
Gli organizzatori del Gran Premio del Bahrain rispondono alle richieste di chi vorrebbe spingere le squadre a boicottare la corsa del 2012, dicendo che l’appuntamento agonistico “è supportato da una schiacciante maggioranza di persone“.
A muovere le acque, alcuni giorni fa, era stato il locale centro per i diritti umani, che aveva sollecitato team e piloti a non disputare la gara, sostenendo che in caso contrario la Formula 1 aiuterebbe il governo a far passare il messaggio che nel Paese tutto è a posto, travisando così la realtà percepita.
Un portavoce del Bahrain International Circuit insiste invece nel dire che il governo sta agendo in un quadro diverso da quello descritto dagli attivisti: “L’anno scorso, il re del Bahrain ha commissionato un rapporto indipendente sulle presunte violazioni dei diritti umani, i cui risultati sono stati pubblicati nel mese di novembre. Gli ispettori hanno appurato la loro esistenza, esponendo raccomandazioni di carattere generale e particolare all’esecutivo che, attribuendo peso agli esiti delle indagini, sta agendo rapidamente e in modo convincente“.
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Il Gran Premio del Bahrain non andrà in scena nel 2011. Questa è la decisione finale degli organizzatori della sfida di Sakhir, dopo che la scelta di inserire nuovamente la gara in calendario aveva prodotto una lunga scia di polemiche.
Ecco le parole di Zayed R Alzayani, presidente del Bahrain International Circuit: “Saremmo stati felici di avere la nostra corsa il 30 ottobre, in linea con la decisione del World Motor Sport Council, ma si è creato un quadro che ha reso impossibile proseguire su tale strada“.
“Il Bahrain -aggiunge Alzayani- ha sempre cercato di svolgere un ruolo utile nella promozione della Formula 1 in Medio Oriente, ma non ha alcun desiderio di vedere una gara che estenda ulteriormente il calendario della stagione. Vogliamo che il nostro impegno continui ad essere positivo e costruttivo, come è sempre stato. Quindi, nel migliore interesse dello sport, rinunciamo all’evento 2011. Siamo ansiosi di accogliere il Circus il prossimo anno“.
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La Formula One Teams Association (Fota) ha chiesto formalmente il rinvio a fine stagione e magari al 2012 del Gran Premio del Bahrain di Formula 1, il cui ritorno in calendario ha suscitato un vespaio di polemiche, tutte ampiamente motivate.
Anche se non esistono conferme ufficiali della notizia, sembra che l’associazione dei costruttori abbia proposto di rimettere nella collocazione iniziale la gara prevista in India per il 30 ottobre prossimo, mentre sarebbe stato suggerito uno spostamento a fine anno della tappa di Sakhir, al fine di avere un periodo supplementare di riflessione sulla situazione nel “Regno dei due Mari”.
In questo senso la posizione della Fota si allinea a quella più recente di Bernie Ecclestone, con cui i rappresentati dei team si sarebbero sentiti nelle ultime ore. Pare che ci sia convergenza di vedute sulla necessità di una nuova votazione sull’argomento, per mettere sul tavolo tutte le spine e assumere le decisioni conseguenti.
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Bernie Ecclestone crede che la decisione di ripristinare il Gran Premio del Bahrain di Formula 1 meriti ulteriori approfondimenti. Secondo lui è necessario effettuare una nuova votazione sull’argomento, perché nel “Regno dei due Mari” le cose non sembrano così rosee come lascia intendere la Fia.
Il boss del Circus, che pure aveva sostenuto il ritorno dell’evento nel 2011, avverte ora la necessità di essere cauti nella scelta, per via delle notizie che giungono da quell’area del mondo, dove la protesta continua e le violazioni dei diritti umani vanno avanti.
Ecclestone crede, alla luce di questo, che la gara debba essere posticipata a fine stagione e, se necessario, annullata: “Abbiamo ascoltato la relazione della Fia, che parlava di un quadro tranquillo, ma non è quello che si sente. Penso che sia necessaria la massima attenzione, perché non sappiamo cosa può accadere. E’ meglio pensare a Sakhir come tappa conclusiva, così possiamo decidere meglio cosa fare, in base all’evoluzione dello scenario“.
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Gli organizzatori del Gran Premio d’India di Formula 1 insistono nel dire che la costruzione del circuito destinato ad ospitare la gara sarà completata prima del tempo. L’unico motivo per cui l’evento è stato spostato verso fine anno è da connettere alla scelta di ripristinare la corsa del Bahrain nella stagione 2011.
Vicky Chandok, presidente della Federation of Motor Sports Clubs in India, ha dichiarato all’Associated Press che la nuova programmazione “non ha nulla a che fare con la pista, che sarà pronta molto prima del previsto”. Secondo lui a Noida si potrebbe correre regolarmente ad ottobre, come da calandario iniziale.
Il nuovo tracciato del paese dei Maharaja è in avanta fase di realizzazione alla periferia di Nuova Delhi. Alcuni disguidi avevano spinto gli osservatori a temere un certo ritardo, ma non emergono segnali preoccupanti sulla tabella di marcia. Chandhok si dice tuttavia contento di aver agevolato il ritorno nel calendario 2011 della sfida di Sakhir.
Via | Planet-f1.com

La discutibile decisione di rimettere in calendario a fine ottobre il Gran Premio del Bahrain di Formula 1 sta alimentando un vespaio di polemiche. In molti contestano la scelta della Fia ed anche le squadre dicono di non voler affrontare quest’anno la sfida di Sakhir, per motivi di ordine etico e logistico.
