
Intensa giornata di test a Road Atlanta in preparazione della petit Le Mans, ad ottenere il miglior tempo al termine di due sessioni è la Peugeot 908Hdi dell’equipaggio Bourdais-Pegenaud-Davidson, seguiti dall’altra vettura del leone, quella di Montagny-Sarrazin-Wurz.
Poi tocca alle vetture dei quattro anelli, con la R18 di Capello-Kristensen-McNish che precede la gemella di Bernhard-Dumas-Faessler, quindi si passa alle auto a benzina, dove con il quinto tempo troviamo la Lola Mazda di Kane-Leitzinger-Al Masaood seguita dalla Oak Pescarolo.
Passando alle Lmp2 la più lesta è la solita HPD del level 5, e poi ancora una Oak Pescarolo, tra le GT invece a fare la voce grossa sono le Corvette Zr1 con Gavin-Magnussen-Westbrook che precedono Beretta-Milner-Carcia e poi le solite Porsche del Flying Lizard Motorsports.
Quando sono le 10, l’edizione 2009 della 24 Ore di Le Mans sembra vivere una situazione di calma. Al comando c’è la Peugeot di Wurz, seguita dalla 908 di Sarrazin. Terza l’Audi R15 di Kristensen, Capello e McNish. In LMP2 è la Porsche a dettare legge.
La gara è stata segnata dalla perdita di due Audi di punta, con la numero 3 di Bernhard, Dumas e Premat finita contro le barriere nei minuti iniziali della maratona. Stessa sorte, alcune ore dopo, per la vettura gemella di Luhr, Rockenfeller e Werner.
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Stephane Sarrazin, con la sua Peugeot, ha guadagnato la pole position dell’edizione 2009 della 24 Ore di Le Mans, al termine di una sessione combattuta ed emozionante, che ha tenuto col fiato sospeso gli appassionati. Il miglior crono di Allan McNish nella prima sessione sembrava indicativo del rapporto di forza, con un’Audi destinata a primeggiare.
Ma le cose hanno preso una piega diversa, perché nell’ultima mezz’ora della seduta conclusiva gli attacchi sfoderati dalla Peugeot si sono fatti molto incisivi. Solo pochi millesimi hanno impedito l’assalto al miglior crono, fino a quando, dieci minuti prima della chiusura, Sarrazin è riuscito a piazzare la zampata vincente, sfondando il muro dei 3′20″.
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Prime due sessione di prove libere a Sebring, a svettare è la Peugeot n° 8 che con Sarrazin chiude con un 1,44,719, tempo comunque lontano dall’ 1,43,595 fatto già segnare dalla nuova Audi R15 nei giorni precedenti.
Nelle libere ufficiali le vetture tedesche si sono inserite in seconda e terza posizione, seguite dalle due Honda Acura, alle prese con una scarsa velocità di punta, ma la sensazione è che entrambe queste vetture cioè Audi e Honda si siano un po’ nascoste.
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Continua a leggere: Le Mans Model Fan Club: Audi R10 1/43 Edizione Limitata

E’ stata una sfida condizionata dal sopraggiungere della pioggia quella del DTM che si è disputata ieri sulla pista del Nurburgring. L’improvvisa inclemenza del meteo ha inciso sull’evoluzione della gara, vinta da Bernd Shneider con la Mercedes. Alle sue spalle si sono classificati Di Resta, Green e Paffet, anche loro al volante della C-Klasse.
Le Audi si sono dovute accontentare del quinto e sesto posto, con Timo Scheider davanti a Mattias Ekström. Questi ultimi, insieme a Winkelhock, nel giro di formazione hanno imboccato la pit-line per il cambio gomme (avevano montato prematuramente quelle da bagnato), che li ha costretti a partire dai box.
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Con la vittoria alla 76esima edizione della 24 Ore di Le Mans Dindo Capello raggiunge quota tre trionfi sulla Sarthe, una tripletta che l’esperto piemontese dedica tutta alla squadra: “E’ stata una grande gara, una gara perfetta. Sono estremamente felice ed orgoglioso di essere parte di questo team. La sola possibilità per noi di battere le più veloci Peugeot era di fare una corsa senza errori. La squadra ha fatto un lavoro incredibile. La nostra Audi non ha avuto il minimo problema. Non abbiamo perso neanche un secondo nei pit stop e così siamo riusciti a battere Peugeot. Audi ha le persone giuste per vincere anche quando non abbiamo la vettura più veloce, e lo abbiamo dimostrato“.
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Dopo un avvio di stagione esaltante, l’Audi ha dovuto cedere lo scettro della gloria alla Mercedes che, con Jamie Green al volante, si è aggiudicata la sfida del Mugello. La gara dell’inglese si è decisa già nelle prime battute, col sorpasso allo start sul poleman Scheider, sopravanzato anche da Di Resta e Kristensen. Il leader del campionato ha compromesso la sua corsa con una falsa partenza, che gli è costata una penalità in corsia box.
Anche Martin Tomczyk ha pagato dazio per la bagarre iniziale, senza più riuscire a recuperare il tempo perso in un contatto. Cosa che invece ha fatto Timo Scheider, giungendo decimo sulla linea di arrivo. Un risultato mediocre se si considera la sua posizione in griglia, ma conseguito con una caparbia determinazione nei sorpassi che ha esaltato il pubblico. La rabbiosa rimonta non è però servita alla causa dell’Audi. Per il marchio dei quattro anelli quella italiana è stata una giornata densa di nubi.
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L’Audi smentisce l’ipotesi, ventilata da più parti, di un ingaggio di Ralf Schumacher per la guida di una A4 DTM. Dice Rupert Stadler, chief executive dell’Audi: “Non abbiamo necessità di gente che venga dalla Formula 1. Il nostro obiettivo è quello di prendere giovani ed ambiziosi piloti e consentire loro di crescere all’interno della squadra”.
“Martin Tomczyk, Mattias Ekstrom e persino Tom Kristensen, sono arrivati da noi che non erano nessuno e adesso sono molto popolari e famosi”. Pare chiaro, a questo punto, che per gli ex del Circus l’approdo alla serie tedesca diventa molto più impegnativo che in passato. Ralf può cominciare a guardare altrove.
Via | F1grandprix.it

L’Audi conferma i suoi assetti in vista della prossima stagione del Deutsche Tourenwagen Masters. Il Campione 2007 Mattias Ekstrom e i suoi colleghi Tom Kristensen, Timo Scheider e Martin Tomczyk continueranno a difendere i colori del team dei quattro anelli con la nuova A4 DTM, opportunamente aggiornata per mantenersi al top. Fiducia rinnovata anche per le squadre Abt Spotsline, Phoenix e Rosberg e per i giovani piloti Alexandre Premat e Mike Rockenfeller, autori di una brillante annata d’esordio.
Via | Racingworld.it