
La Fia assisterà gli esperti della IndyCar Series nell’indagine sull’incidente che ha portato alla morte di Dan Wheldon. I responsabili della categoria vogliono risalire alle cause della terribile carambola che si è verificata nel corso dell’unicesimo giro della sfida di domenica sull’ovale di Las Vegas.
In una dichiarazione ufficiale degli organizzatori della serie americana si legge quanto segue: “La sicurezza dei nostri piloti, dei loro staff, del personale in pista e degli spettatori è la nostra preoccupazione principale. Come parte del protocollo standard di sicurezza, è stata lanciata un’investigazione completa, con l’assistenza dell’Automobile Competition Committee of the United States e della Federation Internationale de l’Automobile, per determinare i fattori all’origine del drammatico fatto“.
“Speriamo -prosegue la nota- di avere dei risultati preliminari in tempi abbastanza rapidi. Intanto è inappropriato fare ulteriori commenti, quindi attendiamo l’esito dei lavori della squadra di specialisti“. Per evitare ogni rischio, i manager della IndyCar hanno cancellato i due giorni di test del team Ganassi con Dario Franchitti, pianificati per questa settimana a Las Vegas con la Dallara 2012.
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Will Power conquista la pole sull’ovale di kentucky, e nel momento decisivo per la conquista del titolo l’australiano si mette in una posizione di forza per la vittoria in gara e quindi per l’agognato titolo Indycar.
Per contro il suo diretto rivale Franchitti proprio nel momento in cui doveva dare il massimo non va oltre la undicesima posizione, lasciando presagire una gara e un finale di campionato tutto in salita per lui.
Tra i malmessi anche i compagni di Power del Team Penske, Casroneves 16^ e Briscoe 18^, ad affiancare Power in prima fila sarà Graham Rahal, mentre la seconda fila è occupata da James Hinchcliffe e Ed Carpenter.
Guai per Dan Wheldon, dovrà partire dal fondo per una irregolarità riscontrata sulla sua vettura, bene invece le ragazze, con Simona De Silvestro e Danica Patrick in 12^ e 13^ posizione.

Dario Franchitti ha combinato un bel guaio a Motegi, ha buttato alle ortiche la sua gara e compromessa anche quella dei compagni Rahal e Kimball e anche di Briscoe, tutto per una sua sconsiderata manovra.
Franchitti paga il suo errore anche con la perdita del primo posto in campionato, che con sole due gare dal termine ed un Will Power sempre più determinato non è una cosa da poco.
Ma almeno Dario riconosce il suo errore (cosa non molto comune tra i piloti) lo Scozzese sa di averla fatta grossa e di aver compromesso il lavoro della sua squadra, vediamo le sue parole: “L’incidente è stato totalmente un mio errore. Avevo fatto uno straordinario lavoro per risalire dalla nona posizione alla quinta, risparmiando carburante per tutta la prima parte di gara.
“Ho fatto una mossa azzardata al restart, pensavo che c’era spazio all’interno e che Ryan prendesse la curva un po’ più larga. Così non è stato”.
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Sul circuito stradale di Motegi è il team Ganassi ad avere la meglio sulle macchine di Penske, Scott Dixon ottiene la sua seconda vittoria stagionale dominando la gara e conducendo in testa per tutti i 63 giri.
Al via sono proprio Dixon e Power a involarsi in testa e fare il ritmo, Franchitti tenta di risalire le posizioni dopo essere partito in quarta fila, ma dopo un restart tenta un attacco impossibile a Briscoe mandandolo fuori e coinvolgendo anche Rahal e Kimball.
Dopo la seconda tornata di pit stop Dixon e Power continuano a condurre la gara indisturbati, il circuito non favorisce i sorpassi, così Power solo in un paio di occasioni tenta di attaccare Dixon che resiste e porta a casa la sua ventesima vittoria, Power con il secondo posto balza in testa al campionato guadagnando undici lunghezze su Franchitti e mettendosi in una posizione di forza a due gare dal termine.
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La 500 miglia di Indyanapolis del centenario ha avuto un finale clamoroso come l’evento meritava, un rocambolesco finale in volata che ha visto vincere Dan Weldon ai danni di uno sfortunato JR Hildebrand che qualche centinaio di metri prima aveva la corsa in pugno.
Ma andiamo con ordine, al via prende la testa della gara Dixon alternandosi con Tagliani, dopo la prima safety car ci sono degli avvicendamenti e al 50^ giro la classifica vede Dixon, Franchitti e Weldon.
Inizia una concitata fase di pit stop, i battistrada si alternano velocemente com’è logico nei circuiti ovali, e al 105^ giro appare in testa Hildebrand, poi il comando passa ancora a Franchitti che conduce con autorità e si trova in testa ancora al 150^ giro seguito da Dixon, Servia e Weldon.
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Dario Franchitti ha coronato molti sogni da corsa. Nel ricco curriculum del pilota scozzese ci sono anche il titolo IRL del 2007, la 500 Miglia di Indianapolis dello stesso anno e quella del 2010. Adesso è riuscito a guidare la leggendaria Lotus 38 di Jim Clark, che il celebre connazionale, considerato uno degli assi più grandi della Formula 1 di tutti i tempi, condusse al successo nella sfida dell’Indiana del 1965.
Quella vittoria fu la prima di una vettura a motore posteriore al Motor Speedway e consacrò definitivamente il marchio inglese nell’Olimpo dello sport automobilistico. Il gioiello protagonista dell’impresa, spinto da un V8 Ford di circa 500 cavalli, è tornato a rombare nella stessa cornice ambientale, nelle mani di Franchitti.
Si tratta di un veicolo molto diverso dai moderni bolidi dell’IndyCar, ma le emozioni che regala sono pure e intense come in pochi altri casi. Il filmato ci offre alcuni momenti dell’esperienza. Questo è il primo di una serie di eventi per celebrare la Indy 500. Presto toccherà ad altri piloti della categoria scendere in pista con modelli dei tempi romantici.
Via | Roadandtrack.com

