
Reso noto il nuovo regolamento sportivo del WTCC 2012 da parte della Fia, la serie sarà riservata alle sole vetture 1.6 litri Turbo, le vecchie vetture 2.0 aspirate e 2.0 turbodiesel potranno partecipare solamente a singoli eventi senza però prendere punti per il Mondiale.
Gare più lunghe, comprese tra 50 e 60Km (il limite precedente era di 50Km), riguardo il punteggio, per le gare il sistema rimane il solito che premia i primi dieci piloti classificati, ma è prevista una serie di punti aggiuntivi che saranno assegnati ai primi cinque piloti classificati in ogni sessione di qualifica (nell’ordine, 5 punti al primo, 4 al secondo, 3 al terzo, 2 al quarto e un punto al quinto).
Passando ai motori ogni pilota potrà usare un solo propulsore nell’arco della stagione, in caso di sostituzione si verrà puniti con una penalità in griglia di partenza, fissato invece a sei il numero massimo di turbocompressori utilizzabili nel corso del campionato.
Continuiamo con l’argomento pneumatici, a disposizione sono 20 slick per ogni evento a cui si partecipa: tranne che per il primo, dove saranno disponibili 16 coperture, sempre 16 in ogni evento le coperture da pioggia.

Nella recente riunione in India del Consiglio Mondiale della Fia sono state apportate delle modifiche al calendario agonistico della World Endurance Championship.
I cambiamenti riguardano due gare, che si svolgeranno in data diversa rispetto alla prima enunciazione. Si tratta dalla 6 Ore del Bahrain e dell’appuntamento del Monte Fuji (Giappone), che andranno in scena, rispettivamente, il 29 settembre e il 14 ottobre.
Stesso weekend, ma anticipazione al sabato, per la sfida sul circuito di Spa-Francorchamps, che completa il quadro delle novità del WEC 2012, inalterato per quanto riguarda l’architettura degli altri round. Resta ancora da definire la sede dell’ultima gara in Cina, per la quale sono disponibili due date: 11 e 18 novembre.
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La nuova Porsche 911 GT3 RSR è pronta a sostenere il confronto in pista. Quest’arma molto affilata punta a risultati brillanti nelle diverse categorie dove troverà impiego. Più larga di 48 mm rispetto alla precedente versione, ha un diametro delle ruote cresciuto di 30 millimetri (toccando quota 680).
Costruita in conformità ai regolamenti LM GTE dell’Automobile Club de l’Ouest, questa creatura punta ad offrire un ottimo prodotto da gara ai clienti racing. Molte le attenzioni per l’aerodinamica, curata nei minimi dettagli.
La carrozzeria, molto muscolosa, cerca di sfruttare al meglio i flussi d’aria, per produrre una deportanza congrua al potenziale dell’auto. Sul piano motoristico la spinta è assicurata da un sei cilindri boxer di quattro litri di cilindrata che, pur in presenza dell’air restrictor, genera 460 cavalli scaricati sulle grandi ruote posteriori. Il cambio sequenziale a sei marce si gestisce tramite comandi al volante.

La Fia assisterà gli esperti della IndyCar Series nell’indagine sull’incidente che ha portato alla morte di Dan Wheldon. I responsabili della categoria vogliono risalire alle cause della terribile carambola che si è verificata nel corso dell’unicesimo giro della sfida di domenica sull’ovale di Las Vegas.
In una dichiarazione ufficiale degli organizzatori della serie americana si legge quanto segue: “La sicurezza dei nostri piloti, dei loro staff, del personale in pista e degli spettatori è la nostra preoccupazione principale. Come parte del protocollo standard di sicurezza, è stata lanciata un’investigazione completa, con l’assistenza dell’Automobile Competition Committee of the United States e della Federation Internationale de l’Automobile, per determinare i fattori all’origine del drammatico fatto“.
“Speriamo -prosegue la nota- di avere dei risultati preliminari in tempi abbastanza rapidi. Intanto è inappropriato fare ulteriori commenti, quindi attendiamo l’esito dei lavori della squadra di specialisti“. Per evitare ogni rischio, i manager della IndyCar hanno cancellato i due giorni di test del team Ganassi con Dario Franchitti, pianificati per questa settimana a Las Vegas con la Dallara 2012.
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L’amico Pierangelo Rigamonti, che ringraziamo per la gradita collaborazione, ci invia una bella carrellata di scatti relativi all’appuntamento della Formula 2 andato in scena a Monza nel weekend del 2 ottobre. Nell’autodromo brianzolo Mirko Bortolotti è giunto secondo in gara 1 e primo in gara 2, guadagnando la certezza matematica del titolo.
Il trentino avrebbe potuto accontentarsi del sesto posto nell’ultima sfida lombarda, ma si è voluto imporre con stile, salendo sul gradino più alto del podio. Agli avversari non è rimasto che assistere alla sua cavalcata vincente. Così il tricolore è tornato a sventolare in modo festoso. Queste le dichiarazioni a fine gara di Bortolotti: “Non ho parole per esprimere quello che provo, devo ancora realizzarlo. Sono solo veramente contento“. Lo siamo anche noi.
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La Fia conferma che la revisione finale del calendario 2012 di Formula 1 è stata approvata dal Consiglio Mondiale. Il principale cambiamento consiste nella diversa collocazione della prova in Bahrain, precedentemente fissata come tappa inaugurale della stagione. Ora le monoposto romberanno a Sakhir il 22 aprile. Confermato, invece, il Gran Premio d’India del 28 ottobre.
In primavera ci sarà una pausa di tre settimane, nel cui ambito si svolgeranno i test al Mugello, messi in cantiere prima della corsa in terra di Spagna. Un’altra modifica importante è l’interruzione delle attività agonistiche per cinque settimane tra l’Ungheria e Belgio, con l’intero mese di agosto senza una gara.
Pochi giorni separeranno, sul finire della stagione, gli appuntamenti di Giappone e Corea, come quelli degli Stati Uniti e del Brasile, che chiuderà il campionato il 25 novembre. Confermata l’uscita di scena del Gran Premio di Turchia, già ampiamente prevista.
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La Fia, come già ventilato in questi giorni, vieterà l’uso del DRS all’Eau Rouge, considerata a ragione uno dei tratti più belli dell’intero calendario di Formula 1. E’ stata la stessa federazione a rendere pubblica la scelta, che impedirà ai piloti di usare l’ala posteriore mobile in quel segmento della pista di Spa-Francorchamps durante le prove libere e le qualifiche.
L’organo guidato da Jean Todt viene così incontro alle richieste di molti protagonisti del Circus, che consideravano rischioso l’uso del dispositivo nella veloce curva. Hanno dunque prevalso il buonsenso e le ragioni della sicurezza. Non è la prima volta che la soluzione aerodinamica viene interdetta nel corso della stagione 2011. In precedenza lo stesso provvedimento aveva riguardato Monaco, dove il DRS era stato vietato nel tunnel.
Il divieto previsto per la sfida del Belgio non fa ovviamente riferimento alla gara, perché nella giornata di domenica l’unico tratto dove sarà ammesso l’uso dell’ala posteriore mobile si troverà in posizione planimetrica più avanzata. A differenza di tanti colleghi, Vitantonio Liuzzi crede che la decisione della Fia sia eccessiva, perché nel circuito delle Ardenne non sussiste la stessa situazione di potenziale pericolo del tunnel di Montecarlo: “Lì un incidente poteva generare un quadro davvero critico. Nella Eau Rouge è diverso: non c’è un tetto e non ci sono piloni. Le vie di fuga sono ampie, quindi si potrebbero generare al massimo dei normali incidenti di gara, senza particolari conseguenze“.
Via | Thef1times.com

