
Dario Franchitti ha vinto la 500 Miglia di Indianapolis. Il pilota scozzese di Chip Ganassi ripete così il succeso conseguito nel 2007. Una bella prova per lui, dopo la partenza dal terzo posto e il rapido sorpasso di chi lo precedeva. Nel finale, però, Franchitti ha dovuto guardarsi le spalle dall’arrivo imperioso di Dan Wheldon, in rapida rimonta prima delle bandiere gialle per lo spaventoso incidente tra Mike Conway e Ryan Hunter-Reay.
Queste hanno messo a rischio la terza posizione di Marco Andretti che, in occasione dal crash, era stato passato da Lloyd, Dixon e Patrick, convinti che il suo rallentamento fosse dovuto a problemi con il carburante, smentiti dalla telemetria. Quindi i tre sorpassi sono stati puniti, perché avvenuti senza giustificazione in regime di bandiere gialle.
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La Formula 1 tornerà negli Stati Uniti, a partire dal 2012. E’ Bernie Ecclestone a darne l’annuncio. L’appuntamento a stelle e strisce si disputerà ad Austin e non a New York, dove il patron del Circus sperava di inquadrare la sfida. In ogni caso una grande soddisfazione per lui, anche perché l’accordo durerà fino al 2021.
Ancora non si conosce la localizzazione esatta, ma la gara si disputerà in un autodromo appositamente costruito nella capitale del Texas. Una cosa mai successa in precedenza, come sottolinea lo stesso Ecclestone: “Per la prima volta nella storia della F1, negli Stati Uniti sarà costruito un impianto ad hoc per ospitare un Gran Premio. Erano 30 anni che non si andava a correre su un circuito vero negli States, quando il GP si teneva con grande successo a Watkins Glen“.
Continua a leggere: F1, Ecclestone: "Nel 2012 si torna negli States"

Gli Stati Uniti sono fuori dalla Formula Uno ormai da anni, ma Bernie Ecclestone continua a cercare una soluzione per riportare il Circus negli Usa. Anche se l’esplorazione è ad ampio raggio, il circuito favorito resta l’Indianapolis Motor Speedway (IMS), come evidenziano alcuni recenti rapporti.
L’impianto ha ospitato i Gran Premi dal 2000 al 2007, ma la serie non ha riscosso un grande successo oltreoceano, facendo calare il sipario sull’appuntamento a stelle e strisce. Parlando della possibilità di riaccendere il collegamento, il gestore dei diritti commerciali della disciplina si è detto ottimista, dopo il recente cambio di management dell’autodromo.
Continua a leggere: F1, Ecclestone vuole tornare a Indianapolis nel 2011

Lotus e Cosworth confermano la nuova partnership tecnica e commerciale, che condurrà all’ingresso nell’IndyCar Series 2010, sotto il tetto di KV Racing Technology. Il bolide utilizzato per lo sbarco userà il classico abbinamento giallo e verde che caratterizza le auto da corsa del marchio inglese.
La guida del bolide sarà affidata all’ex pilota di F1 Takuma Sato. Lotus ha gareggiato per un certo periodo in America, vincendo la 500 Miglia di Indianapolis del 1965, con la Type 38 di Jim Clark. Il Ceo del gruppo Dany Bahar è soddisfatto dell’operazione: “Le corse fanno parte del Dna di casa Lotus, che ha prodotto molte innovazioni nell’universo del motorsport. Affianchiamo all’ingresso nel Circus questa nostra presenza in IndyCar, per un impegno all’insegna della passione in due mondi molto importanti“.
Continua a leggere: Lotus sbarca con Cosworth in IndyCar Series

Il primo rumor è di circa una settimana fa, ora la notizia ha preso ulteriore corpo, la Lotus Cars sta studiando un programma di partecipazione alla 500 miglia di Indianapolis nel 2011.
Sembra siano già partiti i contatti con i team Ganassi e Andretti forse per allestire già quest’anno un programma esplorativo con una monoposto di una di queste squadre.

Un altro concorrente mette sul piatto la sua soluzione telaistica per la IndyCar Series del quinquennio che parte dal 2012. Si tratta di BAT Engineering, che ha rivelato il suo concept in CFD. Al progetto hanno lavorato tre ingegneri con significativi trascorsi nella categoria: Bruce Ashmore (Lola e Reynard), Alan Mertens (March, Galmer) e Tim Wardrop (G-Force).
In attesa della decisione finale ricordiamo che anche Dallara ha presentato delle proposte, rispettose della necessità di ridurre i costi del telaio del 40%, con un notevole taglio sui 700 mila dollari degli chassis attuali. Negli elaborati che il costruttore italiano ha candidato si coglie il grande lavoro compiuto sul fronte del miglioramento aerodinamico e del contenimento dei pesi, per assicurare le prestazioni attuali con meno cavalli in scuderia.
Continua a leggere: IndyCar Series: anche BAT propone un telaio per il 2012

Sono stati due giorni intensi per Fernando Alonso, alla sua seconda visita “ufficiosa” a Maranello. Il pilota spagnolo è arrivato mercoledì mattina alla Gestione Sportiva, dove ha proseguito insieme ai tecnici il lavoro di conoscenza della squadra e del programma del prossimo anno.
Con un po’ più di tempo a disposizione, Fernando ha avuto anche la possibilità di visitare tutte le aree industriali dove nascono le vetture del “cavallino rampante”, sia quelle stradali che quelle di Formula 1, nonché il reparto delle Ferrari Classiche dove, fra le altre, era presente la monoposto impiegata ad Indianapolis nel 1954.
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Mancano pochi giorni al Gran Premio d’Italia di Formula 1, che si disputerà domenica sul circuito di Monza. Questo storico impianto vanta una tradizione unica e inimitabile, il cui fascino è vissuto in modo intenso dai tifosi. La Ferrari si presenta all’appuntamento di casa con il fresco successo di Kimi Raikkonen, tornato sul gradino più alto del podio dopo una lunga astinenza.
Il finlandese ha regalato al “cavallino rampante” l’unica vittoria stagionale, sul glorioso tracciato di Spa, in Belgio. Adesso gli uomini di Maranello sperano di ben figurare davanti ai propri tifosi, anche se un nuovo trionfo sembra difficile. Nella sfida brianzola cercherà di mettersi in luce Giancarlo Fisichella, passato alla “rossa” per sostituire Felipe Massa, al posto di Luca Badoer, appiedato dopo le deludenti prestazioni delle scorse settimane.
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Tony George in fondatore della serie americana IndyCar: l’uomo che a metà anni novanta porto a termine lo scisma nel motorsport a stelle e strisce smembrando il campionato Cart e portando alla nascita di due serie, ora lascia la guida della sua creatura.
I motivi risiedono in dissapori familiari con le sorelle, dissapori nati dopo la crisi finanziaria che ha colpito pure il portafoglio azionario della famiglia George, dal primo luglio Tony George è stato destituito dal ruolo di Presidente dell’Indianapolis Motor Speedway, e dalla Hulman & Company, società che fanno entrambe capo alla sua famiglia. A questo punto Tony ha rifiutato la guida della IndyCar non condividendo la ripartizione delle responsabilità in più mani.

La FOTA sta pianificando quelli che dovrebbero essere i destini della Formula 1 e le nuove strategie, sicuramente il ritorno negli USA è una priorità per l’organizzazione facente capo ai costruttori: che certamente non possono abbandonare un mercato come quello Americano.
In questa stagione le Formula 1 non correranno ne a Indianapolis dove si corse l’ultima volta nel 2007, ne in Canada, c’è immediato bisogno di un’inversione di tendenza.
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