
Ieri Fernando Alonso si è calato nell’abitacolo della Ferrari F2012, per la prima presa di contatto con la nuova “rossa”. Il pilota spagnolo, costretto a fare i conti con un problema idraulico nella frazione antimeridiana, ha chiuso al settimo posto in classifica, con un ritardo di 2″8 dal leader.
Questo risultato potrebbe generare dei dubbi sul valore della monoposto portata in pista a Jerez de la Frontera, ma a Maranello sono sereni, perché gli uomini del team hanno proseguito nel lavoro di raccolta dati sul comportamento dell’auto, senza curarsi tanto del fatto cronometrico.
Quindi non è il caso di drammatizzare pensando al ritardo nei confronti dei rivali. Ciò che conta è sgrezzare velocemente la vettura, che sposa una filosofia molto più aggressiva rispetto alle ultime stagioni. Il concetto è ribadito dal direttore tecnico Pat Fry: “Non abbiamo nessun bisogno di togliere benzina e cercare il tempo per avere i titoli sui giornali. Dobbiamo invece massimizzare i soli dodici giorni di test disponibili“.
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Con i test di Jerez de la Frontera i team hanno iniziato la fase di preparazione al prossimo campionato del mondo di Formula 1. Della partita fanno parte quattro squadre equipaggiate con il motore Renault RS27. Questo significa che un terzo delle monoposto in griglia avranno un cuore francese nel 2012.
L’ultima ad entrare nella “famiglia transalpina” è stata la Williams, che si è aggiunta a Red Bull, Lotus e Caterham. Per la Régie è la 35ª stagione nel Circus, testimonianza di un impegno concreto e luminoso.
Quest’anno si apre un’altra parentesi, come sottolinea Rob White, vice direttore tecnico generale di Renault Sport F1: “Ci sono molte sfide interessanti da affrontare. Lavorare con quattro squadre significa impegnarsi su quattro diversi telai, con quattro diverse procedure da mettere in atto. Abbiamo imparato molto nel 2011, quando siamo passati da due a tre team. Anche nel 2012 svolgeremo professionalmente il nostro compito“.
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I primi due giorni di test sulla pista di Jerez de la Frontera non hanno registrato la presenza della Ferrari nei piani alti della classifica dei tempi, ma questo non preoccupa gli uomini di Maranello, che hanno concentrato le loro attenzioni sul processo di apprendimento della nuova monoposto, senza curarsi troppo dei dati cronometrici.
Anche ieri Felipe Massa è finito nelle retrovie, con un gap importante dai primi, ma il brasiliano non sembra per nulla spaventato dalla cosa. Quello che gli interessa, al momento, è il dato positivo in termini di sensazioni: “Abbiamo fatto alcuni cambiamenti sull’assetto e le risposte sono state quelle che ci aspettavamo. E’ importante che ciò accada, perché significa che la vettura reagisce in modo corretto. Ovvio che c’è ancora molto da fare, forse più di quanto prevedevamo alla vigilia, ma non siamo certo spaventati“.
“Penso -aggiunge Massa- che la F2012 possa essere più congeniale al mio stile di guida rispetto alle vetture precedenti: ad esempio, c’è molto meno sottosterzo. Si tratta soltanto di lavorarci sopra con calma e concentrazione ed è quello che faremo anche nei prossimi giorni, quando arriverà Fernando. Penso che ci sia un grande potenziale in questa monoposto“.
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Ieri è andata in scena la prima giornata di test collettivi a Jerez de la Frontera. La Ferrari ha portato in pista la nuova F2012, con Felipe Massa al volante, che ha completato 69 giri, per un totale di circa 300 chilometri. Nella lista dei tempi il brasiliano non si è posto sui piani più alti, ma il lavoro dei tecnici non era focalizzato nella ricerca della prestazione.
Gli sforzi del gruppo si sono infatti concentrati sull’acquisizione dei dati sul comportamento della vettura. Il debutto di questa ha generato sensazioni intense nello chief design Nikolas Tombazis, che dice: “C’è sempre un’emozione particolare quando la macchina va in pista per la prima volta, inutile nasconderlo“.
A far crescere le pulsazioni ci ha pensato l’approccio più ardimentoso seguito nella sua progettazione: “Questa monoposto rappresenta un taglio netto rispetto alla vecchia. Il modello presenta dei concetti che sono per noi molto diversi e che necessitano di un lavoro di affinamento importante. Ecco perché oggi (ieri, ndr) non abbiamo assolutamente guardato al cronometro, preferendo concentrarci sulla raccolta di tutti gli elementi necessari a capirne meglio il comportamento dinamico“.
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Ecco le prime immagini della Williams FW34. La nuova creatura, chiamata a difendere i colori del team di Grove nel prossimo campionato del mondo di Formula 1, è stata presentata oggi sulla pista di Jerez de la Frontera, con una cerimonia semplice e senza fronzoli. I manager della squadra non hanno previsto nulla di particolare, ma si sono limitati ad offrire la monoposto agli obiettivi dei fotografi in pitlane.
Guardandola si nota la presenza di un vistoso gradino sul muso, che ricorda da vicino quello tozzo della Ferrari F2012. Notevole il lavoro svolto nella sezione posteriore, con pance molto rastremate. La FW34 sarà guidata da Pastor Maldonado e Bruno Senna, che ha sostituito Rubens Barrichello nella formazione inglese, desiderosa di recuperare in questa stagione il filo del collegamento con il nobile passato, dopo un 2011 poco felice.
