Parte con nuovi spunti di interesse, diverse polemiche e grandi interrogativi la stagione di Formula Uno 2009. La fase di preparazione è stata segnata dalle radicali modifiche ai regolamenti, che hanno spinto alcuni tecnici verso soluzioni sul filo della legalità, contestate dai rivali. Molto complessa la gestazione del Kers, come pure la dialettica fra la Fota e la Fia, la cui telenevela di sgambetti e veleni sembra non voler finire.
Tutto questo in un quadro di crisi economica che si è fatta sentire pesantemente nel Circus, con vittime illustri come la Honda. Dalle sue ceneri è nata la Brawn GP, il cui prodotto ha gettato scompiglio nell’ambiente per la qualità delle prestazioni espresse. In molti contestano il suo estrattore, lasciando profilare ulteriori diatribe.
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Nuove regole imposte a pochi giorni dal via, polemiche, mal contenti. La FIA da una parte e la Fota dall’altra, senza che ci sia mai un vero dialogo e soprattutto la voglia di costruire insieme: è questa la paradossale situazione che la Formula 1 sta vivendo, nonostante un lungo inverno a parlare di miure anti crisi economica e della voglia di migliorare insieme il circus.
Ma alle alte sfere del potere sembra che non ci sia in realtà alcuna voglia al dialogo, e le ultime incredibili modifiche regolamentari decise dal Consiglio Mondiale sono arrivate come un fulmine a ciel sereno con il rischio di rompere definitivmente i già poco solidi equilibri di questi tempi nella massima serie dell’automobilismo.
Con conseguenze che potrebbero essere molto pesanti. Ed a riguardo è uscito sul Sole24ore nella sezione Sport un articolo molto interessante, che mette in luce una situazione tutt’altro che positiva. Articolo che vi riproponiamo integralmente qui di seguito e che vi invitiamo a leggere e commentare. Ma anche a giudicare nel nostro sondaggio.
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La crisi economica “ammazza team” potrebbe avere qualche risvolto anche piacevole. Almeno per qualcuno, come raccontano alla Williams in vista di questo mondiale 2009: e allora per un momento divertiamoci a sognare un po’, immaginando che la crisi alla fine si rivelasse una formidabile arma per rilanciare una scuderia che da 5 anni non scala il gradino più alto del podio (Brasile 2004, successo di Juan Pablo Montoya).
Perchè sir Frank ed i suoi - nonostante mercoledì scorso la Royal Bank of Scotland ha annunciato che da fine 2010 lascerà il team di Grove: decisione inevitabile considerato le perdite record dell’ultimo esercizio - cercano di spegnere ogni preoccupazione sul futuro
Ed anzi ne parliano positivamente: “Due anni fa abbiamo contratto un debito con le banche senza il quale non saremmo stati in grado di tenere il passo con le scuderie di vertice. Ma ora stiamo rientrando e col taglio dei costi non dobbiamo procedere ad altre esposizioni finanziarie“.
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La Fia ha annunciato che presto svelerà le radicali misure studiate per ridurre i costi della Formula 1 e rendere più agevole l’ingresso di nuovi team. Il Consiglio Mondiale discuterà le proposte il 17 marzo, per ratificarle prima dell’avvio delle danze, previsto in Australia. Gli interventi cercheranno di richiamare nuove formazioni nel Circus, già a partire dal 2010.
L’obiettivo è quello di bloccare l’emorragia, invertendo una tendenza molto pericolosa. Secondo i responsabili della federazione, le nuove regole aiuteranno a rimpinguare la griglia di partenza, scongiurando il rischio di altri abbandoni, sia sul fronte dei costruttori che degli sponsor. Con il pacchetto elaborato, si conta di ammortizzare gli effetti della crisi economica, che non ha risparmiato il mondo dorato delle corse.
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E’ già tutto pronto per la 24 Ore di Le Mans 2009, gara che a dispetto della crisi economica continua ad esercitare il proprio fascino ed a richiamare sempre più iscritti. Tanto che gli organizzatori, ovvero l’Automobile club de l’Ouest, fanno sapere sono state depositate 82 domande d’iscrizione, una dozzina in più rispetto al 2007 e quasi pari al 2008 (erano state 88).
