
E’ morto a Bruxelles il grande Jacques Swaters, personaggio molto noto agli appassionati del “cavallino rampante”. Aveva 84 anni, in gran parte dedicati all’automobilismo e alla Ferrari. Voleva fare l’avvocato, ma l’amore per le corse gli fece preferire l’abitacolo dei bolidi a quattro ruote, con buoni risultati nel mondo dell’endurance.
Il suo nome si lega ad alcune delle più blasonate scuderie belghe, su tutte la mitica Ecurie Francorchamps. Molti lo ricordano per essere stato uno dei più grandi concessionari esteri delle opere di Maranello, insieme a Charles Pozzi in Francia, Luigi Chinetti negli Usa e al colonnello Hoare nel Regno Unito. Suo il “Garage Francorchamps”, con cui ha importato per anni le “rosse”.
L’intesa con la casa italiana giunse al sigillo nel 1953 quando, alla vigilia del Salone di Bruxelles, un problema impedì al direttore commerciale Gerolamo Gardini di presenziare all’evento, dove aveva inviato una vettura. Swaters fu chiamato da lui a rappresentare il marchio. Nell’occasione venne siglato un accordo per la nascita di un punto vendita in Belgio. Quello con Maranello fu un rapporto felice, testimoniato dalla sincera amicizia con Enzo Ferrari. Ora i due torneranno a vedersi in cielo.
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La Ferrari 250 LM debutta al Salone di Parigi del 1963. La sua linea riprende quella della 250 P, rispetto alla quale appare ancora più armonica. Progettata con l’obiettivo di omologarla fra le granturismo, fu costretta dalla Federazione Internazionale a confrontarsi con le più potenti Sport. Ne uscì a testa alta, perché questo bolide a motore posteriore centrale condensava il meglio della cultura tecnica di Maranello.
Il suo 12 cilindri di 3.3 litri, forte dei 320 cavalli erogati, spingeva con una carica inesauribile. Al resto ci pensava il magnifico equilibrio dinamico. Uno dei primi a scommettere sulle qualità di questa “rossa” fu Luigi Chinetti, titolare della NART. La storia gli diede ragione. Numerosi furono infatti i successi del piccolo prototipo. Fra questi, le doppiette alla 12 Ore Reims del ‘64 e alla 500 Km di Spa Francorchamps del ‘65.
Al Salone Internazionale dell’Auto di Torino del 15 settembre 1948 fanno la loro prima apparizione due nuove versioni del modello “166″. Si tratta di vetture che, pur derivando da una base comune, si differenziano visibilmente l’una dall’altra. Entrambe nascono dalle felice matita dei maestri della carrozzeria milanese “Touring”, nota anche per il suo sistema di fabbricazione denominato “Superleggera”. Vengono battezzate con le sigle: “166 S” e “166 MM”.
La prima, più consona ad un uso stradale, si caratterizza per una tradizionale carrozzeria tipo berlinetta 2+2, capace di garantire, grazie al passo lungo, un’abitabilità paragonabile a quella di una confortevole Lancia Ardea. La seconda non dissimula la sua vocazione sportiva ed è molto più accattivante e ardita. E’ una vettura rivoluzionaria, per i canoni dell’epoca e lo si evince soprattutto dalla distribuzione dei volumi, che segue sentieri diversi rispetto a quelli consolidati.
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Vedere una magnifica Ferrari P4 ancora in pista, forse è possibile, e non parliamo di gare storiche. Come ricorderete nel 2006 Pininfarina realizza per un ricco cliente Jim Glickenhaus la Ferrari P4/5 replica in chiave moderna della P4 su meccanica Ferrari Enzo.
Ora l’eccentrico collezionista giustamente vuole sviluppare la vettura e trasformarla in una P4/5 Competizione, e con essa partecipare a delle competizioni nel 2010, in particolare alla 24 ore del Nurburgring.
Continua a leggere: La Ferrari P4/5 Competizione scenderà in pista

C’è stato uno starter d’eccezione per la 24 Ore di Le Mans. A dare il via alla settantasettesima edizione della più antica e prestigiosa corsa di durata, che si chiuderà alle 15 di oggi, è stato il Presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, invitato dall’ACO per celebrare il sessantesimo anniversario della prima vittoria assoluta di una vettura di Maranello, ottenuta dalla 166 MM di Luigi Chinetti e Lord Selsdon nel 1949.
Insieme a Montezemolo c’erano il Primo Ministro francese François Fillon e il Presidente dell’ACO Jean Claude Plassart. Prima della partenza Luca di Montezemolo ha percorso tutta la griglia per salutare i partecipanti, soffermandosi in particolare con i piloti che gareggiano con le dieci 430 GT partecipanti, che fanno della Ferrari la marca più rappresentata in questa edizione.
Continua a leggere: Montezemolo felice starter della 24 Ore di Le Mans

La 77ª edizione della 24 Ore di Le Mans avrà uno starter d’eccezione. Il prossimo 13 giugno alle ore 15 sarà infatti il Presidente della Ferrari Luca di Montezemolo a dare il via alla più prestigiosa gara di durata del panorama automobilistico mondiale.
Montezemolo è stato invitato a Le Mans da Jean-Claude Plassart, Presidente dell’Automobile Club de l’Ouest, per celebrare il sessantesimo anniversario della prima delle nove vittorie assolute della Casa di Maranello nella 24 Ore, ottenuta dalla 166 MM di Luigi Chinetti e Lord Selsdon nel 1949.
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La Ferrari “158” del 1964, come si evince dalla sigla, è spinta da un propulsore da 1.5 litri con architettura a 8 cilindri a V di 90°. Si tratta di una nuova unità ad iniezione diretta Bosch, capace di garantire un buon tiro ai medi regimi ed un’elevata potenza ai regimi superiori. Il suo alesaggio è di 67 mm, mentre la corsa è di 52.8 mm; la distribuzione, ancora una volta, è affidata a un sistema bialbero, che aziona le due valvole per cilindro.
Blocco e teste sono in lega leggera. Il maggior frazionamento, rispetto al 6 cilindri “Dino” della “156 F1”, consente ai tecnici Ferrari di “spremere” da questo motore una potenza di 210 cavalli a ben 11000 giri al minuto. La “158” è la prima monoposto del “cavallino rampante” costruita attorno ad un innovativo telaio monoscocca, ottenuto da elementi strutturali tubolari saldati, annegati in pannelli d’alluminio rivettati a doppia parete. Le sospensioni anteriori e posteriori, a quadrilateri deformabili, seguono il classico schema a ruote indipendenti.
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