
Gli Stati Uniti sono fuori dalla Formula Uno ormai da anni, ma Bernie Ecclestone continua a cercare una soluzione per riportare il Circus negli Usa. Anche se l’esplorazione è ad ampio raggio, il circuito favorito resta l’Indianapolis Motor Speedway (IMS), come evidenziano alcuni recenti rapporti.
L’impianto ha ospitato i Gran Premi dal 2000 al 2007, ma la serie non ha riscosso un grande successo oltreoceano, facendo calare il sipario sull’appuntamento a stelle e strisce. Parlando della possibilità di riaccendere il collegamento, il gestore dei diritti commerciali della disciplina si è detto ottimista, dopo il recente cambio di management dell’autodromo.
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Guardando la storia della Ferrari in Formula Uno, si nota che gli anni a cavallo del secondo millennio sono stati i più ricchi in termini di risultati e di successi.
La miscela esplosiva che ha portato a queste prestazioni è stata l’unione delle capacità di tre uomini, tutti diversi ma con un desiderio in comune: conquistare il mondo delle corse.
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L’avveniristico tracciato di Abu Dhabi ha ospitato l’appuntamento conclusivo del campionato di Formula Uno e le due gare iniziali della GP2 Asia Series, che tornerà su questa pista a febbraio 2010.
Nel secondo match sul circuito di Yas Marina, la fortuna non è dalla parte della della nuova coppia formata da Daniel Zampieri e Vladimir Arabadzhiev, con cui il team Piquet GP affronta il campionato asiatico.
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E’ una vettura eclettica e versatile, spinta da un affidabile propulsore di Formula Uno (quello della 312 B2) opportunamente adattato. Si può dire che sotto l’abito si nasconda una monoposto da Gran Premio. Anche il cambio e le sospensioni sono mutuate dai bolidi a ruote scoperte. Sfrutta le conoscenze tecniche ed aerodinamiche acquisite coi prototipi precedenti, in particolare con la 512.
Il suo vero nome è 312 P, ma l’esigenza di distinguerla dal modello nato nel 1969 e caratterizzato dalla stessa denominazione, spinge alcuni cronisti ad aggiungere la lettera B di boxer alla sigla, così impropriamente storpiata in P/B. Ostenta una linea rabbiosa ed eccitante, densa di forte vitalità agonistica. Sembra la lama di un rasoio ed è una bella Sport. I tratti spigolosi enfatizzano la sua grinta.
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L’elezione di Jean Todt alla presidenza della Fia ha suscitato numerose reazioni, anche sul sito della Ferrari. Sul forum del “cavallino rampante” ci sono diversi commenti, quasi tutti di segno positivo, anche se qualcuno si chiede se l’elezione dell’ex-amministratore delegato sia un male o un bene per la Scuderia, alla luce di alcuni rumour riguardo a un possibile addio non propriamente idilliaco con la casa italiana.
Sulla questione interviene personalmente il presidente Luca di Montezemolo, in modo da spazzare via ogni dubbio: “Sono molto felice che Todt, una persona che ha lavorato molto bene nei suoi sedici anni a Maranello e a cui sono particolarmente affezionato, sia stato eletto in un ruolo così importante e cruciale per il futuro del Circus. La Ferrari ha sempre voluto mantenere una posizione di neutralità in una competizione elettorale che non la vedeva in alcun modo coinvolta in prima persona e non ha mai voluto replicare a tante illazioni totalmente prive di fondamento“.
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Jean Todt, già Direttore della Gestione Sportiva e Amministratore Delegato della Ferrari, è stato eletto oggi alla carica di Presidente della FIA.
In un comunicato emesso dalla FOTA, il Presidente della Ferrari Luca di Montezemolo ha rilasciato questa dichiarazione: “Desidero fare i migliori auguri di buon lavoro a Jean Todt, di cui ho sempre apprezzato la capacità, la dedizione e la lealtà.
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Si avvicina il round conclusivo del Fia GT, che il prossimo fine settimana assegnerà a Zolder il titolo piloti GT1 2009. Per Matteo Bobbi e il suo compagno di equipaggio Alessandro Pier Guidi l’obiettivo sarà quello di terminare la stagione con un risultato positivo, dopo il podio conquistato a Budapest.
Il circuito belga venne inaugurato nel 1963 e dall’inizio degli anni ‘70 ospitò varie edizioni del Gran Premio di Formula Uno. Con l’avvicinarsi degli anni ‘80 la pista cominciò a mostrare limiti di sicurezza dovuti agli spazi di fuga troppo esigui. I box decisamente stretti portano nel 1981 alla morte di un meccanico Osella, Giovanni Amadeo.
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Iniziamo questa domenica con una gallery dedicata ad alcuni momenti agonistici di alcune discipline motoristiche, dalla Formula Uno ai Rally, passando per le vetture turismo e granturismo. Un solo filo conduttore: la bellezza degli scatti. Buona visione.
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L’idea di Mosley: quella di imporre fin dal prossimo anno il “budget cup” ha provocato una guerra tra la federazione ed i costruttori come non si vedeva dai primi anni 80.
Ma un aspetto positivo bisogna pur rilevarlo , quello di aver risvegliato un fermento intorno al circus come non si vedeva da tempo immemorabile, e le domande di iscrizione al campionato 2009 cominciano ad essere addirittura in eccesso.
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Non poteva iniziare meglio la stagione 2009 della Lotus Cup Italy: gara avvincente ed incerta, con tanto spettacolo in pista. A prevalere uno dei piloti più amati della Formula Uno degli anni settanta: Arturo Merzario.
Su un circuito sconosciuto a tutti, già le prove libere avevano evidenziato un grande equilibrio tra i protagonisti, costretti a misurarsi con l’asfalto umido: il miglior tempo del sabato è stato ottenuto da Castiglioni, che ha preceduto Arturo Merzario e Pieralisi, tutti e tre nel fazzoletto di poco più di un secondo.
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