Ricordiamo che la Williams ha rinnovato il suo organigramma aziendale, con Mike Coughlan come direttore tecnico, Mark Gillan come ingegnere capo delle operazioni e Jason Somerville come leader del reparto aerodinamico. Basterà a invertire la rotta? Difficile dirlo, ma la cosa più importante è che sia cambiato il metodo di lavoro, per far emergere le energie positive. Il ritorno ai motori Renault, inoltre, può alimentare le ambizioni, pensando ai successi del precedente matrimonio.
Sebastian Vettel esprime il suo stato d’animo dopo la presentazione della nuova Red Bull RB8. Con questa monoposto il pilota tedesco cercherà di conservare il trono della specialità, ma la sensazione è che dovrà faticare di più per tentare la riconferma.
Anche lui ne è consapevole, quando dice: “Non domineremo il mondiale“. Parole che firmano la tradizionale prudenza della vigilia, ma che raccontano anche una situazione probabile nell’arco della stagione.
Le nuove norme, del resto, non hanno permesso ad Adrian Newey di dare forma a grandi rivoluzioni, per i paletti delle restrizioni, che hanno chiuso i varchi ai grandi slanci creativi: “Non si sono molti margini per inventare qualcosa che faccia la vera differenza, quindi il genio progettuale è più imbrigliato“.
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Sauber è una delle tre squadre che hanno scelto la data odierna per la presentazione delle monoposto destinate ad affrontare la stagione agonistica 2012 di Formula 1. Il team elvetico ha appena tolto i veli alla sua vettura, battezzata con la sigla C31. Come potete notare, anche qui c’è l’orribile muso scalinato.
La cerimonia di ingresso in società si è svolta senza troppi orpelli sul circuito di Jerez de la Frontera, in presenza dei piloti Kamui Kobayashi e Sergio Perez. Con questa realizzazione gli uomini della squadra di Hinwil sperano di fare meglio del settimo posto raccolto lo scorso anno in classifica costruttori.
La C31 è una mix di innovazione ed evoluzione rispetto al modello precedente. Cambia profondamente il frontale, mentre altri dettagli sembrano più simili al passato. Notevole la compattezza del posteriore e la cura dei singoli elementi, con un gran numero di nuovi sviluppi, alcuni dei quali nascosti.
I tecnici ne cantano le lodi, specie per quanto concerne il retrotreno, dove si concentrano molti cambiamenti. La linea guida del progetto è stata quella di conservare i punti di forza della C30, progredendo negli elementi più deboli del pacchetto. Peter Sauber è fiducioso ed ha ambizioni precise: “Il nostro obiettivo è quello di finire regolarmente in zona punti, per guadagnare terreno nel campionato del mondo“.
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Abbiamo già riferito che la Lotus F1 Team ha presentato oggi la sua monoposto 2012, battezzata con la sigla E20, per celebrare il ventesimo progetto telaistico nato nello stabilimento di Enstone. In questa sede si costruiscono bolidi da Gran Premio dal 1992, anche se con etichette diverse.
L’auto propone una serie di modifiche tecniche rispetto alla vettura dello scorso anno, per fornire ai piloti un’arma da gara capace di assecondare al meglio le loro ambizioni agonistiche. L’auspicio del team è che le aspettative non vengano tradite, per sostenere i sogni maturati in fase di progettazione.
Come scritto nel precedente post, la nuova nata della squadra inglese segue la moda dello scalino sul muso, sposata da Ferrari, Caterham e Force India, ma qui il profilo è raccordato in modo più dolce che altrove. Già nella giornata di martedì la squadra sarà in pista a Jerez de la Frontera, con Kimi Raikkonen al volante. Poi sarà il turno di Romain Grosjean.
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In vista della prima sessione di test collettivi sulla pista di Jerez de la Frontera, che prenderà le mosse nella giornata di martedì 7 febbraio, il sito di planet-f1 propone un’interessante line-up, che illustra l’articolazione dell’impegno delle diverse scuderie nel tracciato iberico, esclusa la Marussia, che non farà parte del gruppo.
Le operazioni di questa tornata d’apertura andranno avanti fino a venerdì 10 febbraio, con la partecipazione di ben sei campioni del mondo di Formula 1. L’ordine di marcia dei team principali vede Mark Webber prima di Sebastian Vettel alla Red Bull, Jenson Button davanti a Lewis Hamilton alla McLaren, Felipe Massa prima di Fernando Alonso alla Ferrari. Dopo il salto, la lista completa.
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Bmw Motorsport annuncia i piloti che difenderanno i colori dell’elica blu nel DTM 2012. Questo passaggio segna un ulteriore passo di avvicinamento al rientro nella specialità. Bruno Spengler e Dirk Werner correranno con Schnitzer; Andy Priaulx e Augusto Farfus rappresenteranno il team RBM; il campione in carica Martin Tomczyk unirà le sue forze a quelle di Joey Hand per tenere alta la bandiera di RMG.
Ecco le parole di Jens Marquardt, direttore di Bmw Motorsport: “Nell’assegnare i nostri sei piloti alle tre squadre abbiamo completato un’altra fase della pianificazione strategica per la stagione 2012. Il programma dei test si è finora concentrato sulla valutazione degli elementi. Ora il focus passa alle prestazioni“.
“Per essere in grado di spingerci al limite e sfruttare appieno il potenziale della vettura -aggiunge il manager- è essenziale che la cooperazione tra il conducente, il suo ingegnere di pista e tutta la squadra sia perfetta. Ci siamo sforzati di trovare la combinazione ideale fra drivers e team. Dopo molte discussioni con i soggetti coinvolti, siamo certi di aver trovato la line-up ottimale, che dovrebbe consentirci di ottenere i risultati migliori. I piloti e le squadre possono ora continuare a crescere insieme, per prepararsi alla sfida“.
Via | Bmw.de