
Dopo le recenti voci di un possibile ritiro a fine stagione, alimentate dalle prestazioni inferiori alle aspettative, Norbert Haug scende in campo per spazzare ogni speculazione sul conto di Michael Schumacher. Il direttore sportivo della Mercedes garantisce un futuro a lungo termine per l’asso di Kerpen in F1. Un fatto che conferma la fiducia verso un rapporto sigillato da un contratto triennale con la casa tedesca.
Questa uscita mira a sgombrare il campo dalle previsioni fatte da diversi esperti, convinti della bontà delle loro teorie per via dei risultati del Kaiser nei primi tre appuntamenti iridati, dove è parso in affanno sul compagno di squadra Nico Rosberg. Dice Haug: “I veri tifosi sono esperti, sanno quello che è successo e conoscono le ragioni delle difficoltà. Non è vera l’ipotesi del ritiro, anzi è proprio il contrario. Michael è molto motivato ed è tornato per restare diversi anni ancora“.
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Norbert Haug è comprensibilmente felice del reclutamento di Michael Schumacher. Il direttore sportivo della Mercedes crede che l’arrivo del tedesco sia molto fruttuoso sul piano sportivo e dell’immagine. L’asso di Kerpen ha infatti molte caratteristiche di grande spessore: sensibilità tecnica, approccio mentale, visione strategica, carattere, grinta, velocità, costanza, carisma e immagine.
Tutto questo pacchetto di doti si traduce in performance dinamiche ai massimi livelli, ma anche in giovamento pubblicitario per il marchio con cui corre. Ecco perché Haug afferma: “Il ritorno mediatico è 100 volte il suo ingaggio“.
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Ha cominciato Max Mosley, dichiarando pubblicamente di volere come suo sucessore alla presidenza della FIA, Jean Todt, seguito nell’idea da molti altri addetti ai lavori che hanno sempre evitato di sbilanciarsi troppo, per non compromettere la neutralità dell’ambiente in una scelta così importante.
Ora escono allo scoperto i nomi di chi spinge per far salire sul trono l’ex direttore sportivo Ferrari, e il quotidiano inglese Daily Telegraph pubblica delle notizie che fanno pensare a una sorta di “Lobby” attorno a lui. Salta fuori una mail indirizzata a personaggi chiave, Doggwiler scrive: “Vi chiamero’ durante la settimana per capire a che punto siamo, cosicché io possa fare il punto della situazione a Jean.”
Un’altra inviata da Ward afferma che ha avuto conversazioni riguardo una “strategia di lobby piu’ intensiva” con tanto di allegato dell’annuncio della campagna a favore di Todt. Alcuni messaggi di posta elettronica arrivano direttamente dalla sede della FIA e il Daily Telegraph annuncia che saranno prese delle misure di disapprovazione all’azione di Ward da parte della Charity Commission Direct.
via | F1grandprix
Jean Sage fu direttore della Renault in F1 per molti anni (come dimenticare le mitiche Renault Turbo Elf-Switzerland) a partire dal 1977. Si è spento nella giornata di ieri, all’età di 68 anni nella sua casa di Annecy, in Francia.
All’età di 20 anni ha debuttato nelle ocmpetizioni su Ferrari 250GT come navigatore di Andrè Simon nel Rally del Monte Bianco. Continuò la sua carriera nei rally come navigatore per poi passare alle competizioni su pista nel 1968 con la Porsche 911 nel campionato GT. il 1973 ha segnato per lui il primo anno come team manager alla 24h di Le Mans con la Matra, poi negli anni a seguire, diresse Lola e Alpine.
Il primo esordio con il team Elf-Switzerland avvenne in Formula 2 nel 1975, per poi diventare direttore sportivo della Renault nel 1977 portando Renault in Formula 1 con Jabouille come pilota; la prima vittoria dell’originale monoposto francese (la prima con motore turbo da 1.5 litri) arrivò nel ‘79. Poi ci furono le battaglie (perse) per il titolo iridato con piloti come Alain Prost e René Arnoux.

Jarno Trulli affronterà una seduta di test in Nascar con un bolide del team Michael Waltrip Racing. L’appuntamento è in Florida, per il mese di novembre. Questo è quanto riporta la stampa americana. Il pilota italiano ha un contratto in scadenza con la Toyota e si sta guardando attorno per valutare le possibili alternative nel Circus (e non solo).
