
E’ brutto e fin quasi triste da dire, ma la incredibile vittoria di questa domenica in questo caso non è servita a nulla: esattamente il giorno dopo la grande festa, ieri quindi, la Brawn Gp ha annunciato 270 licenziamenti nel suo team. Una decisione drastica e già programmata in quando necessaria, ma che inevitabilmente suona come una beffa arrivando proprio il giorno dopo la gara che ha consacrato a livello mondiale una scuderia sull’orlo del baratro.
Ma prima di “scandalizzarsi” c’è da guardare in faccia la realtà. E se i risultati sportivi possono essere sorprendenti, quelli economici no: il progetto di Ross Brawn prevedeva fin dall’inizio una gestione meno faraonica dell’ex team Honda e quindi nel progetto presentato alle banche per i vari prestiti necessari all’acquisizione della scuderia c’erano già sostanziosi tagli, come quello di dimezzare i dipendenti.
E poichè la parola era stata data, ad oggi la decisione dei tagli non era di certo modificabile, vittoria o non vittoria, anche se questa situazione pesa (e molto) anche alla Brawn, come racconta Nick Fry: “E’ molto spiacevole doverlo fare, ma dipende dal mutamento delle regole tecniche perché siamo circa 700 al momento e abbiamo parlato con lo staff di scendere a 430“.
Continua a leggere: Brawn GP: prima la festa, ma poi i tagli: 270 licenziamenti

La Fota prosegue nel suo lavoro di proposte per riorganizzare la massima formula, in particolare per abbattere i costi, ma non manca qualche divergenza tra i vari team.
A creare contrasti è la proposta di limitare l’utilizzo delle gallerie del vento, cosa che ha fatto infuriare Frank Williams, il quale considera ciò un paradosso.
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La Formula One Teams Association (Fota), che riunisce i costruttori del Circus, ha elaborato in questi ultimi mesi delle proposte finalizzate alla riduzione dei costi del “giocattolo” agonistico, troppo dispendioso per la congiuntura attuale.
Le squadre, dopo diversi incontri, hanno trovato un’intesa su alcune misure guida, la cui applicazione potrebbe rivelarsi benefica per i bilanci aziendali. Il pacchetto elaborato diventerà di pubblico dominio il 5 marzo, giorno scelto dall’organismo per indire una conferenza stampa sul tema.
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Alla scadenza naturale del suo contratto con la Renault, il gruppo ING interromperà la partnership con la casa francese, per lasciare il mondo della Formula 1. Anche questa scelta è il risultato della crisi economica mondiale, che sta infestando i bilanci delle aziende, con gravi implicazioni sul fronte occupazionale.
La società olandese, che non ha passato indenne l’uragano finanziario, sarà costretta a tagliare 7 mila posti di lavoro e ad incidere pesantemente sulle voci di spesa, per ammorbidire l’urto della difficile congiuntura sui propri conti e sulla stessa sussistenza della compagnia.
Continua a leggere: La Ing lascia Renault e Formula 1 alla fine dell'anno

I boss della IndyCar vogliono dare una boccata di aria nuova al loro mondo, non solo attraverso inediti provvedimenti regolamentari, ma anche con l’apertura a nuovi motoristi, per rompere il monopolio della Honda. La casa nipponica resterebbe comunque tra i fornitori coinvolti. Gli altri marchi che potrebbero fare il loro ingresso sono Porsche, Volkswagen, Audi e Fiat. I primi tre appartengono alla stessa galassia, quindi la decisione finale sarà vagliata congiuntamente.
La casa italiana, invece, potrebbe decidere di partecipare con il brand Alfa Romeo, in vista del suo sbarco negli Usa. Tutte le prospettive restano comunque aperte. I costruttori interpellati dovrebbero fare il loro debutto nella serie fra il 2011 e il 2012. Prima di assumere una decisione, le case hanno incontrato i vertici della IRL, per approfondire le novità in arrivo. Una delle più evidenti è l’adozione di propulsori a quattro cilindri da due litri, dotati di iniezione diretta e sovralimentati con turbocompressore.
Continua a leggere: IndyCar: anche la Fiat interessata alla fornitura

Il kERS questo strano artifizio per il recupero dell’energia continua a suscitare perplessità, oltre a quelle di carattere economico, ricordiamo che ha avuto costi di sviluppo notevoli per tutte le squadre, suscita ancor più perplessità nei tecnici.
I quali non sono ancora del tutto convinti della sua utilità e funzionalità, tante che molti team inizieranno il campionato senza questo artifizio.

In fondo era inevitabile, se la ricca e famosa sorella maggiore Formula 1 tira la cinghia, anche la serie cadetta FIA, la GP2 non può che seguire il passo e adeguarsi alla sitazione economica mondiale. Ed infatti molto presto anche in GP2 si andrà al risparmio.
Un destino prevedibile oltretutto, visto che questo campionato quando nacque nel 2005 aveva fra i suoi scopi quello di tagliare i costi di gestione delle vecchie Formula 3000, ma da questo punto di vista l’obiettivo è decisamente fallito.
E la dimostrazioni sono i conti, che dicono come cinque anni fa correre con una F3000 costava all’incirca 750.000 dollari a stagione per un team medio; mentre nel 2005, comprese le spese per l’acquisto delle nuove monoposto, si è schizzati alla ragguardevole cifra di 1.300.000 dollari.
Continua a leggere: Anche la GP2 si prepara a tagliare le spese

La Formula 1 continua a studiare delle strategie che possano ulteriormente ridurre i costi del giocattolo, per evitare che il Circus prenda la strada di un declino senza vie d’uscita. Per questa ragione l’esecutivo della Fota si è dato appuntamento a Heathrow, Londra, dove sono state messe a fuoco alcune proposte sul breve e medio periodo.
Un accordo è stato trovato sulla limitazione dei test aerodinamici, ma questa tendenza era già nell’aria. Più sintomatica della svolta al risparmio è invece l’intesa sulle trasmissioni, il cui sviluppo verrebbe congelato nel 2010-2012, con delle soluzioni a basso costo, che dovrebbero ridurre l’impegno finanziario a 1.5 milioni di euro a stagione. La durata di questi cambi potrebbe essere estesa a sei gare.
Continua a leggere: La Fota lavora a pieno ritmo sulla riduzione dei costi

Se la Formula 1 si è data un nuovo profilo regolamentare per limitare i costi, il mondo dei rally non sta certamente a guardare. Anche in questa disciplina il vento della crisi economica fa sentire i suoi effetti, spingendo i vertici della Fia ad adottare delle misure di contrasto, per imbrigliare i costi.
Il Consiglio Mondiale dell’organo ha ratificato le novità regolamentari che entreranno in vigore nella stagione 2010. Da quell’anno partirà la rivoluzione delle Wrc basate sulle S2000. Queste ultime, dopo l’applicazione di un apposito kit, diventeranno infatti la base delle nuove World Rally Cars.
Continua a leggere: Mondiale Rally: dal 2010 le Wrc saranno basate sulle S2000

L’abbandono del Team Honda ha innescato una reazione a catena, tanto da alimentare voci di altri illustri ritiri: addirittura la BMW.
Per fortuna le voci sembrano infondate, e un alto dirigente della casa tedesca Klaus Draeger ha rassicurato con le sue dichiarazioni: “Ci dispiace per quello successo alla Honda, Il nostro impegno in F1 fa parte della strategia dell’intero gruppo.
Non c’è nulla di meglio della F1 come piattaforma per dare massimo risalto al nostro brand“.
Continua a leggere: Formula 1: falso allarme, la BMW non molla