Dopo la suggestiva esperienza con la F40 LM, torniamo sul circuito di Lime Rock Park, per vivere un giro completo a bordo della Ferrari 458 Challenge. Le riprese sono state fatte in occasione delle prove dei “Ferrari Racing Days”, andati in scena recentemente sul circuito del Connecticut. Al volante della creatura del “cavallino rampante” c’è Mark McKenzie, protagonista del campionato monomarca della casa di Maranello. Buona visione.
La Porsche RS Spyder, sempre molto competitiva, ha tagliato al comando la linea d’arrivo della tappa di Lime Rock dell’American Le Mans Series, con Greg Pickett e Klaus Graf al volante. Per il team Cytosport è la prima vittoria nella categoria, dopo diversi tentativi svolti in precedenza.
La barchetta tedesca, passata in testa grazie alla strategia, si è resa protagonista nelle fasi finali di un contatto con l’Acura Highcroft di David Brabham (e Simon Pagenaud), spinta sull’erba nel tentativo di resistere alla pressione del poleman. Nonostante lo Stop & Go inflitto a Graf, questo è riuscito a conquistare ugualmente il successo, grazie alla foratura lenta che ha tormentato la condotta del rivale.
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Il team Highcroft conquista un’altra pole position nell’American Le Mans Series. Sul circuito di Lime Rock, in Connecticut, il miglior tempo è andato all’Acura-HPD ARX-01c di Simon Pagenaud e David Brabham. Quest’ultimo, dopo una bella lotta in condizioni ambientali poco felici, si è imposto su Klaus Graf, che scatterà dal secondo posto con la Porsche RS Spyder del team Cytosport, in coppia con Greg Pickett.
Terza piazza per la Lola Mazda di Chris Dyson e Guy Smith, seguita dalla Lola Judd di Paul Drayson e Jonny Cocker. Posizioni di testa, in GT2, per le Porsche, con Jorg Bergmeister e Patrick Long al vertice di classe e ottavi assoluti. Dietro di loro, al decimo posto, l’altra 911 di Bryan Sellers e Wolf Henzler, seguita a breve distanza dalla Ferrari F430 di Jaime Melo e Gianmaria Bruni. Poi la Corvette di Jan Magnussen e Johnny O’Connell.
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La quinta tappa dell’American Le Mans Series, che si è disputata sul circuito di Lime Rock Park, ha registrato il successo di Gil De Ferran e Simon Pagenaud. I due piloti dell’Acura ARX-02a hanno tratto giovamento dalla foratura accorsa a David Brabham e Scott Sharp, leaders della gara fino a pochi minuti dalla bandiera a scacchi.
Nelle mani di questi ultimi resta comunque il primato di classifica, con 13 punti di vantaggio sugli agguerriti rivali. Sulla linea del traguardo 43″776 hanno separato i due equipaggi di testa, mentre gli avversari sono stati tenuti a grande distanza. La Ginetta Zytek di Johnny Mowlem e Stefan Johansson ha chiuso al terzo posto, con sette giri di ritardo dal vertice.
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Sul circuito di Lime Rock l’Acura di Simon Pagenaud ha centrato la seconda pole consecutiva nell’American Le Mans Series. Il francese, dopo una battaglia serrata con David Brabham, si è reso protagonista di un giro impeccabile, che gli consegna il nuovo primato della pista. Nessuno, prima di lui, aveva infranto il muro dei 47 secondi.
In terza piazza si è insediata un’altra Acura, questa volta di classe LMP2. La ARX-01b di Adrian Fernandez ha messo alle spalle le Lola-Mazda di Marino Franchitti e Chris Dyson, vincendo l’acceso duello della categoria minore. Sesto tempo per la Ginetta-Zytek del team Corsa Motorsport, con Mowlem e Johansson al volante.
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Il calendario 2009 dell’Alms regalerà agli appassionati dieci appuntamenti, da vivere intensamente. Per i tifosi della serie si rinnova quindi la possibilità di godere della poesia degli affascinanti bolidi che continuano una tradizione nobile delle corse, fatta di coinvolgenti duelli che si sono consumati su circuiti entrati nella storia.
Purtroppo non farà parte del campionato la prova di Detroit, che si sarebbe dovuta disputare sul circuito di Belle-Isle. Ma la crisi economica internazionale, che si sta accanendo sul comparto automobilistico, ha fatto sentire i suoi pesanti effetti sulla capitale mondiale del settore, messa in ginocchio dalla difficile congiuntura.
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E visto che questo weekend stiamo soffrendo di una certa nostalgia da Prototipi, riprendiamo una vecchia segnalazione del nostro lettore Rothmans e godiamoci questo video tributo molto bello di una delle vetture più vittoriose di sempre della Le Mans series: l’Audi R8.
L’auto che ha proiettato l’Audi nella leggenda del mondo dei Prototipi, una vettura capace di conquistare una serie pazzesca di vittorie assolute nel ALMS e con ben 5 vittorie alla celebre 24 Ore di Le Mans nel 2000, 2001, 2002, 2004 e 2005. Auto guidata da alcuni dei migliori speciaisti del mondo, nonchè da numerosi italiani come Emanuele Pirro e Dindo Capello.
Il poleman David Brabham si è confermato in gara, regalando all’Acura la prima affermazione assoluta in Alms. Nella combattuta sfida di Lime Rock la vettura nipponica ha tratto giovamento dagli errori strategici e di guida che hanno investito la squadra Audi. Se non fosse stato per questi sbagli, l’albo d’oro della corsa avrebbe potuto prendere una piega diversa. In ogni caso Brabham e Sharp hanno meritato pienamente il successo, avendo condotto brillantemente la loro auto per tutto l’arco della maratona.
Alle spalle dei due sono giunte le Porsche RS Spyder di Penske, gestite con taglio battagliero da Romain Dumas-Timo Bernhard e da Patrick Long-Sascha Maassen, anche loro con 168 giri all’attivo. Quarta l’Audi R10 di Lucas Luhr e Marco Werner, staccata di una tornata rispetto ai migliori. In GT1 il successo è andato alla Corvette di Jan Magnussen e Johnny O’Connell, mentre in GT2 le Porsche Rsr di Jörg Bergmeister-Wolf Henzler e di Richard Westbrook-Dirk Werner hanno tenuto dietro la Ferrari F430 del team Risi.
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Nella gara di Lime Rock dell’Alms le Porsche 997 RSR affidate a Werner-Westbrook, Bergmeister-Henzler e van Overbeek-Pilet potranno contare su un propulsore da 4 litri, sviluppato dalla casa di Stoccarda per accrescere il potenziale della propria vettura.
Il nuovo cuore, secondo quanto riferiscono gli uomini di Weissach, eroga gli stessi cavalli dell’unità di 3.800 cc, ma gode di una curva di coppia più corposa espressa in un campo di utilizzazione più ampio. Questo dovrebbe garantire una migliore guidabilità.
Via | Racingworld.it