Dopo il Gran Premio conclusivo di Abu Dhabi del 1° novembre, Trulli inizierà a prepararsi alla nuova esperienza, monitorando gli aspetti della specialità agonistica Made in Usa. Il suo debutto in pista avverrà sull’International Speedway di Lakeland, prima del round di Homestead Miami, che segnerà la fine della stagione. Steve Hallam, ex ingegnere capo della McLaren, ora direttore sportivo di MWR, è desideroso di saggiare in Nascar alcuni driver con esperienza in F1. Per tale motivo, insieme a Trulli ci sarà anche Mika Salo.
Via | Autosport.com

Risultati difficili da interpretare nella prima giornata di prove libere del Gran Premio d’Italia di Formula 1, contrassegnata dal debutto di Giancarlo Fisichella al volante di una Ferrari. A lui va il benvenuto di Stefano Domenicali che, riferendosi al nuovo pilota, dice: “Finalmente ha potuto guidare la F60, dopo otto giorni di lavoro teorico con gli ingegneri“.
Poi il team manager del “cavallino rampante” allarga l’obiettivo: “Ovviamente la squadra ha lavorato in maniera diversa sulle due vetture: da una parte Kimi si è dedicato alla preparazione della gara, dall’altra Giancarlo ha cercato di prendere confidenza con la vettura. Abbiamo fatto tanti chilometri che ci hanno permesso di raccogliere molti dati da analizzare. Difficile capire dove siamo rispetto agli altri: le differenze sono minime e dieci chili in più o in meno di benzina possono significare un bel salto in termini di classifica“.
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Un pilota in terza fila, uno in ultima posizione: questo, in estrema sintesi, il bilancio delle qualifiche del GP d’Europa per la Ferrari. E’ chiaro che il risultato va interpretato alla luce della particolare situazione in cui la Scuderia ha affrontato questa gara, come conferma Stefano Domenicali.
Dice il direttore sportivo del Cavallino Rampante: “Il sesto posto di Raikkonen va giudicato in maniera positiva, perché rispecchia probabilmente il nostro attuale potenziale. L’ultimo posto di Luca invece era ampiamente previsto: ritornare alle gare dopo tanto tempo, per di più su una pista sconosciuta e molto difficile da interpretare al meglio, era un compito improbo per lui. La corsa sarà divisa in due: con Kimi punteremo ad un risultato positivo, per difendere il terzo posto nella classifica costruttori; con Luca cercheremo di portare a termine la gara, con l’obiettivo di acquisire la necessaria esperienza per poi affrontare in maniera diversa i prossimi appuntamenti“.
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Jean Todt è il candidato favorito nella corsa alla presidenza della Fia. Il manager francese gode dell’aperto sostegno di Max Mosley, capo uscente della federazione. A contrastargli il passo ci sarà l’ex rallysta finlandese Ari Vatanen, ma con qualche chance in meno. Il quadro non è però definito e nelle prossime settimane potrebbero mutare le geografie della probabilità.
L’ex direttore sportivo del “cavallino rampante” assicura il suo equilibrio in caso di elezione: “Sarò neutrale e guardiano dell’indipendenza“. Poi aggiunge: “Voglio portare tutta l’esperienza che ho acquisito durante la mia carriera, per applicarla in favore della Fia e dei suoi componenti“.
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Qualche volta basta uno sguardo per indagare l’anima, come ha verificato Stefano Domenicali, che dice: “Quando il presidente Luca di Montezemolo ha chiesto a Michael Schumacher se voleva darci una mano in questo momento, ho capito dai suoi occhi, prima ancora che rispondesse, quanto forte fosse il suo legame la Scuderia“.
Poi il direttore sportivo del “cavallino rampante” aggiunge: “Non avevo il minimo dubbio del suo affetto nei nostri confronti: sarà un’ulteriore stimolo per fare bene. A questa notizia si aggiungono i positivi aggiornamenti sullo stato di salute di Felipe Massa. La disponibiltà di Michael è un’ulteriore conferma di quanto siano forti i legami umani, prima ancora che professionali, tra noi della Ferrari“.
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Il Kers non ha incontrato i favori dei team di Formula 1. Il sistema di recupero e riutilizzo dell’energia è stato più volte criticato, anche con toni aspri, per la sua inutile costosità. Alla famiglia dei detrattori si aggiunge Stefano Domenicali, che attribuisce ai cospicui investimenti sul dispositivo le colpe della scarsa competitività delle Ferrari.
Se le stesse risorse richieste dal suo sviluppo fossero state destinate al resto della vettura, la casa di Maranello avrebbe portato in pista una monoposto ben più efficiente dell’attuale: “Sono stati spesi molti soldi senza l’effetto voluto. Se avessimo potuto investire i fondi sulla vettura, ora la Ferrari sarebbe veloce quanto la Red Bull“.
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