Quando sono le 10, l’edizione 2009 della 24 Ore di Le Mans sembra vivere una situazione di calma. Al comando c’è la Peugeot di Wurz, seguita dalla 908 di Sarrazin. Terza l’Audi R15 di Kristensen, Capello e McNish. In LMP2 è la Porsche a dettare legge.
La gara è stata segnata dalla perdita di due Audi di punta, con la numero 3 di Bernhard, Dumas e Premat finita contro le barriere nei minuti iniziali della maratona. Stessa sorte, alcune ore dopo, per la vettura gemella di Luhr, Rockenfeller e Werner.
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Ormai il via della 24 Ore di Le Mans è dietro l’angolo. Alle 15 scatta l’appassionante sfida della Sarthe, per scrivere un nuovo capitolo di una saga leggendaria. Il warm up ha confermato lo stato di forma della Peugeot, con tre prototipi nei primi tre posti.
La prestazione migliore è stata ottenuta dalla vettura numero 8 di Franck Montagny che, con 3′26″457, ha fatto meglio delle 908 di Genè, Wurz e Brabham e di Minassian, Lamy e Klien. Quarta l’Audi R15 di Bernhard, Dumas e Premat. Tom Kristensen è stato protagonista di un lungo alla chicane Dunlop ed ha chiuso settimo.
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Allan McNish ha conquistato la pole provvisoria nella prima sessione di qualifiche in vista della leggendaria 24 Ore di Le Mans, che scatterà alle 15 di domani sulla pista della Sarthe. Il pilota dell’Audi R15, con il tempo di 3′23″650, ha tenuto dietro la Peugeot di Sarrazin, Montagny e Bourdais, staccata di poco più di un secondo.
Terza l’altra 908 by Pescarolo, gestita in pista da Boullion, Pagenaud e Treluyer. Come si poteva facilmente immaginare, in LMP2 sono state le Porsche a dominare la scena, con Elgaard, Collard e Poulsen abbondantemente sotto il tempo dell’altra RS Spyder di Ara, Kunimoto e Maassen, giunta alle loro spalle.
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Allan McNish, Tom Kristensen e Dindo Capello hanno conseguito il successo nella maratona di Sebring, alla guida della debuttante Audi R15 Tdi, riscattando la casa dei “quattro anelli” della delusione patita lo scorso anno. La storia, però, avrebbe potuto prendere una piega diversa. Il bolide di Ingolstadt ha avuto la meglio sulla Peugeot 908 con un margine di appena 22″279: a tanto ammonta il distacco accusato alla bandiera a scacchi dalla 908 di Franck Montagny, Stéphane Sarrazin e Sébastien Bourdais.
Un divario che sintetizza molto bene l’epico scontro tra i due costruttori, le cui “belve” hanno chiuso nello stesso giro. Il momento decisivo è arrivato allo scoccare dell’ultima ora, con Montagny in vantaggio di 30″ sugli avversari e una sosta ai box ancora da compiere. Per tentare l’impossibile i francesi hanno evitato il cambio gomme, ma l’assalto al vertice non ha prodotto i suoi frutti, per la lucidità del leader, che non ha ceduto alla pressione. L’assetto della classifica è quindi rimasto immutato.
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Come abbiamo già scritto, la Peugeot mira al successo nella 24 Ore di Le Mans. Dopo aver potenziato le forze in campo, aggiungendo un quarto prototipo alla sua formazione, la casa del “Leone Rampante” inizia ora il percorso di avvicinamento alla maratona della Sarthe.
La prima e più importante tappa sarà a Sebring, per la prova di apertura dell’America Le Mans Series in programma sul glorioso tracciato d’oltreoceano dal 18 al 20 marzo. Nella 12 ore statunitense Peugeot Sport sfrutterà ogni minuto disponibile per collaudare le auto e il team in vista della gara di casa, sulla quale si focalizzano tutti gli sforzi stagionali. Poi toccherà a Spa- Francorchamps completare il ciclo.
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I tecnici di Peugeot Sport, durante la pausa invernale, hanno lavorato per adattare la 908 HDi FAP® ai nuovi regolamenti varati dall’ACO e per colmare gli aspetti lacunosi emersi durante la scorsa stagione. Il principale obiettivo di questi sforzi è quello di vincere la 24 Ore di Le Mans, sfuggita per un soffio nella passata edizione.
L’impegno della squadra francese si è concentrato sulla correzione dei punti deboli riscontrati durante il 2008. Molta attenzione è stata prestata all’ottimizzazione del “traction control”, ma gli interventi compiuti sono stati ad ampio raggio, per rendere ancora più affilato un prodotto già di alto profilo.
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L’Audi ha centrato il successo nell’ultimo appuntamento dell’American Le Mans Series, che si è disputato sul circuito di Laguna Seca. A definire l’esito della gara hanno concorso le 12 “caution” durante le 4 ore di battaglia, che hanno giocato in favore della casa dei “Quattro Anelli”, forte dell’imbattibilità delle sue barchette nelle ripartenze.
La vittoria è andata a Lucas Luhr e Marco Werner. Quest’ultimo, nel restart finale, ha scavalcato Emanuele Pirro, alla sua apparizione conclusiva come pilota del marchio di Ingolstadt. L’italiano è giunto secondo, in coppia con Christijan Albers. Al terzo posto l’Acura di Franck Montagny e Tony Kanaan, che ha primeggiato fra le LMP2, davanti alla vettura gemella di Gil de Ferran e Simon Pagenaud. Terza la Porsche-Penske dei campioni Bernhard-Dumas, che ha garantito alla casa tedesca il titolo costruttori.
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L’Acura ha monopolizzato le prime tre posizioni del podio nell’appuntamento di Detroit dell’American Le Mans Series. Il successo è andato a Rossiter/Montagny, giunti davanti a Brabham/Sharp e De Ferran/Pagenaud, anche loro al volante della ARX-01B.
Quarto posto per la Porsche RS Spyder di Bernhard/Dumas che, senza lo stop&go imposto dopo un urto con un doppiato, avrebbe potuto portare a casa la vittoria. Negativa la giornata dell’Audi, la cui vettura numero 2 ha patito un incidente per un’avaria in frenata, mentre la Sport guidata da Fassler/Pirro è stata squalificata per essere risultata troppo leggera alla bilancia.
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Il 30enne Franck Montagny, reduce dall’esordio con la Peugeot 908 HDi alla 24 Ore di Le Mans, continuerà la sua annata nell’endurance dopo l’accordo firmato con la Andretti Green Racing che gli metterà a disposizione la Acura ARX-01b per la restante parte della stagione ALMS.

Malgrado siano state in testa per circa 14 ore di gara, le Peugeot 908 HDI Fap® non hanno avuto lo stesso passo dell’Audi vincente di Capello/Kristensen/McNish sul bagnato della mattinata conclusiva della 24 Ore di Le Mans 2008. L’equipe francese può comunque consolarsi con due terzi del podio e prestazioni velocistiche sconosciute al resto dei concorrenti.
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