Carlos Slim Domit conferma gli sforzi per riportare il Messico in Formula 1, con un Gran Premio in una sede ancora da scegliere. Il brillante businessman, figlio dell’uomo più ricco del mondo, avrebbe manifestato il suo interesse verso la cosa, lasciando intendere che la prospettiva della gara è in fase di studio.
Jean Todt, durante la recente visita nel paese americano, ha detto che il ritorno del Messico nel calendario del Circus, dopo 20 anni di assenza dalla categoria, è un’ipotesi possibile. Il presidente della Fia è stato la scorsa settimana sul circuito Hermanos Rodriguez, teatro dell’ultimo appuntamento agonistico in questa terra nel 1992, quando gli onori della gloria andarono a Nigel Mansell.
L’autodromo “esplorato”, secondo Slim Domit, è un’opzione per il futuro, anche se richiede forti investimenti per migliorarlo e adeguarlo ai nuovi standard. L’alternativa, a suo avviso, potrebbe essere un circuito cittadino nella città di Guadalajara.
Via | F1sa.com

Vijay Mallya è convinto che l’autodromo destinato ad ospitare il Gran Premio d’India di Formula 1 sarà pronto molto prima dell’appuntamento agonistico del 30 ottobre. Recentemente Charlie Whiting, delegato tecnico della Fia, ha deciso di spostare all’inizio di settembre il controllo finale del tracciato di New Delhi, alimentando alcune incertezze nell’ambiente.
Per certi aspetti quella all’orizzonte sembra una corsa contro il tempo, ma il grosso del lavoro è stato fatto, come sottolinea lo stesso Mallya, che si dice sereno in merito agli elementi fondamentali della costruzione: “Sono sicuro che tutto andrà bene. Non si è al 100% sul fronte delle strutture per il pubblico, ma il resto è quasi pronto“.
Dice il patron della Force India: “Il ritardo maggiore è stato causato dall’enorme tribuna con tetto a sbalzo, che sta prendendo più tempo del previsto. Alcuni impianti per gli spettatori potrebbero non essere pronti, ma non c’è alcun motivo per cui la gara non possa svolgersi“.
Via | Autosport.com
La Fia ha completato i suoi test sulle cabine di pilotaggio chiuse per le monoposto di F1, iniziati dopo che diversi incidenti hanno “sparato” dei detriti nell’abitacolo dei bolidi da Gran Premio, producendo delle situazioni molto pericolose in pista. Il massimo organo di governo dello sport automobilistico si è preoccupato del problema, spingendo l’istituto per la sicurezza del motorsport a condurre un’indagine tecnica sui cockpits protetti.
Le verifiche sono state completate questo mese, con alcune simulazioni pratiche. Una ruota è stata lanciata a 225 miglia prima contro un parabrezza in policarbonato, poi contro il canopy di un caccia militare. Il video mostra i risultati della sperimentazione, evidenti a vista d’occhio. Come potete vedere, la leggera “finestratura” dei jet da combattimento è la più protettiva. Se il Circus dovesse scegliere questa strada, assicurerebbe maggiore protezione e migliore scorrevolezza aerodinamica alle vetture.
I risultati delle prove saranno presentati al gruppo di lavoro tecnico costituito dagli uomini di tutte le squadre presenti in griglia di partenza, che ne prenderanno visione senza alcun impegno. James Key, direttore tecnico della Sauber, accoglie favorevolmente la spinta per aumentare la sicurezza dei drivers, ma mette in dubbio la necessità di una copertura completa, che potrebbero ostacolare la rapida evacuazione dell’abitacolo: “La federazione sta facendo un buon lavoro per incoraggiare ulteriori misure di sicurezza, ma bisogna considerare tutti gli aspetti“.