Ma i posti disponibili sono però 55, per cui è stata effettuata una selezione che portato all’elenco partenti ufficiali che vedete qui sotto, comprensivo di 10 riserve.
In compenso, come è possibile notare guardando la entry list, oltre la metà delle domande riguarda le categorie “maggiori”, ovvero LMP1 o LMP2.
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E’ grazie alla segnalazione del nostro lettore GiulianoG che vi mostriamo il video qui sopra con le immagini della presentazione ufficiale dagli studi di SPEEDtv a Charlotte (North Carolina) - con un evento a metà tra la conferenza stampa e lo show televisivo - del team USF1, che punta a entrare in Formula 1 a partire dal 2010.
Il progetto, che vede Ken Anderson nel ruolo di leader e Peter Windsor in qualità di direttore sportivo, sembra partire con grandi aspettative e ambizioni, come ha spietato lo stesso Anderson: “Usufruiremo di infrastrutture eccellenti e delle risorse tecnologiche di questa zona.
Abbiamo più alternative di chiunque altro al mondo… banchi prova, specialisti di software e hardware, la migliore galleria del vento esistente. La maggioranza dei team utilizza programmi di simulazione realizzata negli Stati Uniti”.
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Nel mondo dell’automobilismo non sono rari gli screzi o le polemiche fra i protagonisti, specie ai livelli più alti. Al fatto concorrono le rivalità agonistiche, gli interessi economici e le manie di protagonismo di alcuni personaggi, ma anche delle rivendicazioni di merito più o meno giustificabili. A questa fattispecie sembrano appartenere le esternazioni di Tony Teixeira, che ha accusato Bernie Ecclestone di “plagiargli” le idee.
Il presidente dell’A1GP è convinto che la progressiva tendenza alla standardizzazione delle componenti voluta dai vertici della Formula 1 renda il Circus una sorta di imitazione concettuale della sua disciplina. Questo gli procura un certo fastidio: “Invece di copiare tutte le nostre idee, è sufficiente che acquistino la nostra categoria. Capisco la crisi economica, ma in Formula Uno si utilizzano le stesse gomme e alcuni componenti elettronici, senza contare che in futuro lo stesso Ecclestone vorrebbe un telaio e motore unico per tutti i team“.
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La crisi economica non fa solo vittime fra gli sponsor e le scuderie. Anche gli organizzatori dei Gran Premi sono costretti a misurarsi con la carenza di risorse, che impone tagli e razionalizzazioni.
Per questa ragione i promotori della sfida della Malesia hanno deciso di rinunciare alla gara in notturna, che avrebbe comportato costi per l’illuminazione “proibitivi” per i paramentri della congiuntura attuale.
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Alla scadenza naturale del suo contratto con la Renault, il gruppo ING interromperà la partnership con la casa francese, per lasciare il mondo della Formula 1. Anche questa scelta è il risultato della crisi economica mondiale, che sta infestando i bilanci delle aziende, con gravi implicazioni sul fronte occupazionale.
La società olandese, che non ha passato indenne l’uragano finanziario, sarà costretta a tagliare 7 mila posti di lavoro e ad incidere pesantemente sulle voci di spesa, per ammorbidire l’urto della difficile congiuntura sui propri conti e sulla stessa sussistenza della compagnia.
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E’ un momento difficile per il portacolori azzurro Marco Melandri impegnato nella massima serie delle 2 ruote, la MotoGP. “Macio” infatti si è visto appiedare dal suo nuovo team, Kawasaki che ha deciso causa crisi economica di uscire dalle competizioni, a pochi giorni dal via della stagione 2009 ed a tutt’oggi non è ancora certo il suo futuro.
Ma il giovane pilota motociclistico sta cercando di reagire al meglio durante questo momento difficile, e tanto per non pensarci troppo, il ravennate si farà la sua reazione di 4 ruote (secondo un copione ormai caro a molti piloti della MotoGP) prendendo parte al terzo round delle Speedcar series in programma questo weekend (12-14 febbraio) sul circuito di Losail, in Qatar.
Melandri correrà assieme all’ex F.1 Heinz Harald Frentzen in un parterre ricco di grandi ex: da Jean Alesi a Johnny Herbert, passando per Jacques Villeneuve, Stefan Johansson, Gianni Morbidelli, Vitantonio Liuzzi.
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