Questo video dell’archivio storico Porsche ci porta idealmente a vivere l’edizione 1967 della Targa Florio, vinta dalla casa tedesca, che piazzò tre sue vetture sui gradini più alti del podio. In una gara avvolta da un velo di tristezza, per la scomparsa di Lorenzo Bandini avvenuta qualche giorno prima a Montecarlo, gli onori della gloria andarono in Sicilia alla 910/8 di Paul Hawkins e Rolf Stommelen, che coprì i 720 chilometri agonistici in 6h 37′01″, alla media di 108,811 km/h. Secondo posto al traguardo per la 910/6 di Leo Cella e Giampiero Biscaldi, seguita dalla vettura gemella di Jochen Neerpasch e Vic Elford.
Il 9 maggio del 1965 appartiene al mito della Targa Florio. In quella data si svolge la 49ª edizione della corsa più vecchia del mondo, che per i siciliani equivale a una sconfinata gioia. Il loro idolo vince sull’auto dei loro sogni, nel cuore di un circuito a loro tanto caro. Un memorabile successo fortemente desiderato dagli ottocentomila tifosi presenti.
Al via tre Ferrari 275 P2, destinate a Vaccarella-Bandini, Scarfiotti-Parkes e Guichet-Baghetti. Completano l’armata “rossa” alcuni modelli di grande fascino, gestiti da team indipendenti. La Porsche conta sulla 904 Gts di Antonio Pucci che, spinto dall’affetto dei conterranei, spera di regalare una bella prestazione. Della cavallina di Stoccarda sono anche i prototipi di Bonnier-Hill, Maglioli-Linge e Davis-Mitter.
Il confronto è serrato. Nessuno vuole arrendersi prima che il tempo faccia chiarezza. La Sicilia è splendida e il tracciato madonita è un banco di prova importante, che esalta la qualità della sfida. Forte la motivazione dei drivers e delle case automobilistiche. Grande il desiderio di vittoria. Ad amplificare le emozioni ci pensa il caloroso pubblico che abbraccia il rombante passaggio dei bolidi da gara.

E’ un anno di innovazioni regolamentari e conflitti che coinvolgono la Commissione Sportiva Internazionale, le Case, i piloti e gli organizzatori dei più importanti eventi in calendario. Ne deriva un regolamento di compromesso che, con le sue alchimie, alimenta il mistero, creando confusione fra gli spettatori, bombardati dal fiorire di categorie, classi e gruppi.
Per fortuna nello splendido scenario siciliano il battage si limita a un fatto puramente sportivo, immerso nella romantica poesia di uno sfondo di grande memoria agonistica. I tersi colori che dipingono il cielo si specchiano sulle luccicanti carrozzerie delle auto, che aggrediscono velocemente le tortuose strade del piccolo Circuito delle Madonie.
Continua a leggere: Targa Florio 1962, vince la Ferrari 246 SP
La sua linea è molto aggressiva. Piace ai clienti e agli appassionati, ma non ha la straordinaria grazia stilistica del capolavoro di casa Ferrari, la 250 Gto, della cui versione sperimentale da 4 litri rappresenta la naturale maturazione. Purtroppo non ha nemmeno le qualità vincenti dell’illustre sorella, col cui gigantesco palmares è costretta a misurarsi.
Il magro bottino delude fortemente quanti avevano riposto delle concrete speranze in questa creatura con l’apparato genetico dei bolidi da corsa. La 330 Lmb passerà alla storia per la sua natura di auto di svolta, che spiana la strada a un cambio di filosofia epocale in termini di architettura meccanica generale.
Continua a leggere: Auto Storiche: video della Ferrari 330 LMB
La sua linea è molto aggressiva. Piace ai clienti e agli appassionati, ma non ha la straordinaria grazia stilistica del capolavoro di casa Ferrari, la Gto, della cui versione sperimentale da 4 litri rappresenta la naturale maturazione. Purtroppo non ha nemmeno le qualità vincenti dell’illustre sorella, col cui gigantesco palmares è costretta a misurarsi.
Il magro bottino delude fortemente quanti avevano riposto delle concrete speranze in questa creatura con l’apparato genetico dei bolidi da corsa. La 330 Lmb passerà alla storia per la sua natura di auto di svolta, che spiana la strada a un cambio di filosofia epocale in termini di architettura meccanica generale.

