
Martin Whitmarsh dice chiaramente di voler puntare a lungo su Lewis Hamilton. Il manager della McLaren vuole così stroncare sul nascere le voci di un eventuale matrimonio futuro dell’asso di Stevenage con la Red Bull. Se il sodalizio con la scuderia di Woking dovesse proseguire per molti anni ancora, ogni precedente primato di fedeltà a un’unico team dal momento dell’esordio verrebbe polverizzato.
Già oggi Hamilton vanta il record, avendo disputato 73 gare di Formula 1 con la sola McLaren, più del connazionale Jim Clark, “fermo” a 72 corse con la Lotus.
Whitmarsh spera che il campione del mondo 2008 resti per altri due lustri nell’attuale scuderia, chiudendo in pratica la carriera nel Circus nel punto in cui l’ha iniziata: “Non c’è alcun motivo per cui non possiamo avere 10 anni ricchi di soddisfazioni insieme. Vediamo una lunga carriera davanti a lui, con altri successi iridati prima dell’uscita di scena“.
Via | Thef1times.com
Dario Franchitti ha coronato molti sogni da corsa. Nel ricco curriculum del pilota scozzese ci sono anche il titolo IRL del 2007, la 500 Miglia di Indianapolis dello stesso anno e quella del 2010. Adesso è riuscito a guidare la leggendaria Lotus 38 di Jim Clark, che il celebre connazionale, considerato uno degli assi più grandi della Formula 1 di tutti i tempi, condusse al successo nella sfida dell’Indiana del 1965.
Quella vittoria fu la prima di una vettura a motore posteriore al Motor Speedway e consacrò definitivamente il marchio inglese nell’Olimpo dello sport automobilistico. Il gioiello protagonista dell’impresa, spinto da un V8 Ford di circa 500 cavalli, è tornato a rombare nella stessa cornice ambientale, nelle mani di Franchitti.
Si tratta di un veicolo molto diverso dai moderni bolidi dell’IndyCar, ma le emozioni che regala sono pure e intense come in pochi altri casi. Il filmato ci offre alcuni momenti dell’esperienza. Questo è il primo di una serie di eventi per celebrare la Indy 500. Presto toccherà ad altri piloti della categoria scendere in pista con modelli dei tempi romantici.
Via | Roadandtrack.com

Lotus e Cosworth confermano la nuova partnership tecnica e commerciale, che condurrà all’ingresso nell’IndyCar Series 2010, sotto il tetto di KV Racing Technology. Il bolide utilizzato per lo sbarco userà il classico abbinamento giallo e verde che caratterizza le auto da corsa del marchio inglese.
La guida del bolide sarà affidata all’ex pilota di F1 Takuma Sato. Lotus ha gareggiato per un certo periodo in America, vincendo la 500 Miglia di Indianapolis del 1965, con la Type 38 di Jim Clark. Il Ceo del gruppo Dany Bahar è soddisfatto dell’operazione: “Le corse fanno parte del Dna di casa Lotus, che ha prodotto molte innovazioni nell’universo del motorsport. Affianchiamo all’ingresso nel Circus questa nostra presenza in IndyCar, per un impegno all’insegna della passione in due mondi molto importanti“.
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Il primo rumor è di circa una settimana fa, ora la notizia ha preso ulteriore corpo, la Lotus Cars sta studiando un programma di partecipazione alla 500 miglia di Indianapolis nel 2011.
Sembra siano già partiti i contatti con i team Ganassi e Andretti forse per allestire già quest’anno un programma esplorativo con una monoposto di una di queste squadre.

La McLaren ha comunicato ufficialmente l’accordo con Jenson Button, che conferma le indiscrezioni apparse ieri sulla stampa inglese. Il contratto avrà durata pluriennale. Il campione del mondo in carica difenderà i colori del team di Woking in coppia con Lewis Hamilton, per una formazione all’insegna della bandiera inglese.
