
La Ferrari F60, nonostante i progressi palesati in Germania, è una monoposto poco felice. I risultati ottenuti nel corso della stagione sono la cartina di tornasole di un rendimento molto inferiore alle aspettative. Inutile nascondersi dietro giri di parole: il suo progetto non è nato sotto una buona stella.
La principale tara della “rossa” del 2009 è di natura aerodinamica. Più volte Felipe Massa e Kimi Raikkonen hanno parlato di scarso appoggio, bassa deportanza e scorrevolezza non ottimale nei rettifili. Questo ha prodotto animate discussioni, scaturite nella decisione di interrompere il rapporto con Jonh Iley.
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Se il team Campos Racing riuscisse a passare la selezione per essere ammesso al prossimo campionato del mondo di Formula 1, l’universo dei Gran Premi potrebbe giovarsi del ritorno della Dallara, dopo la parentesi degli anni Ottanta e Novanta. La factory italiana, apprezzata nel mondo, è stata scelta dalla squadra spagnola come partner tecnico, per occuparsi della realizzazione della monoposto.
Gian Paolo Dallara è pronto alla nuova sfida, che affronterà con la consueta dedizione. In un’intervista pubblicata sul settimanale Autosprint, l’ingegnere italiano spiega così la scelta: “Oggi siamo impegnati in diverse categorie monomarca, ma la voglia di confrontarci con la concorrenza è sempre stata forte nella nostra azienda. Così, quando siamo stati contattati dal Campos Racing, abbiamo accettato con entusiasmo“.
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La polemica sui diffusori posteriori di Brawn, Toyota e Williams è stata il più grande tormentone tecnico di questo scorcio di campionato. Il pregio della soluzione e la qualità dei risultati raccolti da Jenson Button e Rubens Barrichello hanno fatto pesare gli oneri del gap alle altre scuderie, costrette ad inseguire a grande distanza. Una situazione imbarazzante, suscettibile di durare a lungo.
Qualche cambiamento nella gerarchia potrebbe giungere dall’eventuale bocciatura dell’estrattore, ma non è detto che la cosa sia sufficiente, vista la bontà generale della monoposto che ha dominato i primi due appuntamenti dell’anno. In ogni caso la sentenza della Corte d’Appello della Fia, che domani si esprimerà sul caso, viene attesa con una certa ansia da tutti.
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E’ la soluzione più discussa di questo campionato e ancora per molto tempo se ne parlerà. I diffusori di Williams, Toyota e Brawn GP tengono banco nel Circus, specia fra i costruttori con grosse ambizioni, che sperano in un verdetto di illegalità della Corte d’Appello per coltivare la speranza di una stagione all’altezze delle aspettative.
Ma David Coulthard è dubbioso su questa prospettiva. Lo scozzese è convinto che i giudici confermeranno la legalità del dispositivo, per un motivo molto semplice: “Non essendo un ingegnere mi devo fidare del giudizio dei tecnici della Fia. A Melbourne hanno detto che le macchine erano conformi alle regole e credo che il tribunale confermerà questo parere il 14 aprile“.
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Il Kers non regala sufficiente tranquillità a molti team, che non hanno ancora deciso se usarlo in Australia. Fra le formazioni più convinte del suo impiego a Melbourne c’è la Renault, che ha trovato un buon bilanciamento del dispositivo.
Riferendosi al sistema di recupero di energia, l’ingegnere capo Pat Symonds non nutre dubbi sulla sua adozione nel primo appuntamento dell’anno: “Lo utilizzeremo sicuramente. Ovviamente la scelta deriva dalla consapevolezza che il Kers comporta un vantaggio prestazionale, altrimenti non lo porteremmo in pista“.
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Oltre alla Brawn GP, una delle monoposto che sta favorevolmente impressionando in questa fase di preparazione al campionato è la Toyota, che potrebbe ben figurare nel 2009. Alcuni esperti osservatori ritengono addirittura che la vettura nipponica possa spingersi nell’universo rarefatto dei top team, per lottare al vertice.
Il terzo e quarto posto conseguiti da Jarno Trulli e Timo Glock negli ultimi giorni a Barcellona sembrano incoraggiare la tesi, ma le sessioni colletive non sempre costituiscono una valida cartina di tornasole. Nella squadra sono però convinti di essere messi bene, come ha dichiarato un ingegnere del team di Colonia sulle pagine di Auto Motor und Sport: “Considerando i carichi di carburante, avevamo l’auto più veloce in pista“.
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La possibiltà di utillizzare un motore nuovo nelle due Ferrai durante l’appuntamento conclusivo di San Paolo è per Rob Smedley, ingegnere di macchina di Felipe Massa, un valore aggiunto di non poco conto: “Ci sarà più spazio di manovra. Significa innanzitutto, che potremo viaggiare per l’intera gara con la facoltà di spingere fino al massimo regime di rotazione senza eccessivi patemi“.
Una simile opportunità non è invece concessa a Lewis Hamilton, che dovrà utilizzare il propulsore già impiegato nella precedente tappa del mondiale. Ma l’alfiere della McLaren, che guida la classifica iridata con un buon margine di vantaggio sul brasiliano, non ha bisogno di un’unità molto spremuta, dovendosi limitare a controllare la situazione. Il rischio, semmai, è la tenuta del vecchio “cuore”.
Via | F1grandprix.it
La notizia è passata piuttosto inosservata, ma ha è piuttosto scioccante: William Millar, membro dello staff di ricerca e sviluppo della Renault, è stato trovato morto nel quartier generale dell’azienda francese nel west Oxfordshire.
Ma la cosa più strana è che - secondo il rapporto della polizia e dei paramedici intervenuti nei rilevamenti - sul corpo dell’uomo sarebbe stato riscontrato un colpo di arma da fuoco. Al momento non è chiaro se si tratti di omicidio o suicidio, anche se sono emerse alcune indiscrezioni che farebbero pensare alla seconda ipotesi.
L’ingegnere, 54 anni, di cui 27 in Formula1, avesse da tempo problemi di depressione. Elemento che farebbe appunto propendere gli investigatori verso l’ipotesi di un suicidio.
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