
L’IndyCar ha pubblicato il calendario ufficiale delle gare 2012, dove si nota la conferma di tutti gli appuntamenti di quest’anno, cui si aggiunge la sfida di Mid-Ohio. Quindici le corse in programma, con partenza da Saint-Petersburg (Florida) nel weekend del 25 marzo. La chiusura delle danze è invece prevista in California, sull’ovale di Fontana, dove i bolidi della categoria faranno sentire il loro rombo nel fine settimana del 15 settembre. Dopo il salto, il quadro completo.
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Il tragico incidente di gara in cui la scorsa settimana a Las Vegas ha perso la vita Dan Wheldon, ha avuto brutte conseguenze anche per un altro dei protagonisti della IndyCar. A Will Power è stata diagnosticata una frattura da compressione alla quarta vertebra toracica.
Dopo lo spaventoso crash, l’australiano aveva lamentato forti dolori alla schiena ma era stato comunque dimesso dall’ospedale, dove non era stato riscontrato niente di preoccupante. Lunedì ad Indianapolis Power si è sottoposto agli approfonditi controlli dell’ortopedico della serie, Terry Trammell, che ha individuato l’origine dei dolori del pilota nella suddetta frattura.
Fortunatamente, pare che Power non dovrà subire un intervento chirurgico, ma solo un percorso di riabilitazione. Discorso diverso per Philippa Mann: la driver inglese è stata sottoposta oggi ad un intervento di chirurgia plastica per la ricostruzione di una parte della mano destra in cui i medici tenteranno di ripristinare la funzionalità di vasi sanguigni, nervi e tendini, seriamente danneggiati nell’impatto.
La 500 Miglia di Indianapolis, che nel 2011 festeggerà il Centenario, si disputerà anche quest’anno come d’abitudine alla fine di maggio. E, come è accaduto già 21 volte in passato, la pace car sarà fornita dalla Chevrolet. Il modello scelto sarà la nuova Camaro, altra presenza vista spesso sull’Ovale: il modello Chevy vestirà i panni della pace car per la settima volta nella sua carriera.
Il modello scelto per la gara del 2011 è in particolare la nuova Convertible SS, e il suo “vestito” bianco-arancio non è certo stato scelto per caso. Si tratta al contrario di un esplicito richiamo alla Camaro che fece da pace car alla 500 Miglia del 1969. Le repliche di quel modello sono oggi tra le Camaro più ricercate nel mondo del collezionismo. Per la cronaca, la vettura è spinta da un V8 da 405 CV, abbinato ad un cambio automatico sei marce.
Gli organizzatori della IndyCar Series si fregano le mani: a una settimana esatta dall’annuncio del ritorno di Chevrolet in veste di motorista, anche Lotus ha lanciato un comunicato analogo. La casa inglese, dal 2012 (proprio come Chevrolet), rafforzerà decisamente la sua presenza nel campionato, proponendosi anche come costruttore di motori.
Il programma Lotus, dalla durata quinquennale, prevede comunque il proseguimento della fornitura di kit aerodinamici nella serie, già oggi in corso. La casa britannica, in vista del suo accresciuto impegno, realizzerà un nuovo stabilimento nei pressi di Indianapolis, per meglio fronteggiare Honda e Chevy, gli altri due motoristi IndyCar.
L’unità realizzata da Lotus sarà -come da regolamento- un turbo alimentato con E85 (il carburante composto per il 15% di benzina e l’85% di etanolo), con frazionamento massimo di 6 cilindri e cilindrata massima di 2.4 litri, in grado di erogare una potenza compresa tra 550 e 700 CV. Dal monopolio di Honda a ben tre fornitori nel giro di due anni. Che salto di qualità!
Lo avevamo anticipato nei giorni scorsi e oggi pomeriggio è arrivata la conferma ufficiale: Chevrolet torna come motorista alle corse con le ruote scoperte grazie ad un accordo di fornitura raggiunto con il team Penske per il 2012. L’unità che sta preparando la casa americana è un nuovo 2.4 V6 biturbo a iniezione diretta, alimentato con E85, carburante composto per il 15% di benzina e l’85% di etanolo.
Nello sviluppo del propulsore Chevrolet coinvolgerà anche un nome noto agli appassionati di motorsport: Ilmor. In un secondo momento inoltre, Chevy potrebbe ampliare le sue mire in quanto a fornitura, siglando ulteriori accordi dopo quello con il Team Penske.
Chevrolet è stata motorista nelle varie classi Indy tra il 1986 ed il 1993 e poi tra il 2002 ed il 2005, anni in cui i suoi V8 hanno accumulato 104 vittorie, sei campionati piloti e sette affermazioni alla 500 Miglia di Indianapolis. Di tutti questi successi, ben 31 sono stati ottenuti come motorista di Penske, oltre a quattro vittorie a Indianapolis.
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Trapelano le prime immagini dei progetti Dallara per l’IndyCar Series 2012. Sono tre le proposte che il costruttore italiano avrebbe candidato, nel rispetto della necessità di ridurre i costi del telaio del 40%, con un notevole taglio sui 700 mila dollari degli chassis attuali.
Grande il lavoro compiuto sul fronte del miglioramento aerodinamico e del contenimento dei pesi, per assicurare le prestazioni attuali con meno cavalli in scuderia. Negli elaborati si percepisce l’attenzione per la sicurezza, che segue le indicazioni degli organizzatori, desiderosi di avere protezioni in grado di ridurre al minimo le possibilità di aggancio delle vetture. Ricordiamo che la corsa per la fornitura coinvolge anche DeltaWing, Lola e Swift.
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Dario Franchitti si è aggiudicato il titolo 2009 della IndyCar Series, battendo di strategia i rivali Ryan Briscoe e Scott Dixon, che hanno chiuso la gara alle sue spalle. A loro due, in ordine invertito, vanno il secondo e terzo posto nella classifica finale dei conduttori, con un solo punto di scarto. Più consistente il margine dello scozzese, che si gode il meritato trionfo.
La tappa di Miami si è svolta in modo fluido e lineare, senza nessun intervento della safety-car: una situazione più unica che rara. Ad incidere pesantemente sul risultato del duo dell’Oceania è stata la scelta di compiere un primo stint di soli 45 giri, contro i 50 resi possibili dall’autonomia. Questo azzardo li ha costretti alla sosta quando mancavano poche tornate alla bandiera a scacchi, agevolando la performance di Franchitti.
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