
La Marussia (ex Virgin) ha deciso di rinunciare al Kers sulla vettura 2012, perché la squadra ritiene di poter fare meglio sul piano prestazionale concentrando i suoi sforzi su altre aree della monoposto.
Questa linea è condivisa dal direttore tecnico Pat Symonds, convinto di poter ottenere risultati migliori concentrando il lavoro sulle direttrici in atto, senza interferenze che imporrebbero delle revisioni impegnative e costose.
Sebbene la scelta di fare a meno del sistema di recupero dell’energia cinetica comporti un deficit cronometrico rispetto alle auto che ne sono dotate, si tratta di un dazio di pochi decimi al giro. Ben più alto il vantaggio che il team pensa di avere concentrando gli sforzi sugli altri aspetti funzionali del futuro bolide.
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Il team HRT rinnova la sua partnership tecnica con la Williams, da cui riceverà anche il Kers nel 2012. La collaborazione, espressa in questo campionato con la fornitura delle trasmissioni, andrà avanti per un’altra stagione, estendendosi al dispositivo di recupero dell’energia cinetica, che la scuderia spagnola userà per la prima volta l’anno prossimo.
Nel comunicato ufficiale diramato dal team di Adrián Campos si legge quanto segue: “L’intesa con Williams evidenzia l’impegno nello sviluppo della nuova monoposto, la F112. Stiamo lavorando senza sosta per migliorare le nostre prestazioni, con l’obiettivo di progredire in futuro. L’accordo siglato segue rigorosamente i termini del Patto della Concordia“.
Colin Kolles è contento di come si sta evolvendo la situazione. Il team principal dell’HRT parla così della partnership con la squadra di Grove: “In questi ultimi tempi abbiamo avuto una proficua collaborazione con Williams. Siamo lieti di continuare a lavorare con loro, per far crescere la nostra squadra con il supporto di una realtà di prestigio, che vanta una lunga esperienza nel Circus. L’arrivo del Kers dovrebbe aiutarci a migliorare“.
Via | Thef1times.com

Tecnologie ibride e kers si stanno diffondendo nel mondo delle competizioni, dopo la Formula 1 e le GT ora tocca ai prototipi, la prossima prestigiosa 6 ore di Silverstone vedrà infatti un interessante debutto, quello della Zytek Lmp1 ibrida.
L’auto ha già ottenuto l’omologazione da parte dell’Automobil Club de l’Ouest, ed è schierata dal team GV Racing, i driver saranno Maximo Cortes, Giacomo Piccini, e Ferdinando Geri.
Il sistema messo a punto sulla Zytek garantisce circa 60 CV supplementari al motore termico, previa la ricarica del sistema che avviene durante le fasi di frenata, da questo punto di vista Silverstone non è il tracciato più indicato per sfruttare il sistema, dati i pochi punti di frenata.

Nuovi aggiustaggi da parte della Fia riguardo i nuovi propulsori 1.6 litri Turbo prossimi protagonisti della massima formula a partire dal 2014, il regime di rotazione di tali motori è stato portato a 15.000 giri.
Questo dovrebbe scongiurare il tanto temuto poco appeal sonoro di tali propulsori, ma le novità non finiscono qui, si accenna anche al fatto che il pilota possa accendere il propulsore senza mezzi esterni in ogni momento: di fatto questo significherebbe un ritorno ai motorini di avviamento, o ad una tale funzione integrata nel gruppo kers.
Altri punti riguardano il funzionamento in sola modalità elettrica quando l’auto transita lungo la corsia box, ed il cambio che passerà obbligatoriamente a otto rapporti.
La Red Bull si prepara ad introdurre importanti migliorie al suo KERS, che secondo la squadra dovrebbero risolvere i problemi incontrati finora dal dispositivo già a partire dalla prossime gare. Il KERS delle “lattine”, secondo i ben informati dela pit lane, sarebbe in grado di erogare circa 55 CV, contro gli oltre 80 dei sistemi adoperati da Ferrari e dalle monoposto motorizzate Mercedes.
La spiegazione è anche semplice e ragionevole: il dispositivo montato dalla RB7 è più piccolo di quello delle rivali, che non hanno vincoli dimensionali così rigidi come quelli imposti dalla vettura progettata da Newey. Senza dimenticare che il design estremo della monoposto ha comportato anche gravi problemi legati al surriscaldamento del KERS stesso.
Secondo Chris Horner, il sistema è ormai pronto per essere considerato affidabile, dopo aver dato prova di buona consistenza in Canada. “Ci stiamo ancora lavorando su parecchio, lo stiamo migliorando e abbiamo pronte soluzioni che ci aiuteranno molto già nelle prossime gare. Il fatto di aver potuto usare il sistema senza problemi durante tutta la gara in Canada rappresenta già un progresso rispetto a due mesi fa”.
Audi ha annunciato che la R18 è praticamente pronta ad accogliere sistemi di propulsione alternativa, precisando che queste soluzioni non si limiteranno a dispositivi analoghi al KERS, ma contempleranno anche e soprattutto qualcosa di più vicino alle auto di normale produzione. “La nostra idea è fondamentalmente quella di elettrificare in maniera graduale l’R18″, ha affermato Michael Dick, responsabile ricerca e sviluppo Audi.
“Tuttavia adotteremo le tecnologie necessarie a percorrere questo cammino solo quando saranno pronte anche per le auto di serie”, ha concluso il manager. Il responsabile motori di Audi Sport Ulrich Baretzky, dal canto suo, ha affermato che “una delle ragioni per cui è stato adottato un V6 sull’R18, è che volevamo abbastanza spazio per integrare sistemi di recupero dell’energia di qualunque forma o tipo”.
“L’energia diventerà sempre più preziosa di quanto non lo è stata in passato. Dovremo cambiare i nostri modi di concepirla ed usarla. Questo discorso è valido anche per la F1, e bisogna riconoscere a Jean Todt di essere stato molto coraggioso nell’insistenza sul debutto dei piccoli turbo nel 2013. Il pubblico perderà interesse nello spreco d’energia e nella noiosa negligenza verso le necessità odierne”.
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Il ritorno del KERS, l’arrivo delle imprevedibili gomme Pirelli e quello del DRS hanno fatto la gioia di Michael Schumacher, stando ad alcune dichiarazioni rilasciate ieri dal pilota tedesco della Mercedes. Grazie alle novità introdotte quest’anno, osserva Schumi, il paradosso per cui negli anni scorsi un’auto più veloce di quella che la precede trovava difficoltà insormontabili nel superarla, appartiene ormai al passato.
“Senza contare che le gare sono diventate molto più spettacolari. Ci sono battaglie fantastiche, in Cina mi ci sono trovato nel mezzo, c’è un sacco di azione e devo dire che mi sto divertendo moltissimo”, ha dichiarato Schumi, nonostante i suoi risultati nelle prime gare non siano stati esaltanti. Il Kaiser ricorda bene la situazione al limite del grottesco che si era venuta a creare negli anni passati e che è culminata nel Gran Premio ad Abu Dhabi dell’anno scorso, memorabile per la manifesta impossibilità di sorpasso con cui Alonso si è dovuto scontrare nella sua già storica battaglia contro Petrov.
“Fernando era evidentemente più veloce e stava combattendo per il campionato ma è rimasto bloccato nel traffico. Questa era la nostra vita fino all’anno scorso. Se non eri enormemente più veloce, non passavi. Adesso i sorpassi sono possibili, le cose sono cambiate dalla notte al giorno: le nuove regole sono un successo enorme. È più giusto e sportivo che il pilota più veloce superi quello più lento, senza dover per forza ricorrere alla strategia di gara. Per me c’è più giustizia adesso”.

