
Il Valencia Street Circuit, che ha ospitato domenica il Gran Premio d’Europa di Formula 1, è destinato ad accogliere l’unica gara in terra di Spagna a partire dal prossimo anno. Questo è quanto riferiscono alcuni organi di informazione iberici.
Secondo Cadena SER Radio i responsabili del tracciato starebbero negoziando un contratto decennale con Bernie Ecclestone, per spingere la scadenza della nuova intesa al 2021. Fino a quella data Valencia dovrebbe fare da cornice al Gran Premio di Spagna, mentre la titolazione continentale verrebbe assegnata a un’altra tappa del calendario iridato.
Se il quadro fosse questo, il Circuit de Catalunya di Barcellona uscirebbe fuori dal giro, come conseguenza della volontà di accogliere nuove realtà geografiche e di non superare le 20 gare in calendario a partire dal 2012. Jean Todt conferma il tetto: “Ci sono 21 date per il prossimo anno, ma il campionato sarà più breve“. Il presidente della Fia, però, non si è ancora espresso sull’appuntamento destinato a saltare.
Via | Thef1times.com

Bernie Ecclestone vuole evitare in tutti i modi che il Circus approdi verso unità motoristiche poco frazionate e di piccola cilindrata. Il boss della Formula 1 farà il possibile perché le regole sui propulsori previste per il 2013 finiscano nel cestino, lanciando anche per il futuro gli attuali V8.
L’obiettivo è di conciliare in modo diverso le esigenze ecologiche con quelle dello spettacolo e dell’appeal della categoria, evitando la strada dei quattro cilindri sovralimentati di 1.6 litri voluta dalla Fia. Ribaltare i piani della federazione non sarà facile, anche per via della posizione della Renault, che non vuole cedere su questo fronte, minacciando l’abbandono in caso contrario.
A favore di Ecclestone gioca però l’avversione di Ferrari, Mercedes e Cosworth verso i cuori di piccola taglia. Il manager inglese ha programmato per mercoledì un incontro della F1 Commission, per tentare di cambiare il quadro, evitando il nuovo corso della disciplina. Pare che il vecchio Bernie userà tutto il suo potere per scartare l’introduzione dei quattro cilindri.
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Le incertezze sui tempi di introduzione dei nuovi quattro cilindri sovralimentati da 1.6 litri, destinati a rimpiazzare gli attuali V8 nella Formula 1 del 2013, generano una certa irritazione negli uomini della Renault.
La casa francese è preoccupata del clima che si è creato ultimamente in ordine alla tempistica, dopo l’ondata polemica verso le nuove unità propulsive che ha spinto l’organo di governo della disciplina a una riflessione. Jean-Francois Caunet, boss della Renault, si esprime in questi termini: “Mi sembra che la situazione stia sfuggendo di controllo. Comprendiamo e rispettiamo le idee degli altri fornitori, ma non siamo disposti ad accettare ritardi o a vedere cambiare le cose in questo modo. Il potere sportivo deve ricordare chi comanda“.
Come sapete, Ferrari, Mercedes e Cosworth stanno spingendo per rivedere la scelta dei piccoli motori o, quantomeno, per rinviarla. Lo ha ammesso anche Jean Todt negli scorsi giorni. Ora il presidente della Fia è chiamato a ricomporre la tela, ma non sarà un’impresa facile.
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Audi ha annunciato che la R18 è praticamente pronta ad accogliere sistemi di propulsione alternativa, precisando che queste soluzioni non si limiteranno a dispositivi analoghi al KERS, ma contempleranno anche e soprattutto qualcosa di più vicino alle auto di normale produzione. “La nostra idea è fondamentalmente quella di elettrificare in maniera graduale l’R18″, ha affermato Michael Dick, responsabile ricerca e sviluppo Audi.
“Tuttavia adotteremo le tecnologie necessarie a percorrere questo cammino solo quando saranno pronte anche per le auto di serie”, ha concluso il manager. Il responsabile motori di Audi Sport Ulrich Baretzky, dal canto suo, ha affermato che “una delle ragioni per cui è stato adottato un V6 sull’R18, è che volevamo abbastanza spazio per integrare sistemi di recupero dell’energia di qualunque forma o tipo”.
“L’energia diventerà sempre più preziosa di quanto non lo è stata in passato. Dovremo cambiare i nostri modi di concepirla ed usarla. Questo discorso è valido anche per la F1, e bisogna riconoscere a Jean Todt di essere stato molto coraggioso nell’insistenza sul debutto dei piccoli turbo nel 2013. Il pubblico perderà interesse nello spreco d’energia e nella noiosa negligenza verso le necessità odierne”.
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I nuovi quattro cilindri sovralimentati da 1.6 litri, destinati a rimpiazzare gli attuali V8 nella Formula 1 del 2013, non godono di molti apprezzamenti fra gli appassionati. Anche Bernie Ecclestone ha espresso forti riserve su queste unità propulsive, per il minore appeal che avrebbero sul pubblico.
Lo spirito green legato alla loro introduzione potrebbe ugualmente vivere con l’attuale architettura, spingendo ancora più in alto l’asticella dell’efficenza energetica. Così resterebbe il fascino e il sound delle unità aspirate, con un frazionamento più congruo alla massima categoria del motorsport.
Alcuni fornitori stanno spingendo per rivedere la scelta o, quantomeno, per rinviarla. Lo ammette anche Jean Todt, citando Ferrari e Mercedes: “Quando parlo con i loro responsabili mi chiedono di posticipare di due anni l’arrivo dei nuovi motori. I manager della Renault mi dicono invece che andranno fuori dal Circus se il quattro cilindri non arriverà nel 2013“.
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Audi non ha alcuna intenzione di entrare in Formula 1: l’obiettivo della casa dei quattro anelli nel campo del motorsport rimane quello di restare ai massimi livelli della 24 Ore di Le Mans. Le monoposto non interessano Ingolstadt, come ha affermato Wolfgang Ullrich nei giorni scorsi. Dopo tante chiacchiere, sembra dunque svanire il progetto del Gruppo Volkswagen di lanciarsi nella massima serie, in cui pure molti avevano sperato. A partire da Jean Todt e dalla FIA.
Non si è mai detto in forma ufficiale, ma è chiaro che tutto il battage fatto da Parigi intorno ai nuovi 1.6 turbo previsti per il 2013 serviva ad avvicinare il colosso di Wolfsburg alla F1. E ora che sono arrivate queste dichiarazioni di Ullrich, chi può dirlo, magari l’atteggiamento della Federazione, finora intransigente sul pensionamento degli aspirati plurifrazionati ad alto regime, cambierà.
Nel frattempo, Audi non lascia adito a dubbi con le sue dichiarazioni, constatando con una punta di ironia come a Le Mans in una sola gara si percorra una distanza superiore alla somma delle gare di F1 di un’intera stagione, correndo a medie sensibilmente più elevate e consumando praticamente la metà. Insomma Monsieur Jean, i tedeschi non si lasciano tentare dai suoi ammiccamenti…

