Shell ha riunito a Maranello due grandi piloti della Scuderia Ferrari, che hanno parlato del circuito di Spa-Francorchamps, teatro del prossimo appuntamento del Campionato del Mondo di Formula 1. La compagnia petrolifera è riuscita a produrre un video molto interessante con Fernando Alonso e John Surtees impegnati a dire la loro sullo splendido impianto belga, considerato uno dei più belli e coinvolgenti della storia dell’automobilismo. L’opinione è condivisa dai campioni protagonisti del filmato, che hanno avuto modo di incontrare due “rosse” a loro molto note: la 156 e la F60. Buona visione!
Dopo quelle di Alex Zanardi, riportiamo le riflessioni di Jonathan Palmer sulla morte di Henry Surtees, figlio di John, unico pilota della storia ad esser riuscito nell’impresa di conquistare il titolo iridato sia nel Motomondiale che in Formula Uno.
L’organizzatore del campionato di F2 e proprietario del gruppo che ha in gestione il tracciato di Brands Hatch è letteralmente a pezzi per l’accaduto. Ogni parola della sua dichiarazione fiume, pubblicata da Italiaracing, esprime un dolore acuto e lacerante.
Continua a leggere: Jonathan Palmer pervaso dal dolore per la morte di Henry Surtees

Tragedia nella gara di Formula 2 di Brands Hatch, il giovane pilota Hanry Surtees, figlio del celebre John Surtees è purtroppo deceduto in seguito alle ferite riportate nell’incidente.
Hanry è stato colpito sul casco da un pneumatico staccatosi da un’altra vettura uscita in curva e finita contro le barriere, estratto dall’auto il giovane Surtees dopo le prime cure nel centro medico dell’autodromo è stato trasportato in elicottero al Royal London Hospital, ma tutto è stato inutile.

La Ferrari “158” del 1964, come si evince dalla sigla, è spinta da un propulsore da 1.5 litri con architettura a 8 cilindri a V di 90°. Si tratta di una nuova unità ad iniezione diretta Bosch, capace di garantire un buon tiro ai medi regimi ed un’elevata potenza ai regimi superiori. Il suo alesaggio è di 67 mm, mentre la corsa è di 52.8 mm; la distribuzione, ancora una volta, è affidata a un sistema bialbero, che aziona le due valvole per cilindro.
Blocco e teste sono in lega leggera. Il maggior frazionamento, rispetto al 6 cilindri “Dino” della “156 F1”, consente ai tecnici Ferrari di “spremere” da questo motore una potenza di 210 cavalli a ben 11000 giri al minuto. La “158” è la prima monoposto del “cavallino rampante” costruita attorno ad un innovativo telaio monoscocca, ottenuto da elementi strutturali tubolari saldati, annegati in pannelli d’alluminio rivettati a doppia parete. Le sospensioni anteriori e posteriori, a quadrilateri deformabili, seguono il classico schema a ruote indipendenti.
Continua a leggere: Regine dei tempi passati: la Ferrari 158 F1 del 1964

Cupics ci segnala questa foto di una splendida Ferrari 512S impegnata sul circuito del Nurburgring nel 1970. Al volante c’è John Surtees. La dodici cilindri modenese, che effonde le sue nobili note tra gli alberi dell’impianto tedesco, fluttua nell’aria, dopo aver affrontato a ritmo spavaldo un insidioso dosso. Facile immaginare le sollecitazioni per la meccanica e per il pilota in fase di atterraggio.
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