
Per tutte le persone della Scuderia Ferrari ieri è stato il giorno del tradizionale appuntamento del pranzo di Natale, svoltosi anche quest’anno nella struttura della Logistica, adiacente alla Pista di Fiorano. L’occasione ha permesso al presidente Luca di Montezemolo di tracciare un bilancio sul 2009.
Queste le sue parole: “Si conclude un anno molto brutto, non da Ferrari. I motivi sono tanti ma noi abbiamo una storia e una cultura che non ci fanno cercare scuse. Nessuno di noi è contento di come sono andate le cose: quasi mai siamo stati competitivi per la vittoria e questo non è da noi. Ognuno di noi ha però la voglia e la capacità di reagire per tornare non soltanto a competere ai massimi livelli ma anche a vincere“.
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Vi presentiamo un video della Targa Florio del 1973. Oggi la gara continua a vivere nella dimensione rallistica: una formula diversa, per proseguire la tradizione di una sfida che ha lasciato il segno nella storia dell’automobilismo. Ma per gli appassionati le edizioni più belle sono quelle dell’epoca romantica, quando in Sicilia si confrontavano i migliori piloti al volante delle più belle creature da corsa. Il tourbillon di emozioni di quegli anni si è ritagliato uno spazio nel cuore di ogni sportivo, guadagnando un posto per l’eternità. Non è difficile capirne le ragioni, vista la grandezza di quella prova.
Nata nel 1906 da una scommessa di Vincenzo Florio, figlio di Ignazio e discendente di una delle più facoltose famiglie siciliane, la Targa Florio è la più “antica” gara automobilistica su strada. Si distinse presto per la sua selettività e per il notevole impegno richiesto ai conduttori che, con spirito di avventura, si sono prestati alla sfida madonita. Sicuramente è stata una delle competizioni più dure e affascinanti di tutti i tempi. I piloti che hanno corso sia la Mille Miglia che la Targa Florio, affermavano che per vincere a Brescia occorreva il fisico e la macchina e che per vincere in Sicilia ci voleva anche il piede pesante.
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A giudizio di Enzo Ferrari è stato un “pilota di temperamento”, che “ha conseguito grandi vittorie”. Questo autorevole ritratto, denso di ammirazione, rende chiaro il suo spessore. Appassionato d’auto fin da ragazzino, Nino Vaccarella inizia a correre alla fine del 1956 con la Fiat 1100 del padre, esordendo alla salita Passo di Rigano-Bellolampo, dove ottiene il quinto posto di classe. Nel 1957 acquista una Lancia Aurelia 2500, con la quale si mette ripetutamente in luce.
Dopo le prime vittorie fra le Gran Turismo passa, nel 1959, alla categoria Sport, gareggiando con una Maserati barchetta due litri. Con la vettura del “tridente” si pone con forza al centro dell’attenzione, per gli eccellenti risultati conseguiti. La stampa specializzata celebra con enfasi le sue eroiche gesta!
Nel 1960, con la Maserati Birdcage, disputa la Targa Florio insieme a Maglioli. Durante il suo turno di guida riesce a guadagnare la testa della classifica, con margine abbondante sugli inseguitori. Uno stupido inconveniente al serbatoio ferma però la sua cavalcata. Nel corso della stagione non mancheranno vittoriose partecipazioni ad altre sfide.
E’ dedicata al figlio di Enzo Ferrari e l’uso del marchio Dino serve a smussare i rischi connessi all’apertura a nuove e più estese fasce di mercato, che può compromettere l’immagine del “cavallino rampante”. In realtà l’esordio in produzione di questo modello avviene nel 1968 con la 206 GT, dotata di un piccolo e prestante due litri da 180 cavalli.
La vita della versione meno muscolosa sarà tuttavia brevissima e, già nel 1969, lascerà il posto alla 246, dalla cui sigla numerica si colgono alcuni dei suoi elementi caratteristici: la cubatura di 2.4 litri e l’uso di un propulsore a 6 cilindri. Una novità, quest’ultima, di forte impatto rispetto alle realizzazioni precedenti. La vettura nasce con l’obiettivo di intercettare nuovi e più vasti segmenti di clientela.