Jean Todt, negli scorsi giorni, ha parlato della possibilità di modificare il regolamento della Formula 1, per consentire alcuni test privati nell’arco del campionato. Questa prospettiva incontrerebbe il gradimento di Luca di Montezemolo, che la sostiene da tempo. Anche la scorsa settimana il numero uno della Ferrari ha detto alla CNN che quello dei Gran Premi è l’unico sport professionistico dove non è consentito l’allenamento.
Altri manager del Circus non condividono però l’ipotesi di allargare il ventaglio delle prove. Tra quelli che hanno ammesso di non appoggiare la proposta del presidente della Fia c’è Christian Horner, boss della Red Bull, che ha detto senza mezzi termini ad Autosprint: “Non siamo interessati all’idea di consentire prove private durante la stagione. Consideriamo ben bilanciata la situazione attuale. Un cambiamento porterebbe dietro un inevitabile incremento dei costi“.
Anche Martin Whitmarsh, boss della McLaren e della Fota, boccia la prospettiva avanzata da Todt e Montezemolo: “E’ vero che alcune squadre sono favorevoli a ulteriori test, ma dobbiamo anche salvaguardare l’interesse delle formazioni più piccole, i cui mezzi finanziari non sono particolarmente grandi“.
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Si torna a parlare di test in Formula 1: l’idea folle di abolirli con lo scopo di limitare i costi è implosa su se stessa, la simulazione che ne ha preso il posto è altrettanto costosa e meno redditizia.
Jean Todt nuovo presidente della Fia è intenzionato a fare marcia indietro su questo fronte, e reintrodurre i test, in questa stagione sarà difficile, ma dal 2012 certamente si tornerà a girare in pista com’è giusto.
Si tratterà di un ritorno controllato, per impedire che i team più facoltosi si lascino andare ad eccessi come in passato, nelle intenzioni si tratterebbe di sei giorni di prove in circuito durante tutta la stagione, divisi in tre turni di due giornate ciascuno.

Jean Todt crede che la Formula 1 debba trovare delle soluzioni per attrarre nuovi spettatori. Gli ultimi dati, infatti, mostrano una diminuzione del pubblico televisivo, con un calo di interesse verso i Gran Premi.
In un’intervista al magazine tedesco “Auto Motor und Sport” il presidente della Fia spiega la necessità di individuare dei rimedi: “La gente ha molti modi di trascorrere il proprio tempo libero. Per questo dobbiamo chiedere ogni giorno a noi stessi cosa possiamo fare per migliorare l’appeal del nostro sport“.
“Gare dove il sorpasso è impossibile, come il finale di stagione 2010 ad Abu Dhabi -aggiunge Todt- non sono accettabili“. Per cercare di agevolare i cambi di posizione, quest’anno è stato reintrodotto il Kers, abbinato all’ala posteriore mobile. Si sono sviluppate, inoltre, gomme a più alto livello di degrado, con l’obiettivo di aggiungere ulteriore animazione alle gare.
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La FIA sotto la guida di Jean Todt, sta lavorando con il supporto dell’Unione Europea all’organizzazione di campionati automobilistici riservati a modelli elettrici che dovrebbero partire dalla stagione 2013. L’obiettivo che la Federazione vuole raggiungere anche grazie a quest’iniziativa, è la promozione commerciale dei modelli a zero emissioni, su cui i grandi dell’industria automobilistica mondiale stanno spendendo enormi risorse.
A riportare la notizia è stato il Financial Times: il quotidiano britannico, che ha intervistato Todt sul futuro del motorsport, ha sottolineato che il manager francese si è recentemente confrontato sull’argomento con Antonio Tajani, vicepresidente dell’esecutivo europeo responsabile per l’industria.
La FIA starebbe pensando all’istituzione di competizioni di diverse categorie, non limitate alle gare in monoposto, ma estese anche ad altre tipologie di campionati, come quelli turismo e quelli riservati allo sviluppo dei giovani talenti, primo fra tutti il karting. La Federazione fa sul serio: a Parigi hanno già deciso l’istituzione di una apposita commissione per valutare l’ipotesi delle “gare elettriche”.
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