Entrato nella leggenda a partire dal 1966, con la Miura e la Miura S, nella primavera del 1971 Ferruccio Lamborghini sorprese il mondo con la nuova Countach LP 500. La domanda ancora alta per la “vecchia” regina e l’attività di preparazione ancora in corso per la produzione in serie della nuova arrivata, indussero la casa del “toro” a presentare un’evoluzione della Miura.
Si trattava della SV, che si distingueva per la linea ancora più grintosa e il cuore fortemente rielaborato, con sistemi di lubrificazione separati per motore e cambio. Questo gioiello, prodotto in 150 esemplari, raggiungeva i 300 km/h di velocità massima, grazie ai 385 cavalli all’attivo. L’ultimo esemplare della stirpe venne consegnato il 15 gennaio 1973 a Ferdinando Innocenti, figlio del noto produttore di automobili.
Via | Lamborghini.com
Poche sono le vetture che hanno cambiato il mondo dell’automobile come la Miura. Con il motore centrale e l’affascinante carrozzeria progettata da Marcello Gandini per la Bertone, Lamborghini ridefinì nel 1966 il concetto di supercar.
Scettico sulla possibilità di vendere un elevato numero di esemplari di questo gioiello sportivo, Ferruccio Lamborghini diede il via libera alla produzione in piccola serie. Tra il 1966 e il 1969 vennero realizzati 275 esemplari, spinti da un motore V12 da 350 CV. Solo nel 1969 fece la sua comparsa sul mercato l’evoluzione del modello, la Miura S da 370 cavalli.
Questo gioiello, grazie alla spinta del suo quattro litri, raggiungeva i 285 km/h di velocità di punta. In questa declinazione, prodotta fino al 1971, venne plasmata in 338 esemplari. La Miura è una delle auto più belle concepite dall’ingegno umano. Un capolavoro senza tempo, che ha saputo resistere alle mode. Il layout estremo, con motore disposto in posizione centrale, permise al giovane stilista di esprimersi al top.
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La Lamborghini Countach è un’auto sportiva che ha rotto schemi consolidati, per lanciare una nuova filosofia stilistica, dove il confine tra concept car e modello di serie sfuma, fino ad annullarsi. Il suo è un look esplosivo, che continua a stordire. Facile rendersi conto dell’effetto dirompente che ebbe al momento del vernissage.
Il nome deriva dall’affermazione di stupore, in dialetto piemontese, fatta da Nuccio Bertone alla vista di quelle linee audaci e futuristiche tracciate da Marcello Gandini. Un esemplare di questo inimitabile “Toro” viene condotto nel video da Ferruccio Lamborghini, con la colonna sonora del suo fascinoso rombo. Buona visione.
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La Miura è una delle auto più belle concepite dall’ingegno umano, un capolavoro senza tempo che ha saputo resistere al passaggio delle mode. Il layout estremo, con motore disposto in posizione centrale, permise a Marcello Gandini, giovane stilista al servizio di Bertone, di esprimersi al top, con un nuovo gioco di volumi, nitidi e fluenti, in cui l’aggressività si sposava all’eleganza sportiva.
Il prodotto finale, davvero sbalorditivo, eliminò i confini, netti e decisi, che separavano le dream car da salone dalle auto destinate al mercato. Ancora oggi il suo fascino è vivo e nessuno sa resistere al richiamo ormonale di questa icona del design e della tecnica. Molti ritengono la Miura come il capolavoro assoluto di Ferruccio Lamborghini. Sicuramente è il modello che ha permesso il salto d’immagine alla piccola azienda di Sant’Agata Bolognese, conducendola verso i piani alti del settore.
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