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La qualità del video non è impeccabile, ma i suoi fotogrammi riescono ad entusiasmare. In essi si rende omaggio al mito di un grande genio e alle sue creature. Enzo Ferrari nasce a Modena il 18 febbraio del 1898, in una gelida e nevosa giornata che costringerà la madre Adalgisa a denunciare il lieto evento all’ufficio dello stato civile con due giorni di ritardo.
Il padre Alfredo, uomo della media borghesia emiliana, dirige un’officina di carpenteria metallica che lavora prevalentemente per conto delle Ferrovie dello Stato. Al 1903 risale il primo e fatidico incontro di Ferrari con l’automobile, che segnerà l’inizio di un lungo e granitico idillio, destinato a entrare nella storia, con numerosi capolavori a quattro ruote.

Qualifiche molto vivaci nel sesto round del Campionato Italiano Turismo Endurance, all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola. Le pole position delle due gare valide per la serie tricolore sono di uno strepitoso Roberto Colciago, con la gialla Seat Leon Turbo TFSI.
Nel primo turno, il capoclassifica del campionato ha preceduto di quattro decimi Piero Necchi, in coppia con Beppe Gabbiani sulla Bmw M3 E92 4.0 “N Racing”. Anche la seconda sessione ha registrato il dominio di Colciago, seguito dal fiorentino Andrea Bacci su Bmw.
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Ad Imola va in scena il sesto atto del Campionato Italiano Prototipi. I protagonisti della serie si confronteranno sulla pista dedicata a Enzo e Dino Ferrari, dove il comasco Davide Uboldi, leader di classifica con la Norma M20 BMW, dovrà difendere il consistente primato dagli attacchi del veneto Franco Ghiotto, al volante della Norma M20 Evo WRC.
Per lui un impresa ardua: quella di vincere, con una sport più datata e leggermente in debito prestazionale rispetto a quella del capofila, nonostante i continui aggiornamenti apportati dai tecnici. Veloce, determinato ma sfortunato, il bolognese Marco Jacobini cercherà di tirare fuori il meglio dalla sua Lucchini Alfa Romeo 07, per aggiungere un risultato positivo al suo curriculum.
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La lunga pausa estiva si è chiusa anche per i protagonisti del Campionato Italiano Turismo Endurance, che torneranno a confrontarsi ad Imola, per il sesto round stagionale. Sul circuito dedicato a Enzo e Dino Ferrari si consumerà una nuova battaglia tra i fuoriclasse della categoria.
A sedere in vetta alla classifica è Roberto Colciago (Seat Leon Turbo TFSI), autore di 3 vittorie tra gli 8 piazzamenti a podio nelle 10 gare fin qui disputate. Con 21 punti di ritardo segue Luca Cappellari (BMW M3 E92 3.2), che da due appuntamenti non assapora i piani nobili del palco, dove si sono lanciati con maggiore frequenza Piero Necchi e Beppe Gabbiani.
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Daniel Zampieri è tornato al volante della sua Dallara F309 FTP sul circuito internazionale di Imola, per una due giorni di test in preparazione del sesto round di campionato, in programma proprio sul tracciato intitolato ad Enzo e Dino Ferrari.
Il leader della serie tricolare di Formula 3 ha lavorato insieme al team in funzione dell’appuntamento del 6 settembre, continuando lo sviluppo sulla monoposto, provando diverse soluzioni aerodinamiche e raccogliendo elementi importanti.
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Il 14 agosto del 1988 scomparve Enzo Ferrari, fondatore del mito di Maranello. Sono passati 21 anni da quel giorno e le creature del “cavallino rampante” continuano a far sognare. Dopo aver tracciato il suo profilo, vogliamo ringraziare il Commendatore e ricordarlo con una ricca gallery dedicata alle Granturismo, Sport e Formula 1 che si fregiano del noto marchio italiano.
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