Sebastian Vettel ha ritirato il prestigioso Trofeo Lorenzo Bandini, giunto alla sua XVI edizione. Il pilota tedesco è stato impegnato in una sessione di autografi in Piazza del Popolo a Faenza, colma di persone e appassionati della F1, per poi tornare a guidare la sua vecchia Toro Rosso, percorrendo i 20 Km di distanza tra Faenza e Brisighella.
E’ stato poi premiato durante la cerimonia che si è svolta in piazza Marconi di Brisighella (Ra), lo splendido borgo medioevale romagnolo che ha visto crescere Bandini e che ne conserva con orgoglio la memoria. Il giovane talento ha ottenuto con merito il riconoscimento, assegnato ogni anno al miglior pilota emergente della Formula 1, grazie ai risultati ottenuti nel 2008 con la sua “Giulia”, soprannome da lui stesso dato alla propria STR 3.
Continua a leggere: Il Trofeo Lorenzo Bandini consegnato a Vettel
E’ Sebastian Vettel il vincitore del prestigioso Trofeo Lorenzo Bandini, giunto quest’anno alla XVI edizione. Il giovane tedesco ha ottenuto con merito il riconoscimento assegnato ogni anno al miglior pilota emergente della Formula 1, grazie ai risultati ottenuti nel 2008 con la sua “Giulia”, soprannome da lui stesso dato alla propria STR 3 (Scuderia Toro Rosso).
Nel 2008, solo durante le gare ufficiali, Vettel ha percorso con la sua Toro Rosso ben 12.445,145 chilometri. Grazie all’arrivo della nuova vettura, la STR 3 per l’appunto, in occasione del GP di Monaco, ha guadagnato i primi 4 punti della stagione: un’ottima performance per questa macchina esordiente che, a fine stagione, ha totalizzato un totale di 35 punti.
Continua a leggere: A Sebastian Vettel il glorioso Trofeo Lorenzo Bandini

La Ferrari “158” del 1964, come si evince dalla sigla, è spinta da un propulsore da 1.5 litri con architettura a 8 cilindri a V di 90°. Si tratta di una nuova unità ad iniezione diretta Bosch, capace di garantire un buon tiro ai medi regimi ed un’elevata potenza ai regimi superiori. Il suo alesaggio è di 67 mm, mentre la corsa è di 52.8 mm; la distribuzione, ancora una volta, è affidata a un sistema bialbero, che aziona le due valvole per cilindro.
Blocco e teste sono in lega leggera. Il maggior frazionamento, rispetto al 6 cilindri “Dino” della “156 F1”, consente ai tecnici Ferrari di “spremere” da questo motore una potenza di 210 cavalli a ben 11000 giri al minuto. La “158” è la prima monoposto del “cavallino rampante” costruita attorno ad un innovativo telaio monoscocca, ottenuto da elementi strutturali tubolari saldati, annegati in pannelli d’alluminio rivettati a doppia parete. Le sospensioni anteriori e posteriori, a quadrilateri deformabili, seguono il classico schema a ruote indipendenti.
Continua a leggere: Regine dei tempi passati: la Ferrari 158 F1 del 1964
Non capita tutti i giorni di assistere al passaggio di una Formula 1 sulle strade che collegano due tranquille località, se non altro per un fatto di omologazione. Eppure questo è quello che è successo ieri in una zona del ravennate, anche se nel rispetto dei limiti di velocità.
Passanti e villeggianti, comprensibilmente increduli, hanno potuto gustare il transito della Bmw Sauber che Robert Kubica ha condotto da Faenza a Brisighella (12 km circa), per ritirare il premio “Lorenzo Bandini”, destinato ai migliori piloti emergenti del Circus.
Continua a leggere: F1: Kubica, viaggio in monoposto per il trofeo Bandini