L’appuntamento nell’arcipelago del Golfo Persico potrebbe diventare una cassa di risonanza mondiale per il governo e gli oppositori. Il primo avrebbe una vetrina da cui lanciare il messaggio che tutto è a posto, gli insorti disporrebbero di un display per azioni eclatanti.
Un leader degli attivisti per i diritti umani parla di possibili disordini civili e di proteste in occasione dell’evento, contro il cui ritorno la gente ha mostrato una forte resistenza. Si parla già di un Gran Premio segnato da un “giorno della rabbia”. Nabeel Rajab, presidente del centro per i diritti umani del Bahrain, si esprime in questi termini: “Abbiamo sepolto due corpi di persone vittime dell’oppressione governativa quando è stata data la notizia del recupero della gara“.
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Max Mosley boccia senza appello la decisione di tornare in Bahrain il 30 ottobre. L’ex presidente della Fia condanna la scelta e spera che venga al più presto riconsiderata, per gli effetti sulla credibilità del motorsport. Nella sua rubrica sul quotidiano Telegraph, Mosley ha parlato del ripristino della corsa di Formula 1 come di un evento strumentalizzato dal governo di quel paese per migliorare la sua immagine sulla scena mondiale, nel tentativo di far dimenticare le tensioni interne.
Queste le sue parole: “Se uno sport accetta il ruolo di maschera per camuffare le azioni di un esecutivo oppressivo, diventa uno strumento a sua disposizione. Spero che il Circus non faccia proprio un simile ruolo, perché in caso contrario condividerà le colpe del regime, che ha usato la mano pesante sui manifestanti disarmati“.
“Il governo del Bahrain -aggiunge Mosley- vuole ripulire la sua immagine. Ecco dove il Gran Premio entra in gioco. Effettuando la gara i governanti sperano di mostrare al mondo che i problemi raccontati erano solo una piccola cosa, frutto di una temporanea difficoltà, facendo passare il messaggio che tutto è tornato alla normalità. Accettando di correre lì, la F1 si fa complice di questa operazione e diventa uno degli strumenti di propaganda dell’esecutivo. La decisione di rimettere in calendario la corsa è un errore che non sarà dimenticato. Se non arriverà un tempestivo cambio di rotta, costerà molto caro al Circus“. Per quel che mi riguarda, condivido in pieno le valutazioni del vecchio Max.
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Dopo le anticipazioni su Twitter fatte da un alto funzionario governativo, giunge ora la conferma ufficiale della Fia sul reintegro del Gran Premio del Bahrain di Formula 1 nel calendario iridato 2011. Il Circus recupera così la tappa di Sakhir, che doveva aprire la stagione in corso. La gara di marzo venne a suo tempo cancellata per i disordini scoppiati nel paese.
Ora il regno arabo torna nel giro con il suo appuntamento agonistico, fissato per il 30 ottobre. Nella stessa data era in programma la sfida indiana, che slitta a fine stagione. Ovvio, a questo punto, che il campionato si chiuderà nel mese di dicembre: un fatto insolito, capace di generare tante polemiche, per lo stress a carico degli uomini dei team, chiamati a ridurre ulteriormente la breve pausa di lavoro a loro disposizione.
Altre discussioni nasceranno sull’opportunità della scelta, che rimette in calendario una corsa che in tanti avrebbero preferito ripristinare il prossimo anno, per evitare di incidere sui processi in atto nel paese e le conseguenti possibili strumentalizzazioni, dall’una e dall’altra parte. Evidentemente le ragioni del business hanno prevalso sulle altre considerazioni.
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Un funzionario del Bahrain ha scritto su Twitter che il Gran Premio di Sakhir ha avuto il via libera per rientrare nel calendario di Formula 1 a fine stagione. La gara, che doveva svolgersi nel mese di marzo, era saltata per i disordini politici nell’area.
Ora sembra che tutto sia pronto per farla rientrare nel giro. Fawaz Al Khalifa, responsabile dell’autorità delle comunicazioni del Regno, ha scritto sul popolare social network: “Il Bahrain ospiterà la F1“. Secondo le prime indicazioni pare che la corsa si disputerà il 30 ottobre, sostituendo il Gran Premio d’India, che verrà spostato a una data successiva. Ma al momento non c’è nessuna conferma ufficiale da parte della Fia.
Via | Planet-f1.com

Ieri abbiamo parlato del tentativo di reinserire il Gran Premio del Bahrain di Formula 1 nel calendario iridato 2011. Per agevolare la scelta è stata spostata la data limite del primo maggio, inizialmente fissata per assumere la decisione. Oggi possiamo dirvi che la Fia ha dato tempo fino al 3 giugno gli organizzatori, per valutare se effettuare o meno la gara.
La federazione ha deciso di prorogare il termine di più di un mese dopo gli inviti fatti da Bernie Ecclestone che, per dare più respiro ai promotori dell’evento, ha sostenuto che “le cose potrebbero cambiare in fretta nell’area“.
Il comunicato ufficiale della Fia informa che la decisione del rinvio della scadenza è stata assunta insieme alle parti: “La Federazione Internazionale dell’Automobile, previa consultazione con le autorità del Bahrain e la Fom, ha concesso una proroga per valutare le cose“. Ora tutto è rimandato alla prossima riunione del Consiglio Mondiale, che si terrà il 3 giugno a Barcellona. Solo allora giungerà la scelta finale.
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