Helmut Marko, consulente tecnico della Red Bull, sostiene che il Kers funzionarà senza noie sulla RB7 in Turchia. Il sistema di recupero dell’energia cinetica della monoposto di Milton Keynes, che ha conosciuto dei problemi di surriscaldamento, dovrebbe ora andare bene, grazie alle modifiche effettuate nel periodo pasquale.
Queste le parole di Marko: “Il nostro Kers è adesso in forma, abbiamo apportato alcune modifiche che rendono più congrue le temperature d’esercizio. Tutto dovrebbe funzionare al meglio, già a partire da Istanbul“. La notizia viene accolta positivamente da Sebastian Vettel e Mark Webber.
Quest’ultimo, in particolare, è stato penalizzato dalla mancata affidabilità del dispositivo in ognuna delle tre gare della stagione, mentre il tedesco ha potuto goderne in via sporadica. Il campione del mondo in carica è fiducioso sulla sua tenuta: “Abbiamo avuto alcuni problemi con il Kers, ma possiamo contare su persone molto valide che ci hanno lavorato sopra. Quindi non ho timori per la prossima gara, sono tranquillo“.
Via | Thef1times.com

Flavio Briatore applaude i nuovi regolamenti della F1, che hanno finalmente posto fine alle gare processionali. Il Gran Premio di Cina è stato molto animato sul fronte dei cambi di posizione, generando una geografia agonistica vivace, apprezzata dal pubblico televisivo.
Molti i sorpassi in pista, anche se agevolati da soluzioni artificiali. L’ala posteriore mobile, il Kers e i pneumatici Pirelli, secondo Briatore, hanno dato vita a un quadro decisamente gradevole. Il manager italiano lo ha detto alla Gazzetta dello Sport: “Ho visto la corsa in tv e confesso che non mi ero mai divertito così tanto. Per anni ci siamo annoiati con cortei statici, oggi ci sono invece molte opzioni aperte. Webber, per esempio, è partito 18° ed è giunto a soli sette secondi dal vincitore, in terza piazza“.
“L’abilità di un guidatore -prosegue Briatore- alla fine emerge. Quindi devo dire che le nuove norme hanno dato una bella dose di vivacità al mondo dei Gran Premi. Ora tutto è più imprevedibile. Anche le gomme hanno cambiato le cose in meglio“.
Via | Planet-f1.com
Adrian Newey lo ha riconosciuto senza troppi giri di parole: il KERS della Red Bull è una componente critica, che per raggiungere un funzionamento ottimale ha bisogno di tempo e sviluppi. In Australia le RB7 non hanno usato il recupero dell’energia, e in Malesia non è andata affatto bene: quello di Vettel funzionava a intermittenza, quello di Webber non lavorava affatto.
“Non abbiamo un grande costruttore alle spalle, quindi dobbiamo svilupparlo da soli contando su un budget limitato, risorse limitate ed esperienza limitata” ha detto Newey, intervistato da UK Express. Vettel, che pure si è aggiudicato le prime due gare della stagione, non fa mistero che per venire a capo del problema ci vorranno “settimane”. Il che significa: anche a Shanghai (dove c’è un rettilineo lunghissimo) non saremo in grado di sfruttarlo.
“Dobbiamo analizzare i dati: è certamente un aspetto su cui dobbiamo concentrarci perché sappiamo di perdere tempo prezioso in pista quando non lo attiviamo”, ha dichiarato il campione, intervistato da una testata brasiliana. “In Malesia è stato cruciale: se non avesse funzionato alla partenza dubito che sarei riuscito a mantenere la mia posizione e la gara si sarebbe sviluppata in tutt’altra maniera.
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