Dario Franchitti ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis. Il pilota scozzese di Chip Ganassi ripete così il succeso conseguito nel 2007. Una bella prova per lui, dopo la partenza dal terzo posto e il rapido sorpasso di chi lo precedeva. Nel finale, però, Franchitti ha dovuto guardarsi le spalle dall’arrivo imperioso di Dan Wheldon, in rapida rimonta prima delle bandiere gialle per lo spaventoso incidente tra Mike Conway e Ryan Hunter-Reay.
Queste hanno messo a rischio la terza posizione di Marco Andretti che, in occasione dal crash, era stato passato da Lloyd, Dixon e Patrick, convinti che il suo rallentamento fosse dovuto a problemi con il carburante, smentiti dalla telemetria. Quindi i tre sorpassi sono stati puniti, perché avvenuti senza giustificazione in regime di bandiere gialle.
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Gran gara di Helio Castroneves, che torna alla vittoria nella Indycar, sul Barber Motorsports Park dopo forzata di dieci mesi, Helio concretizza la vittoria grazie alla strategia, gestendo al meglio il carburante, e facendo così due sole soste.
Helio interrompe la serie vincente del compagno di squadra Will Power, che mantiene però la testa del campionato proprio davanti a Castroneves.
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Test collettivi della Indycar sul circuito del Barber Motosport Park, alcuni team hanno però disertato per le non perfette condizioni meteo, preferendo la Florida.
L’Australiano Ryan Briscoe su Dallara Honda del Team Penske ha ottenuto il miglior crono, seguito da castroneves, e da Justin Wilson, i test hanno visto il debutto di Takuma Sato con la Dallara del KV Racing.

Dario Franchitti si è aggiudicato il titolo 2009 della IndyCar Series, battendo di strategia i rivali Ryan Briscoe e Scott Dixon, che hanno chiuso la gara alle sue spalle. A loro due, in ordine invertito, vanno il secondo e terzo posto nella classifica finale dei conduttori, con un solo punto di scarto. Più consistente il margine dello scozzese, che si gode il meritato trionfo.
La tappa di Miami si è svolta in modo fluido e lineare, senza nessun intervento della safety-car: una situazione più unica che rara. Ad incidere pesantemente sul risultato del duo dell’Oceania è stata la scelta di compiere un primo stint di soli 45 giri, contro i 50 resi possibili dall’autonomia. Questo azzardo li ha costretti alla sosta quando mancavano poche tornate alla bandiera a scacchi, agevolando la performance di Franchitti.
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