Quello tra Shell e Ferrari è un matrimonio di lungo corso, segnato da tanti successi. Per l’essenza della partnership, il gruppo petrolifero ha ottenuto il prestigioso “Premio del Presidente” 2010. Questo riconoscimento viene assegnato dalla casa del “cavallino rampante” al miglior partner tecnico, in base alla qualità del prodotto, ai risultati sportivi e all’eccellenza nella cooperazione, sia in Formula 1 che nella produzione stradale.
La consegna del trofeo è avvenuta a Maranello, dalle mani del presidente Luca di Montezemolo, nel corso del tradizionale evento “Podio Ferrari”, che gratifica alcuni dei 250 partner e fornitori, al termine di uno scrupoloso processo di selezione. Alla cerimonia, dove si è reso omaggio all’impegno di Shell sul fronte dell’innovazione, sono intervenuti Andrew Foulds (vicepresidente Lubricants Technology, Shell global Solutions) e Bruno Motta (presidente di Shell Brand International).
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Il fine settimana dal 16 al 18 aprile è da segnare in agenda, perché mette sul piatto degli appassionati del “cavallino rampante” un evento di grande intensità: “Formula Maranello”. Per l’occasione, il comune più celebre dell’universo motoristico si tingerà di rosso Ferrari in misura maggiore del solito.
Molte le iniziative in programma, tra rombi e sapori emiliani. La kermesse, che si inserisce nel quadro di “Musei da Gustare”, è organizzata dal Comune, dal Consorzio Maranello Terra del Mito e dalla Galleria Ferrari. Proprio da questa partiranno gli appuntamenti, nelle giornate di venerdì 16 (con la presentazione alle 18.30 del libro “La Scuderia” di Luca Dal Monte) e sabato 17 (alla stessa ora, con “La storia della Scuderia Ferrari tra gli anni ’60 e ’80 dalla voce dei protagonisti”).
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Il successo conseguito alla 12 Ore di Sebring fra le GT2 ci consente di parlare ancora una volta della Ferrari F430, recentemente sostituita nel listino della casa di Maranello. Frutto della passione di un presidente di grande coraggio, amante dello stile raffinato e della bella meccanica, questa sportiva, nata per rimpiazzare la 360 Modena, è presto diventata il sogno di tutti. Il suo bagaglio tecnico è una miniera di meraviglie, che nasconde numerosi tesori.
La F430 offre una confluenza di ingredienti che alimentano un’eccitante miscela, la cui composizione si inserisce nel solco di un mito senza frontiere. Il “cavallino rampante” che campeggia ai suoi fianchi è il simbolo di una filosofia vincente, dove l’efficienza sposa l’eleganza, in un’armonia di prestazioni, carattere e musicalità meccaniche che si fondono in un risultato mozzafiato.
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Gli Stati Uniti sono fuori dalla Formula Uno ormai da anni, ma Bernie Ecclestone continua a cercare una soluzione per riportare il Circus negli Usa. Anche se l’esplorazione è ad ampio raggio, il circuito favorito resta l’Indianapolis Motor Speedway (IMS), come evidenziano alcuni recenti rapporti.
L’impianto ha ospitato i Gran Premi dal 2000 al 2007, ma la serie non ha riscosso un grande successo oltreoceano, facendo calare il sipario sull’appuntamento a stelle e strisce. Parlando della possibilità di riaccendere il collegamento, il gestore dei diritti commerciali della disciplina si è detto ottimista, dopo il recente cambio di management dell’autodromo.
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Guardando la storia della Ferrari in Formula Uno, si nota che gli anni a cavallo del secondo millennio sono stati i più ricchi in termini di risultati e di successi.
La miscela esplosiva che ha portato a queste prestazioni è stata l’unione delle capacità di tre uomini, tutti diversi ma con un desiderio in comune: conquistare il mondo delle corse.
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L’avveniristico tracciato di Abu Dhabi ha ospitato l’appuntamento conclusivo del campionato di Formula Uno e le due gare iniziali della GP2 Asia Series, che tornerà su questa pista a febbraio 2010.
Nel secondo match sul circuito di Yas Marina, la fortuna non è dalla parte della della nuova coppia formata da Daniel Zampieri e Vladimir Arabadzhiev, con cui il team Piquet GP affronta il campionato asiatico.
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E’ una vettura eclettica e versatile, spinta da un affidabile propulsore di Formula Uno (quello della 312 B2) opportunamente adattato. Si può dire che sotto l’abito si nasconda una monoposto da Gran Premio. Anche il cambio e le sospensioni sono mutuate dai bolidi a ruote scoperte. Sfrutta le conoscenze tecniche ed aerodinamiche acquisite coi prototipi precedenti, in particolare con la 512.
Il suo vero nome è 312 P, ma l’esigenza di distinguerla dal modello nato nel 1969 e caratterizzato dalla stessa denominazione, spinge alcuni cronisti ad aggiungere la lettera B di boxer alla sigla, così impropriamente storpiata in P/B. Ostenta una linea rabbiosa ed eccitante, densa di forte vitalità agonistica. Sembra la lama di un rasoio ed è una bella Sport. I tratti spigolosi enfatizzano la sua grinta.
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L’elezione di Jean Todt alla presidenza della Fia ha suscitato numerose reazioni, anche sul sito della Ferrari. Sul forum del “cavallino rampante” ci sono diversi commenti, quasi tutti di segno positivo, anche se qualcuno si chiede se l’elezione dell’ex-amministratore delegato sia un male o un bene per la Scuderia, alla luce di alcuni rumour riguardo a un possibile addio non propriamente idilliaco con la casa italiana.
Sulla questione interviene personalmente il presidente Luca di Montezemolo, in modo da spazzare via ogni dubbio: “Sono molto felice che Todt, una persona che ha lavorato molto bene nei suoi sedici anni a Maranello e a cui sono particolarmente affezionato, sia stato eletto in un ruolo così importante e cruciale per il futuro del Circus. La Ferrari ha sempre voluto mantenere una posizione di neutralità in una competizione elettorale che non la vedeva in alcun modo coinvolta in prima persona e non ha mai voluto replicare a tante illazioni totalmente prive di fondamento“.
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Jean Todt, già Direttore della Gestione Sportiva e Amministratore Delegato della Ferrari, è stato eletto oggi alla carica di Presidente della FIA.
In un comunicato emesso dalla FOTA, il Presidente della Ferrari Luca di Montezemolo ha rilasciato questa dichiarazione: “Desidero fare i migliori auguri di buon lavoro a Jean Todt, di cui ho sempre apprezzato la capacità, la dedizione e la lealtà.
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Si avvicina il round conclusivo del Fia GT, che il prossimo fine settimana assegnerà a Zolder il titolo piloti GT1 2009. Per Matteo Bobbi e il suo compagno di equipaggio Alessandro Pier Guidi l’obiettivo sarà quello di terminare la stagione con un risultato positivo, dopo il podio conquistato a Budapest.
Il circuito belga venne inaugurato nel 1963 e dall’inizio degli anni ‘70 ospitò varie edizioni del Gran Premio di Formula Uno. Con l’avvicinarsi degli anni ‘80 la pista cominciò a mostrare limiti di sicurezza dovuti agli spazi di fuga troppo esigui. I box decisamente stretti portano nel 1981 alla morte di un meccanico Osella, Giovanni Amadeo.
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