L’ingaggio, secondo i ben informati, sarebbe di 6 milioni di sterline a stagione, pari al doppio di quanto l’iridato ha percepito quest’anno. Gli uomini della Brawn GP avevano fatto il possibile per trattenere il loro pilota di punta, compatibilmente con la difficile situazione finanziaria. Ma non ce l’hanno fatta.
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Sembra una parodia di “Dieci piccoli indiani”, il romanzo di Agatha Christie pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel lontano 1939, ma la realtà è decisamente più seria. La Formula 1 continua a perdere pezzi importanti: in dodici mesi hanno annunciato il ritiro la Honda, la Bmw, la Bridgestone e, stamattina, la Toyota.
In cambio, per così dire, sono arrivate la Manor, la Lotus (il nome, solo quello, perché del team di Colin Chapman, Jim Clark e Ayrton Senna, tanto per citarne alcuni, non c’è poi molto altro), la USF1 e la Campos Meta. Dite che sia la stessa cosa? Basta essere in molti seduti a tavola? Mica tanto. Poi bisognerà vedere se l’anno prossimo in Bahrain la griglia di partenza della prima gara sarà così piena e quanti arriveranno alla fine dell’anno.
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Il Gran Premio di Germania fa parte del Campionato Mondiale di Formula 1 dal 1951: non fu disputato nel 1950, nel primo anno di vita della Formula 1, poiché per un certo numero di anni dopo la Seconda Guerra Mondiale la Germania non fu autorizzata ad organizzare competizioni internazionali.
Con l’esclusione del 1959 quando l’evento fu tenuto all’Avus, un peculiare circuito ricavato su un veloce tratto di autostrada con un tornante finale che permetteva alle vetture di percorrere lo stesso tracciato in senso inverso, il Gran Premio di Germania si è sempre disputato al Nurburgring o all’Hockenheimring. Un fatto di rilievo riguardante l’unico Gran Premio disputato all’Avus, vinto da Tony Brooks, è che in quella corsa un costruttore occupò tutti i gradini del podio: infatti, le Ferrari giunsero prima, seconda e terza.
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Jenson Button ha centrato un risultato di grande valore sul circuito di Istanbul. Il pilota britannico della Brawn GP è al suo sesto successo su sette gare disputate in questo avvio di campionato. Una prova di forza straordinaria, che gli consente di eguagliare il record di due grandi assi dell’automobilismo: Jim Clark e Michael Schumacher.
Il portacolori del team di Brackley non ha commesso errori nel 2009, dimostrandosi all’altezza di un’auto certamente superiore alle altre. Parlando della gara odierna, l’inglese si limita a dire: “La BGP 001 è stata fantastica, voglio ringraziare tutti. Siamo risultati veloci anche in passato, ma mai come adesso. Continuiamo a migliorare ed io volevo tutti i ragazzi sul podio, perchè lo meritano“.
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Il lettore rosc ci segnala questo scatto d’annata della sfida di Zandvoort del 18 luglio 1965. Al volante della Lotus 33 c’è il grande Jim Clark, che vinse quel Gran Premio.
Inviateci i vostri “scatti in corsa“, foto belle, divertenti o bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardino ovviamente il mondo delle corse a 4 ruote (anche del passato!), all’indirizzo suggerimenti@motorsportblog.it.
Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome!
Il nostro competente lettore Rosso Corsa ci ha segnalato questa foto scattata il 13 giugno 1965 sul circuito di Spa-Francorchamps. La vettura in transito è la Lotus 33 Climax di Jim Clark, che vincerà il Gran Premio del Belgio da incontrastato dominatore, nonostante le avverse condizioni atmosferiche. Il cartello che viene esposto al pilota segnala il distacco di Jackie Stewart (25 sec), secondo su BRM P261, e del resto del gruppo (ben 300 sec!) dallo scozzese della Lotus. In fondo, l’inconfondibile Eau Rouge.
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