti nelle strutture di governo della disciplina. Più tenue, ma sempre severa, la condanna inflitta all’ingegnere capo Pat Symonds, squalificato per cinque anni, contro i due (con la condizionale) della casa francese presso cui operava.